Pensieri liberi

Nell’irrompere del ricordo e del desiderio di Leida…

Delirio dalle mille e una notte, ieri, dopo aver letto tutto il giorno in russo Batman Apollo, un casino in testa che non finiva più, tutti gli uomini politici del mondo, Putin, Edi Rama, Trump, Macron, Kurz, e cercare l’identificazione finale, che non arrivava, il mondo della politica, il tempo, l’escatologia dei tempi, la fine di ogni cosa, il sultano che si era comprato il Salvator Mundi di Leonardo da Vinci, tutte le religioni in me, senza più alcun senso, e il ricordo di Amalia che riaffiorava per farmi rivedere tutte le puttane di questi ultimi anni, essere come indeciso su chi rievocare, e dal profondo il riemergere di Leida, la sua energia erotica, l’ultimo anno folle con lei, le fantasie erotiche, il desiderio senza fine e i deliri politici che si trasformavano in deliri erotici, un’ondata senza fine di sensazioni, e non aver neanche voglia di aspettare e uscire magari con Isabela che non mi ispirava o con la sua amichetta magrolina che comunque il primo di gennaio non lavora, e un delirio senza fine, quasi da finire in psichiatria se avessi esternato tutto il caos che c’era dentro di me, le lingue tedesche, albanesi, russe che si mischiavano, le suggestioni di quei paesi, di quelle storie, di quelle ragazze, e il senso religioso che andava in tilt, senza più alcun senso, mentre ai pensieri bacchettoni si sostituivano pensieri di libertà, e allora ricordare con tutta la fantasia e il ricordo erotico l’ultimo anno con Leida, l’energia che ritornava, il desiderio sparuto di dieci anni fa e quel desiderio lontano di Amalia che si rifaceva su Katia, su Leida, su tutti i ricordi erotici, e riaprire VK per rifarsi gli occhi e guardare ragazze e ragazzine vestite succintamente, che rifacevano gli occhi, rifacevano il desiderio, gli davano nuova vita e nuova energia, mentre ricordavo la doppia visione pornografica quella notte con Aleksia, quando alle immagini si aggiungeva lei che mi serviva con le labbra, e nel fondo della notte ritrovare di nuovo Leida, come dopo quei mesi dagli avventisti, quando il desiderio era più forte di qualsiasi astinenza ed ascetismo religioso, e ancora una volta lei irrompeva, tra quelle immagini e quei ricordi, solo per essere sognata, desiderata ed evocata, nell’orgia di pensieri dionisiaci che mandavano in brandelli ogni pratica di raccoglimento e di preghiera, ritrovarsi di nuovo ad essere ateo, dopo il caos del mondo, dopo l’astinenza di quasi un mese, tra influenza e stanchezza, e non andare più in cortocircuito con la fine dei tempi, le sette religiosi, i pensieri metafisici ed escatologici, ancora una volta il desiderio per Leida irrompeva, anche se lei non c’è più, ma c’è ancora il desiderio per lei, i ricordi erotici, ed evocarla mi ridava tutta l’energia e la stessa sensazione di piacere e voluttà senza più sensi di colpa e chiusure dell’anima, come quando vado da quelle ragazze, ed evocarla di nuovo era un piacere immenso, al di là del conto del tempo, al di là di tutti i pensieri periferici che vogliono relativizzare il senso del tempo e il suo significato mistico e religioso, e rinascere ateo con il sapore di libertà ed erotismo, senza più andare in loop tra religioni e politica, senza più delirare, là dove l’evocazione poteva solo fare bene a fare repulisti di pensieri, ad alleggerire i pensieri e le occupazioni, e mi liberavo da quei pensieri, con quelle nuove immagini di bellezza erotica, con il ricordo e la fantasia e il desiderio di Leida, e l’evocazione sapeva di ritrovata libertà e ateismo, con la giusta coerenza delle mie azioni nel corso degli anni e il mio modo di essere con gli altri e con me, senza più deliri religiosi e politici, e irrompeva di nuovo il desiderio di Leida per spianare una visione del mondo liberata da troppi lacci mentre ripulivo anche le immagini e i vecchi file da computer e tablet per far riniziare il tempo senza più un sacco di pensieri inutili e l’erotismo e la libertà sapevano delle idealità da seguire insieme con la coerenza del mio essere ateo senza più bisogno di buttarmi giù e raccogliermi in qualche meditazione o preghiera senza senso, delirio di una volta, scatenato da Amalia, Katia e Julia, l’erotismo che voleva spiritualizzarsi ma faceva solo più casino di prima, il rimedio che è peggio del male, e vivere tranquillamente l’erotismo e la sessualità, i ricordi, i desideri, senza più lacci dell’anima, consapevole comunque che la vita non è solo erotismo, è un sacco di mille altre cose, nel mosaico infinito di pensieri e immagini e desideri, con il nuovo ateismo che sa di libertà, piacere e umore positivo, come mi insegnavano, e della religione rimane solo la voglia di stare bene insieme agli altri, una ricerca del bene che sa di benessere psicofisico, la vera salvezza, e il tempo e la metafisica dei tempi e del senso si relegavano a deliri politici e religiosi senza capo né coda, e solo l’irrompere del ricordo e del desiderio di Leida ridava quel piacere sperduto che tutto risanava solo per ridare benessere all’anima e al corpo e così potevo dormire, liberato da un sacco di pensieri regurgitati dallo star male dell’influenza che mi gettava in una dimensione parallela, solo per far terminare quei pensieri metafisici ed escatologici troppo nutriti in questi due anni, dai tempi degli avventisti e dei bahaì, solo per spazzare via quel sentire, per portarlo a termine e accorgersi ancora una volta dell’irrompere del desiderio che tutto spazza via, nel ricordo di Leida e della sua evocazione, che stamattina non avevo neanche remore ad andare al bar dell’ateo Benito, del bar pieno di bestemmie, là dove alla divinità ormai si sostituisce solo il benessere, la libertà, il desiderio, la positività, e scambiavo anche due parole, come una specie di vecchio amico ritrovato, senza più conflitti religiosi o politici in corso, senza legarmi di nuovo a quel bar per forza, libero di andare agli altri bar come mi gira, per parlare con Miryam, con Bruna, o all’altro bar dei cinesi, o altrove, in tutta libertà, e il ricordo e il desiderio di Leida mi accompagna e mi dà forza, senza gettarmi in antichi stati d’animo pieni di sensi di colpa e di bisogno di redenzione, là dove la logica religiosa ormai ha perso il suo senso nel mondo libero e di voluttà, che non ho neanche troppa voglia di cercare ragazze come Ana il più presto possibile, perché, come dopo di loro anche un’evocazione non è niente di che, e non c’è niente da lavare l’anima se non ripulirla da troppe idee sbagliate, pratiche sbagliate, convinzioni sbagliate, e rinasco ateo, pieno di libertà, benessere e positività, nell’irrompere del ricordo e del desiderio di Leida…

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Finché lo slancio vitale saprà di un sogno erotico pieno di fascino e di mistero… 

karolina

Con il ricordo, con il ricordo del 2008, cominciava questo 2018, il ricordo del desiderio per Amalia, dieci anni fa, il suo vestito sexy rosso e nero, le sue labbra, i suoi lunghi capelli biondi, la sua lingua russa che allora non conoscevo e sognavo soltanto di conoscere, un sogno da Galaxy Express 999, la ragazza russa dei miei sogni, un sogno siberiano, fatto di freddo e di erotismo, e mi perdevo ieri notte nelle immagini di succinte ragazze russe come si devono su VK, il desiderio, di nuovo quel desiderio che riportava alla mente tutto il fascino di quel paese, di quelle sue ragazze, che il sogno russo poteva rinascere… non più la noiosa Marina, ragazza russa sui generis, non corrispondente a quelle dei miei sogni, un luogo, un mondo, una distanza e uno spazio dove far crescere i sogni, la bellezza inarrivabile delle ragazze russe, di quelle ragazze russe come spie dell’unione sovietica, affascinanti e inarrivabili, misteriose, come Amalia, quel sogno fatto di mistero e di erotismo, un sogno senza confini che ritornava a esistere… e passavamo la serata in compagni di Stas, Larisa e Dmitrij, parlando anche del capodanno vecchio secondo il calendario giuliano, quel 14 gennaio che segna il vecchio calendario, insieme al Natale ortodosso, il 7 gennaio, ed era piacevole stare in loro compagnia, che mi venivano in mente anche i capodanni passati, con gli amici, in casa di amici, con Fizi, Barre, Luca, Paolo, Mauro, Valeria, quei diversi capodanni passati, quando ancora c’era comunanza tra noi amici, quando ancora si sentiva quel calore che negli anni è venuto meno, e mi veniva in mente anche quel capodanno quando andavo da solo in piazza Duomo a Milano, a sentire sparare i botti, a vedere la gente ubriacarsi, al freddo, quella notte che tornavo a piedi da Milano, passando per la via che ospitava Amalia, quando la desideravo e la sognavo per la prima volta, e in quel capodanno del 2008 desideravo lei, più di ogni altra cosa, e mi decidevo a lasciar liberi i miei sogni, i miei desideri per quelle ragazze, aprendo così un’epoca, quel 2008 che avrebbe dovuto portare fortuna, come vuole tradizione cinese che il numero 8 porta fortuna, un numero che sa di arrichirsi per loro, un numero che per me segnava come l’epoca del padre, 8, bà, padre, mentre sarebbe stato un anno pieno di erotismo e di follia, quella giusta follia che apre l’erotismo e l’amore, come quei due baci, ad Amalia e a Katia, tutto l’erotismo e la follia di quell’anno che ritornavano come un ricordo del desiderio ieri notte, sopratutto quando Larisa e Stas si allontanavano, dopo aver brindato assieme, nella loro alcova… un sogno russo di pieno erotismo, che le immagini di VK ridavano quel desiderio che si era perso per colpa di Marina, incapace di risvegliare alcun desiderio in me, e il ricordo di Amalia e delle ragazze russe pieno di mistero e affascinanti ritornava a me… e che sollievo sapere che dopo dieci anni finalmente quella lingua russa l’ho fatta mia, e che quel sogno pieno di desiderio e di mistero poteva ritornare… e ricominciava il tempo, ristabilendo l’ordine di una volta, non più apocalittici pensieri dell’ultimo giorno, non più raccoglimenti per cercare il senso e la ragione in me, ma la volontà di fare a meno, di vivere come una persona normale, piena del desiderio del mistero delle ragazze giuste, quelle che sviano, quelle che fanno sognare, quelle che fanno impazzire, come ai tempi di Amalia, e il sogno sapeva di lei, e di quella musica oppiacea anni ’90 delle canzoni da discoteca russe, come quelle melodie ipnotiche e affascinanti di Karolina, che Marina non poteva liquidare così, con i suoi sogni senza mistero e fascino, i suoi ideali tutti terreni, quella mancanza di mistica dell’amore e dell’erotismo, quella sua piattitudine e normalità che non evocano nessun desiderio e nient’altro che noia, senza un minimo di fascino, e la Russia poteva essere ristabilita, anche al di là di Alina, nel ricordo di quel desiderio pieno di fascino e mistero che era Amalia… sognavo così il primo dell’anno, che mi risvegliavo come se avessi ritrovato una parte di me stesso che pensavo perduta, quel giusto sentire pieno di mistica dell’amore che avvolge tutto, e che non mi faceva più raccogliere, pensare, riflettere, farmi perdere in pensieri settari come quei giorni e quei mesi insieme con gli avventisti, e anche risentire Eugenia gli ultimi dell’anno sapeva ancora di quella mistica dell’amore che provavo ai tempi dell’università, prima che lei diventasse tutta discorsi avventisti, e le sue ultime parole dell’anno erano invece quelle di una ragazza normale, piena anche lei di fascino, che mi faceva piacere sentire lei e sentire al contempo Rudina, che con il loro fascino dell’Est in qualche modo si ricollegavano alla mistica di Amalia di allora ritrovata oggi… e non mi andrà più di vivere una vita senza mistero, senza mistica dell’amore, senza fascino, una vita tutta studiata, piena di riflessioni asettiche e a volte paranoiche, piena di tecnicismi e scientismi, che non possono sfiorare le vette del pensiero mistico e poetico che tutto avvolge, e recupero questa parte di me, piena di fantasie e suggestioni, di desideri, di giusta mistica dell’amore e d’erotismo, che ritrovo finalmente me, dopo che si era perso in troppe riflessioni, in troppi realismi, in troppi calcoli, in troppe visioni pessimistiche e oscure senza alcuno slancio verso il mondo dei sogni, e recuperavo così l’inizio, il desiderio pieno di fascino e di mistero di quell’anno 2008 dove tutto cominciava… si scardinava il tempo e la dimensione dei desideri, che non ascolto più il vociare di altre voci che mi riporterebbero terra terra, senza desideri, senza fantasie, senza misteri e seduzioni, e vivo così questa mattinata del primo dell’anno, tra il giusto freddo dicembrino e una convalescenza ormai portata a termine, che si crogiola invece in quest’atmosfera invernale, nell’attesa che la mistica dell’amore possa ancora risvegliarsi, e se c’è un desiderio vero per quest’anno e per sempre è quella di non perdere di nuovo la mistica dell’amore, là dove ragazze con Marina avevano portato aridità, solo per far rinascere il fascino in ragazze come Ana, o come la romena senza nome, o come l’affascinante Leida, più sovietica lei a volte e più russa lei di tutte le russe e le ragazze dell’Est, con quel suo fascino sperduto, che rievocava Amalia in queste notti, insieme con il ricordo sperduto di Hana, la prima ragazza ceca, aprente l’erotismo più di dieci anni fa, indicandomi la via della mistica dell’erotismo, che ritornava in questi giorni, insieme a fantasie che si lanciavano sul volto e sul corpo di quella prof giovane bionda, la prof bionda ucraina di russo, e tutte queste ragazze dell’Est e il loro fascino sapevano ancora di magia, dopo che la magia non sapevo più dove si era persa, persa forse nella debolezza e nella stanchezza a volte piena di morte di certi pensieri religiosi e falsamente spirituali, senza slancio vitale, senza slancio erotico… e quel sogno russo può rinascere ancora, dopo che era stato spazzato via da non so cosa, da non so chi, un sogno pieno di fascino e di mistero, che mi accompagnerà ancora come infinita ispirazione, là dove tutte le ragazze degli ultimi dieci anni mi hanno condotto, al di là delle pagine perse, con il sogno e desiderio primigenio di un’Amalia che non morirà mai nel suo fascino dei ricordi, insieme con Katia e tutte le altre… e ritrovo il desiderio e l’energia che pensavo perdute, ritrovo il sogno originario, e la voglia di cominiciare così quest’anno e continuare così, senza più stranezze, senza più intrichi dell’anima, in tutta libertà e in tutto il sogno e in tutta l’ispirazione che sembrava perduta, là dove il sogno dell’Est questa volta si lega anche a lingue non solo russe, ma anche tedesche e albanesi, romene, insieme alle altre, come un sogno fatto di desideri e di mistero, che nessuno mi potrà mai togliere, nonostante le loro parole che non sanno di niente, che sanno solo di piattume, di normalità, di assenza di mistero e fascino e seduzione, e quest’anno può cominciare con i giusti sogni, con la giusta musica, con la giusta melodia seducente dell’anima e non ci sarà nessuna divinità, nessuna politica, nessun pensiero che orizzontalizza tutto a fermarmi, finché lo slancio vitale saprà di un sogno erotico pieno di fascino e di mistero… 

Ispirazioni, Poesie, Riflessioni, Visioni

All the time of the world…

Blurred thoughts and visions
the infinite flow of the mind
headaching hangover
from tense moments
where cold war era movies
only worsened things
I don’t want to get back to that mindset
where Russia fought with the West
tense movies which don’t open your mind
a sense of closeness
it’s absurd how this eternal war
on terror
is somewhat a symbol
of an eschatological era
where the eternal conflict
between different worldviews and religions
will come to an end
that’s the new era
inaugurated by Osama Bin Laden
the true opener of a new era
of eternal mystical fight
till the end of times
and another turnpoint
in this apocalyptic battle
was the 2008 economic crisis
a sign from the secular world
with market economy
beginning to doubt about itself
and then the rise of nationalism
after the Israelianization of the world
following 9/11
operation nostalgia
the worse economic crisis
since the ’30
Nazi times came back
balcanizing
the West
with the new insurgent nationalism
widespread
these are the signs of the time
apart from a silent comeback
of a reminescent
cold war era
due to the Ukrainian crisis
but those movies
cold war era movies
aren’t to understand anymore
the world has changed
we live now in a multipolar world
where eternal conflicts are on the leash
it’s the time of disorder
and chaos
which has although something
which before wasn’t:
an eschatological and a spiritual
way out
inaugurated by the eternal war
on terror
the eternal war on nationalism
the two greatest
evil
of this new era
infinite battle
infinite conflict
which can come to a cure
only through
thoughts of the end of times
hope for the end of times
when the right prophet
when the messianic era
will bring peace and harmony
to this shattered world
we live
in the end of times
and for all people of the world
today will be the last day of the year
past disappointments
will be forgotten
all the evil
will be thrown away
to welcome the new year
full of hope and success
a new beginning of time
for most of us
even when we find
psychological reactions
to stop thinking about time
about too many expectations
which we don’t want
to put into this week
for someone new year is in february
the Chinese
for someone else
is March
the Persians
for someone else
is September
the Jews
and then there are Muslims
and many other civilizations
with other counts of time
relativism
the relativism of the world
and the relativism inside us
which save us from monolithical thinking and absolute truths
so today
will be like any other day
apart from that we can get some rest
today and tomorrow
see some friends
talk or chat with some friends
we thought to have forgotten
and on the contrary they were still there
in some hidden corner of our soul
the end and the beginning of time
and what is more metaphysical than time?
But I’ll postpone the end and the beginning of time
to a date which hasn’t numbers
a forever postponed date
which no one knows
where all conflicts will be solved
inside us
among us
all over the eschatological
worldview of our era
an eternal waiting for the time to come
there won’t be any unrealistic
wishes to fulfill for this time
which wants us to change radically
time will go on as ever
from one day to another
the only thing is
I will reinstate that millenarian worldview
the only one which can save me
from the end of times once and for all
because the world in me has already ended
too many times
too many apocalypses have come to me
through the years
and I won’t mention all of them
the thing is
never set an end of time
never think that time somehow is finished
that eras have passed
that the present now is the only dimension
and the past was somewhat a golden age
too many times I made this mistake
life is an eternal continuum
always striving for a future to come
and past always follows us
with all its cycles and eras
where there is no end
there is no beginning
I’ll stop dividing my time
through epochs of my life
with a sight always thrown to the past
some golden or silver age
which won’t ever come back
no!
time has still to come
forever
infinite inspiration
for a brighter day
a happier era
a more harmonious era
where are the conflicts
will be solved
yet at the moment
we live in the present
the era of conflicts
cast it to an indefinite future!
Suspend it from torturing yourself!
Hang your judgments
to an indefinite future
where new ideas and experiences
new people and new feelings
will understand what you can’t understand now
the dimension of time
of awaiting
of postponing
will give you the right dimension
to come to understand all differences
because understanding is just a matter
of discerning things
of grasping the right differences
which made up your undifferentiated
world of the soul
still needing time
and life
and existence
so time won’t end today
and won’t start tomorrow
it’s a continuous flow
always expecting to find the eternal return
of that difference
which marks your soul
but time is also a straight line
aiming towards something we still don’t know
towards a brighter day
the world to come
the day to come
that’s the trick to eternity
never set an end
never set a beginning
never set cycles in your life
everything come and goes
don’t live in a continuous present
don’t live in a continuous past
just look up and remember
you still have
all the time of the world…

Pensieri liberi, Sogni, Visioni

E vivere più leggero…

Sognare Diana nella notte, i suoi capelli biondi, la sua bellezza ragazzina quando la conoscevamo alla scuola serale anni e anni fa, il suo carattere terribile, davvero moldavo, la sua bellezza un po’ volgare, i suoi sogni che si sarebbero poi avverati, sposarsi, avere un figlio, andare in università, fare una palata di soldi, tipici sogni da ragazze est europee un po’ stupide, sogno erotico, sogno dalle mille una notte, tranne quando la vedevo nel mondo onirico camminare verso suo figlio, quell’Aleksander che camminava per la casa signorile di suo padre, una specie di magnate dell’alta cucina con ristoranti a non finire, e ricordarmi le parole di Bejan, che Diana si era sposata con uno ricco, tutte puttane, diceva, con rancore, eppure quel sogno si disperdeva nella mattina, prima ancora che sorgesse il sole, solo per trasportarmi in un altro mondo onirico dove ero finito in un luogo che sembrava uscito da final fantasy, o ero finito dentro un final fantasy mai visto, con un’altissima torre medievale imponente dai mattoncini rossi, e delle magie di ogni sorta che facevano i miei personaggi e le ragazze, in uno sciabordio di luci e suoni e magie che mi risvegliavano… un mal di testa assurdo, un male alla nuca indicibile, che quasi mi ricordava qualche giorno fa con la febbre a 39, domandarsi se la febbre fosse ritornata o no, svegliarsi, e nonostante il mal di testa e i sogni pieni di fantasia ed erotismo, fumarsi la prima sigaretta della giornata, come conviene sempre, ricordandomi delle parole dei dottori e delle dottoresse: “Fumi quanto vuole!”… il risveglio, la mattina, prepararsi un caffè solubile, bersene un altro alla macchinetta in ufficio, il giusto modo per cominciare la mattinata ricordando come ieri sera mi perdevo in quel film consigliatomi da Marina, “A street cat named Bob”, film divertente, interessante, che indaga la realtà dei barboni, degli accattoni, dei tossicodipendenti, questo tossico musicista che, dopo un pessimo rapporto con il padre, finisce per strada a mendicare, senza che la famiglia lo supporti minimamente, e finisce anche seguito dagli assistenti sociali che lo salvano da un’overdose… comincia per lui un programma di riabilitazione, che se non lo segue la prossima volta che si droga finisce morto stecchito, la droga, la mancanza di soldi, la vita da barboni e da tossici, altro che l’Inghilterra delle opportunità di cui parlano tutti, e pensare che questo film è basato proprio su una storia vera, una storia recentissima, e accorgersi che in fondo non sono messo così male, ho un lavoro, non sono un tossico, non ho dipendenze forti, e accorgersi di star bene, visto che i parenti non mi rifiutano così, e anche se sono seguito non sono in programmi di riabilitazione, e guardare il film, vedere come questo tossico alla fine si affeziona ad un gatto incontrato per caso, e diventa il suo fedele compagno, insieme alla vicina un po’ radical chic che lo sostiene, ed era anche bello vedere un rapporto tra uomo e donna così, senza per forza cadere nelle trame dell’erotismo, un film davvero interessante, che segue la parabola di uscita dalla dipendenza, l’uscita dal tunnel di questo tossico, che alla fine scrive anche un libro, aiutato dai suoi fan su youtube, che ammiravano lui a suonare la chitarra insieme al suo gatto sulle spalle, lui a vendere volantini con il suo gatto sulle spalle, e alla fine del film vedere proprio il vero protagonista, quello vero, quello a cui era ispirata la storia, e capire quanto gli affetti a volte possano davvero salvare da periodi bui, da tunnel, dai quali si può sempre uscire… un bel film, davvero, che non me lo aspettavo quando Marina me lo proponeva, mi sembrava un film sfigato, volevo qualcosa di più figo in quel periodo, qualcosa di più eccitante, e anche ieri, sarà perché a Natale siamo tutti più buoni, decidere di scrivere due parole a Marina, anche adesso che ho capito che di desiderio per lei non ce n’è, ma si può rimanere ancora amici di penna, così come Eugenia che provavo a sentire a distanza di quasi quattro mesi, senza aspettarmi per forza delle risposte immediate da loro due, dopo che ieri mattina rispondeva anche Ina e mi diceva di come era stata in quella discoteca dove si esibiva Kida, un casino assurdo diceva, e lei che mi augurava un buon anno nuovo, e anch’io altrettanto a lei, e così sentivo qua e là varie amiche, solo con l’idea dell’amicizia e di scambiare due parole, solo così, per pura amicizia, e andava bene così… perdersi poi ieri nella rilettura di quel libro filosofico di Galimberti, che ora può bastare, ora che mi sento bene, ora che ho recuperato ciò che mi serviva per capire alcune cose, e ora quasi esaltare la volontà a stare positivo, a stare bene, a sforzarsi di essere sempre positivo, a ridurre le sigarette, che è tutta questione di volontà ed è anche più facile pensarla così, l’idea di stare assieme ai nipoti alla Befana, di incontrarli quest’anno almeno al loro compleanno, ricordarmi almeno del loro compleanno, e non trascurarli più, e non trascurare più me stesso, cacciandomi da solo in un mondo di autodannazione, essere più propositivo, più positivo, come diceva Magnati, e continuare così… e perdersi anche in quel libro in inglese: “Genocidal organ”, gyakusatsu kikan, una lettura fantascientifica che ci voleva per ridarmi un po’ di vita dopo la noia di certi altri saggi o la noia di certi altri racconti sci-fi che non attecchivano, e avere qualcosa da leggere in questo periodo di riposo, qualcosa con cui distarmi, e pensare davvero di riposare fino all’8 di gennaio, per riprendermi bene dall’influenza e per riposarmi davvero un po’… fregarsene del lavoro e dei suoi abitanti, ricordarsi come in questo periodo è meglio studiare che cercare lavoro, visto che di lavoro ce n’è poco, e allora leggerò e studierò qualcosa in questo periodo, ritroverò i miei studi e me stesso, come in questo libro fantascientifico che mischia linguistica, relazioni internazionali, psicologia e filosofia e storia in modo fantastico, i miei temi preferiti, per i quali ho studiato, e recuperare poco alla volta la memoria di me stesso e dei miei studi, che quasi mi verrebbe da appendermi il certificato di laurea nella stanza, da incorniciare, per non dimenticare chi sono, cosa che succede ogni volta che entro nel mondo di quei lavoratori lì, ma per ora lasciar perdere di mandare altri cv in giro, nel periodo delle feste non è proprio il momento, e lasciar anche perdere idee di scrittura, o di studi approfonditi, o chissà di quali spiritualità alternative, l’importante è stare bene, essere positivi, non pensare troppo, distrarsi e divertirsi, lavorare ogni tanto, ogni tanto riposare, ogni tanto darsi ai piaceri senza esagerare, stare insieme agli altri, ridere e scherzare, e prendere tutto più alla leggera, e vivere più leggero…

Ispirazioni, Poesie, Riflessioni, Visioni

Still dreaming on good…

The Russian language was still alive
all I had to do
was to exclude
Marina
and I could feel the same liveliness
I almost forgot
exclude Marina
from Russia
and it’s still a dream
watching that dystopian Japanese movie
虐殺器官
about a philologist
mad for genocidal stories
a terrorist of the mind
the bad character in me
when I get out of my mind
evil inside
which fades away
through focusing on the Supreme Good
finding again
spirituality
where rationality alone
created only monsters
the right words
by that book
about reason and faith
which illumined my way
reason and faith
rationality and irrationality
feelings and theory
now finally coexist
almost solving all conflicts
and I still lay in bed
due to some convalescence
after flu
and I can savor this kind of vacation
made of rest
and of books
almost without moving from home
and it’s not a prison anymore
it’s a metaphysical door towards other worlds
and I finally get the answer
to that dilemma
putting or not an image
towards the holiest of holiest
rabbi C. gave the answer
better not put strange images
which is the same old stuff
pure reason which rebels
against humanity in us
made of feelings and irrationality
leave a door open
towards
fantasies, dreams, feelings, ideas and wishes
hope
and find elevation of the soul
where reason and science alone
can’t suffice
and now I feel good
though in bed
for flu
with feelings going towards my brother’s family
and the gift I hope to give my nephews
on the 6th of February
to wash away thirty years
without ever giving anything
redemption
and I won’t fear anymore
year’s eve
the true beginning of the year
is march
at the born of spring
and time goes on
from one week to another
in a horizontal linear way
without revolutionizing anything
and time won’t crack
on new year’s eve
there won’t be any
accountancy of these ten years
or of this last year
time will go on
as ever
without any metaphysical accountancy
I’m still free
I’m still a believer
I still live inbetween reason and faith
rationality and irrationality
feelings and thoughts
that’s life
and I can’t every time
fight an apocalyptic battle
to find the true winner
between these opposites
they simply coexist
the One
of true spirituality
is still there
the union of all fragmented concepts and suggestions
and I find myself
not asunder anymore
where the love of life lives
I’ll take some rest
that’s all
and I won’t fight anymore
against political ideas of others
stay out of politics
would be the right commandment
when in fact
I discover
that what I thought it was revelation
from high
was just my view of things
it was just me
that has to learn to coexist
with other ideas
other opinions
that’s the foundation of democracy
I could respect other ideas
even when I don’t approve them
there’s no absolute truth
like a dogma
in the name of which
many ages have seen
people killing each other
in the name of an idea
that’s not the way
we learned from wars
to respect diversity
and multiplicity
there are no absolutes
we are in constant conversation
among us
and ideas come and go
the only absolutes are perhaps
those principles which make you
the person you are
which are the foundation of yourself
but living among others
also includes
accepting other ideas
without coming to wrathful conflicts everytime
like a mad dictator
or a furious man of same sacred inquisition
opinions and ideas come and go
what cannot dissolve is your inner self
your principles
it is you
if you don’t want to get lost
in the realm of pure relativism
where every word and idea can come and go
like bitches
No!
Something must found you
only then you will be able to converse with others
you it’s you
the others are the others
even when it seems
that others are hell
you won’t change
and you’ll find your inspiration
in that spirituality
which doesn’t exclude rationality
infinite inspiration
infinite inspiration
that’s the way I like
and I won’t fear anymore
absurd mood swings
sudden revolutions of concepts and ides
some kind of different personalities in me
I had to find something
which guided me
and I finally found it
now that I found my orient
I can be surer of my actions
of my thoughts
of my feelings
and even when
panic, anxiety and wrath
will appear in me
I’ll find the spiritual door
to come out of short-circuited thoughts
where feelings live
where happiness lives
where I can be alive and well
among others
among other others
without complaining anymore
always find the Good
where evil seems to prevail
everything comes and goes
but never forget
to always look for the Good…
and Russia can still be reborn in me
without linking it only to past girls
there’s a future open in that land
of suggestions
a land that I could even visit some day
there’s some good also in Russia
where I thought there could only be evil
after too many words
like that mad philologist of the movie
the terrorist philologist obsessed with genocides
get out of history
please
get out of your past
get out of your inner world
made only of the things you lived
associated with words which are the limits of your world
there’s still a future hanging on
new faces
new people
new life
new suggestions
shake off your past
there’s a brand new world
open for you
there’s still time
and everything in you can still be expanded
living among others
and finding new suggestions
Russia is still a source of inspiration
forget the past
open your view to the future
shake off your past
there’s still life waiting for you

Pensieri liberi, Visioni

La giusta gioia dopo pensieri febbrili…

E non era semplice spossatezza natalizia, erano solo i prodromi di 39 di febbre, madò che nottataccia, impossibile dormire, un mal di testa assurdo, l’inferno… e dover aspettare fino alle 8:30 della mattina perché aprisse la farmacia, quando già alle quattro di notte mi svegliavo impossibilitato a dormire… che strani pensieri, fare il giro del mondo di tutto lo scibile umano dentro di me, che mi veniva in mente la famosa frase di Wittgenstein: “I confini del nostro mondo sono i confini delle nostre parole”, e davvero pensavo tutto, tutto me stesso, e facevo il giro del mondo dei pensieri, perché alla fine non restasse più niente… e andare in farmacia stamattina alle 8:30 e comprare quella benedetta tachipirina, come se fosse la pozione magica per farmi sentire vivo, senza tachicardia, senza mal di testa lancinante dietro la nuca, e quando prendevo quella medicina in casa, finalemente, potevo riposare anche un po’ le ore che non avevo dormito… non potersi neanche sdraiare sul letto, sul cuscino, perché il dolore alla testa era fuori limite, e ricordarsi della notte passata, quando tremavo di brutto, e per assurdo era una sigaretta che mi dava la tranquillità prima di dormire… e poi la giornata di Santo Stefano, con Ruggero che veniva qui per pranzare assieme al ristorante all you can eat dei cinesi, e mi prendevo poca roba, tre mozzarelline, spaghetti di soia e un riso alla cantonese, in quantità ridotte… e quanta gente che c’era nel locale, che la cosa più bella era una tipa che vedevo seduta alla tavolata vicina, una specie di bellezza italiana, alla Maria Elena Boschi, una bellezza che non mi faceva sesso, ma che sapeva proprio di pura bellezza, e che strano stare lì seduto al tavolo e contemplare la mia febbre, le mie energie ridotte e vedere quel suo ragazzo di lei, una specie di tamarro, che le si avvicinava, l’abbracciava e stavano davvero assieme… febbre e pensieri depressivi, come poi scoprivo nel pomeriggio, quando la febbre riprendeva a salire, dopo essere stati fuori al ristorante, non sopportare più le parole di Ruggero e di mio padre, che quando si mettono a parlare diventano davvero noiosi, e prendere verso le quattro e mezza un’altra pasticca di tachipirina, che per fortuna aveva il suo effetto… e poi arrivava mio fratello, sua moglie, i loro due figli, ovvero i miei nipoti, e si scherzava sull’influenza, Ruggero si congedava e io con i miei nipoti ci mettevamo a giocare a PES2008, madò, mi dicevo, sono già passati otto anni! E non pensavo più a quei pensieri depressivi, che non mi va neanche di ricordare, e mi godevo la compagnia dei miei nipoti, con i quali si giocava a quel gioco di calcio, e questa volta devo dare ragione a Leida, quando mi diceva di passare più tempo con i miei nipoti, per quanto assurdo possa essere aveva davvero ragione… e adesso non so, oggi gli è arrivata la playstation 4 e vorrei regalargli fifa 2018, visto che vorrebbero davvero giocare a quel gioco, e magari nei prossimi giorni mi muoverò, sentirò mio fratello, ordinerò il gioco lì al game stop del Carrefour e magari rivedrò i miei nipoti, mio fratello e sua moglie magari per la befana, così da sentirmi con la coscienza a posto, visto che in trent’anni non ho mai fatto un regalo… e per fortuna ora sto meglio, la febbre è passata, i pensieri depressivi non ci sono più, non mi importa più neanche di Olimpia, Marina, Anna Maria, quelle che sentivo ieri, anche Rudina, e ho cancellato la visita a Leo di domani, per via della febbre, e rivedrò forse i miei amici cinesi di una volta a gennaio, con più calma, quando starò meglio… ed ero anche contento di essere salutato dalla moglie di mio fratello, quando mi diceva di non rimettere più su quei chili, quei quindici chili che ho perso da febbraio di quest’anno, e potevo cenare con tranquillità, con una semplice braciola di maiale e un po’ di cavolfiore… che strano, che strane giornate, fumando di meno, stando tutto il tempo a pensare mentre la febbre mi impossibilitava di distrarmi, di occuparmi d’altro, ma per fortuna la presenza dei miei nipoti hanno portato via un sacco di pensieri inutili, quel giro del mondo di pensieri che erano tutto me stesso, e non ci penso più… e trovo anche la forza di scrivere, questa sera, così perché non mi va di ascoltare musica che mi stordisce, che non mi va né di pensare né a Inna né ad Ana, e neanche ai bahaì, al cristianesimo, all’islam, all’ebraismo, all’erotismo, e a un sacco di altri pensieri che facevano corto circuito… mi piace solo l’idea di riposare fino al 2 di gennaio, vuoi per la febbre, vuoi perché ho davvero bisogno di staccare da Marco e dal suo lavoro e dal lavoro di mio padre, come mi chiedeva anche il dottore, quando mi domandava quando facevo un po’ di ferie, ed è già rilassante sapere che fino al 2 non farò niente… spero solo che entro domani o dopodomani la febbre sarà passata, potrò comprare quel gioco per i nipoti, magari comprarmi un giubbotto a pochi euro per non prendere più freddo sul lavoro, e continuare questa vita qui, senza troppi pensieri, senza troppe aspettative sulle feste passate e che arrivano, e vivere così più tranquillo, più spensierato, senza pensieri depressivi da febbre, ma in modo più gioioso, giocando con i miei nipoti ad un videogioco di calcio, la giusta gioia dopo pensieri febbrili…

Descrizioni, Pensieri liberi, Ricordi

Spossatezza natalizia…

Sono in coma, in questo pomeriggio di Natale, che mi ricorda i tanti natali passati a casa di mia zia a Milano, quando c’era mia nonna, quella tipica spossatezza da Natale, quando non hai voglia di fare niente, ma assolutamente niente, e ti cade addosso un sonno e una stanchezza come se dovessi riposare da tutti i 365 giorni dell’anno, riposarli tutti in un pomeriggio sul letto a dormire… e mi ricordo di quei natali noiosi, pesanti, ed oggi è praticamente lo stesso, dopo che ieri notte mi veniva una voglia assurda di Leida, che non c’è più, e oggi non ho neanche la voglia di stare veglio… non so cosa fare, ogni libro, ogni lingua, ogni canzone mi sembra pesante, e non so neanch’io perché ho chiamato Barresi e Leo per vederli magari più avanti, i cinesi al bar il 27, che già non ho più voglia, e neanche di vedere Barresi, e neanche di augurare il buon natale a Marina, Anna Maria e Olimpia, alle quali ho mandato un semplice messaggio di auguri… sono spossato, stanchissimo, che non so dove troverò le energie per leggere qualcosa, mentre pensieri pesanti e religiosi mi invadono, come se dovessi di botto diventare cristiano, senza alcun desiderio per le ragazze, che non mi riconosco più… passerei l’intera giornata sul letto a riposare, ma poi so che mi sentirei peggio, ancora più rincoglionito di adesso, e quindi è meglio se mi tengo occupato con qualcosa, e non penso troppo, non mi lascio troppo andare a questa spossatezza e a questi ricordi di natali passati quando la pesantezza e la stanchezza si facevano sentire in tutta la loro potenza… e non so cosa leggerò, non so a cosa mi dedicherò, non lo so ancora, e temo già una giornata di domani ancora più noiosa, con quell’amico di mio padre, Ruggero, che non vedo da una vita, quello che si era sposato una romena, e poi aveva divorziato… non so se si parlerà ancora di donne, né domani, né il 27 con gli amici cinesi, né più avanti, nel 2018, con Barresi, sta di fatto che in questo periodo voglio davvero prendermi un po’ di riposo, e dimenticare le mille occupazioni di quest’anno che passa: Leida, Alina, Ana, Marina, le lingue tedesche, albanesi, olandesi, e quante notizie, e quante letture, e quanta ricerca di lavoro, e quanto lavoro, e quanta follia, che non ne posso più… sono assuefatto da tutto, spossato, stanco da morire, e questo Natale sembra proprio come i natali di tanti anni fa, con una stanchezza impossibile da esprimere, e forse allora leggerò qualcosa in tutta calma, senza pensare troppo, senza strafarmi di canzoni, senza buttarmi in raccoglimenti dai quali non esce niente, se non ancora pensieri stanchi e spossati, lontani dalla realtà poi quotidiana che riprenderà… e quanto sarebbe stato bello avere delle persone con le quali parlare, passare la giornata, persone con le quali trovarsi, e forse è anche per quello che sentivo Anna Maria, Olimpia, Marina e poi anche Leo e Barresi, anche se non ci sono, un po’ come ieri notte l’avrei voluta passare insieme a Leida, che non c’è… e non so quando mi riprenderò da queste vacanze, da questo relax sopra ogni limite, e non so come comincerà l’anno nuovo, cosa mi porterà, forse niente di nuovo, forse niente di che, anche perché è solo una convenzione che l’anno cominci tra dicembre e gennaio, e non c’è niente da stravolgere… e con questa spossatezza infinita proverò ora ad aprire un libro, quasi per non addormentarmi, quasi per cercare un risveglio che non trovo, per non intirizzirmi ancora di più da questa spossatezza natalizia…

Ispirazioni, Prosa Poetica, Visioni

Questo amore inspiegabile…

שיכורים מאהבה, shikhorim me ahavah, drunk with love… e per fortuna c’è la musica israeliana mizrahi in questa vigilia di natale iniziata con un giro al Carrefour per comprare le sigarette e bersi un caffè al centro commerciale e ascoltare musica e musica guardando verso il sole che sorgeva alle nove di mattina in questo inverno pieno di oscurità che mi dava ancora la luce nella musica orientale, questo amore inspiegabile verso le sonorità dell’Est, questo amore inspiegabile… musica su musica in quei 16 giga che riempiono ora il cellulare di musica infinita, anche quando dopo andavo con mio padre all’Alta Sfera a fare la spesa di Natale e vedevo quella giovane cassiera che proprio cassiera non era, visto che stava lì solo a controllare il prezzo finale della merce aiutata da quella che segnava il codice a barre, una bellezza strana, come questa cantante israeliana, Eden ben Zaken, dai capelli biondi e dal viso pieno di luce ma dai tratti di certo non da modella, eppure tutta la bellezza era là, che si rifletteva in quella giovane dal nome Aida, come quell’altra ragazza albanese di una volta, e forse albanese lo era anche lei, la sosia di Eden ben Zaken, e chissà perché ogni amore nasce sempre da una somiglianza, da una strana somiglianza di qualche ragazza con qualche altra ragazza, come lo era per Alina, simile a Nadia, come era per Leida, simile a Sarit Hadad, come è per Ana, simile a Inna, e così a perdersi all’infinito, in una bellezza che rimanda ad un’altra, e se qualcuno scriveva che l’amore nasce da una metafora a me a viene da dire che l’amore nasce da una somiglianza… e mi rilassavo, mi rilassavo nel dopo pranzo a riposare, facendo la mia camminata di sempre, ascoltando ancora musica, quella musica raggaeton che piaceva ad Ana, quella musica dai testi a volte un po’ spinti, dalla musica e dalle note orecchiabili, e che passo di qualità dai tempi dove ascoltavo musica black metal, a queste sonorità piene di vita e di amore, anche adesso che il desiderio è spento e più che desiderare sogna, sogna quando tornerà Ana, forse un giorno, non si sa quando… ed ero un po’ distrutto, dopo pranzo, da questo girare di negozi e supermercati, che sentivo lo stress delle compere, e forse ancora lo stress del lavoro che non mi ha ancora lasciato, e solo nel pomeriggio trovavo una ragione d’essere alla giornata che altrimenti sarebbe marcita… trovavo una ragione d’essere nel libro di Galimberti sul cristianesimo e mi sembrava di recuperare una parte di me stesso, con quel sentimento della promessa e del futuro, dell’avvenire, che non poteva esserci migliore combinazione di attendere l’avvenire e insieme sognare una ragazza e ascoltare alla vigilia di natale musica israeliana che l’amore sacro e l’amore profano vengono a incontrarsi e mescolarsi per dare una quiete e una sensazione di piacere mai sentita che mi accompagnerà ancora per giorni, per mesi, per tanto tempo, là dove il tempo non finisce a Natale, e neanche a Capodanno, e neppure a gennaio il giorno del mio compleanno, e neppure a febbraio quando torna Ana, ma non si sa quando finisce, come l’attesa di un giorno finale, un’escatologia infinita che non si sa quando si compierà, e l’attesa, la promessa, l’attesa e il fondersi dell’amore profano con quello sacro si manifesta in me per ripulirmi da pensieri e paranoie e ipocondrie senza alcun fondamento e mi sento alato nel liberarmi in queste sonorità orientali che mi infondono l’anima di nuovo… e poi il pomeriggio, a compendio delle letture sul cristianesimo doveva anche chiamarmi Stas che era insieme con Larisa e Dmitrij all’Esselunga a comprare i pellet e a fare la spesa e dovevo andare a prenderli in macchina al paesino qua vicino per caricare la merce… e si parlava con Larisa di come loro festeggino il 7 gennaio il Natale e non il 25 come da noi o anche in Romania, come quando parlavo con Ana, e si parlava così, del più e del meno, di come forse, dopo le vacanze di Natale, sentiranno ancora quelli delle case popolari, se gliel’assegnano alla fine una casa popolare, e di come fa freddo a volte lì da noi in mansarda, dove la stufa a pellet fa quello che può, e mi sentivo in pace con me stesso, anche prima di vedere loro, a vedere tutta quella gente andare e venire nel supermercato, come stamattina, ma con quel senso di tranquillità che la mattina non trovavo, stressato dalle compere, e non c’era salvezza migliore che recuperare quella parte di me stesso che sa attendere, che crede nell’amore, un amore che si confonde tra sacro e profano, che sa sia di eros che di agapè, senza bestemmiare contro lo spirito, senza ripudiare la carne, senza condannare la sensualità, ma dandosi il giusto tempo che serve per non essere schiavo di pulsioni, con l’idea che la sessualità non è un divieto ma neanche un obbligo, e che non c’è meglio al mondo di andare d’accordo con tutti e dove c’è odio e incomprensione ricordarsi sempre della divinità che tutto sopporta con pazienza… e non c’è giorno migliore di questo per darsi ancora ad altra musica israeliana, ritrovando quella luce di cui Hanukkah dice nel periodo più buio dell’anno, e la luce la ritrovavo in questo amore incomprensibile per la musica orientale, per le ragazze, per l’attesa futura, che recupero quella parte di me stesso che negavo quando tornavo dalla Repubblica Ceca dove tutti quegli amici si dicevano non religiosi e mi lasciavano imitarli solo per perdermi nel regno assoluto dei piaceri e della sensualità che avrebbe visto quelle relazioni con Xhuliana, e poi Alina e poi Leida, mentre qui c’è solo da recuperare quell’amore inspiegabile che era degenerato fin troppo con Leida… e la poesia, ritrovare la poesia, l’elogio della poesia e della promessa e dell’attesa e della musica e dell’amore in quelle belle pagine di quei libri che mi danno ancora la voglia di credere nell’umanità, là dove troppi giorni a contatto con gente di officine e gente materialista e meccanica, tecnica, mi fa perdere il senso del tutto, e che piacere ritornare nelle braccia dei libri, della musica, dell’attesa, della promessa, dell’amore, di gente normale, di ragazze e donne e non più solo tra il ferro degli strumenti e dei macchinari… e mi perderei ancora, mi perderei ancora alla ricerca della canzone più orientale che ci sia, del canto più orientale che ci sia, in questo amore inspiegabile che va verso oriente, e qui nasce ancora la poesia, e la voglia di cantare, e di sognare, e di attendere quell’amore che se anche non c’è è presente nella musica e nel canto e nella bellezza femminile, senza divieti sensuali, ma anche senza forzature erotiche, e mi perdo così, mi perdo così, in questo amore inspiegabile…

Ispirazioni, Poesie, Riflessioni, Visioni

The right balance between inner world and outer world…

INNA-Nirvana-CDQ

They closed the bar
the police
for supplying drugs and chaos during the night
that saleswoman was right
and now all of them
Paolo, Miryam, Bruna and Valeria
where are they now?
In prison?
I don’t know
that’s not my business
I’ll just go to the other bar
London Bar
where there is no oldman swearing against
God, fascists and communists
with his unmistakable voice full of hate
I won’t go there
especially when I wake up
and I feel all the good in my life
Inna
the inner circle of my mind
and the outer circle
yin and yang
like the dragon statue given me by
Chinese friends of one
the inner self and the outer self
this constant battle
between
when I’m alone and when I’m among others
don’t get lost in inwardness!
Don’t get lost in outwardness!
The right balance between
in and out
and I find my spiritual orientation
once again
after fighting against a night of alcohol
last day
after fighting against too much coffee yesterday
I couldn’t concentrate
on a sci fi movie
in English
Insterstellar
I couldn’t read the next sci fi short story
in English
everything was so upside down
because of those books about Islam
and now I won’t see any more Moroccans
Albanians, Romanians and Southern Italians
in that bar
bad people
who got their punishment
I elevate myself
over petty things and shortcircuited thoughts
owing to the right spirituality
and Inna is not Ana
although sometimes I still mistake her
but there’s no more symbolic existence here
I kind of learnt the principle of no contradiction
this is not this
that is not that
it’s essential
and I won’t give away all of me
in the name of spirituality
I’ll just remember that there’s also the feminine world
yin and yang
in and out
masculine and feminine
that’s what I have to keep in mind
and eroticism is just an aspect of
the infinite mosaic
of the mind
it’s not everything
although
I mustn’t forget girls in the name of some
new found spirituality
keep it in mind
please
yes
there is also work
other people
friends and colleagues
parents and relatives
in this infinite mosaic
of the mind
and if I have to find the One
I must only think of it
as an infinite principle
from where all things start
like the One
which Plotinus talked about
born out of love
for a girl who elevates you
over material things
the Beauty of the One
the Good
the True
some metaphysical principle
born out of beauty
I won’t celebrate anymore
the idea of Ana
she lives here in the outskirts
some bad place
I don’t know who gives her a flat
some bad people
I think
and she’s in Romania now
a country of countrymen
as Olimpia used to say
I can’t expect anything good from her
but there’s also some good in Romania
Eugenia
her spirituality
somewhat exaggerated
anyway
the people we’re hosting
in our house
living together with others
stay among others
talk and think
living between an inner world and an outer world
without getting lost too much
in your own soul
where sometimes monsters hide
sometimes
angels
which drive you out of your mind
the right balance
between
inner world and outer world
that’s it
smoking Nirvana
smoking joy
living in joy
without worries
and I won’t get lost too much
in deep thinking
and brooding
it’s bad for your health
like losing oneself among too many other people
with different ideas
ways of living
that can badly influence you
but one can’t live alone all the time
as much as one can’t live among others all the time
the right balance between
inner world and outer world
they used to tell me
there are no absolutes
the One which becomes two
that’s living among others
that’s living inside you among others
personality doesn’t grow up under a glass bell
personality is also among others
the spirit of time
the spirit of ideas and opinions
and you
yourself
caught inbetween others
without thinking
hell is other people
no
a continuum of ideas and feelings
some simple rules
to stay out of darkness
and then
the freedom of living as you wish
among some simple parameters
freedom
spirituality
the One
Beauty and Goodness and Truth
inspired by a feminine principle
there are also girls out there
there isn’t only Ana or Inna
or Eugenia
or the many
I constantly name
it’s a world full of girls
of men
of people
don’t get lost in yourself
in deep thinking
you are not alone
there’s a world out there
don’t get lost in yourself
just find
the right balance
between inner world and outer world

Ispirazioni, Pensieri liberi, Visioni

L’inizio…

L’inizio che c’è sempre, il ricordo primigenio, la follia iniziale, senza fine, infinita, Katia, la sua bellezza, la sua voce, il primo amore, la prima follia erotica, il ricordo che ritorna sempre in ogni canzone, in ogni estasi, la femminilità, che ritrovo nelle altre ragazze, come trovavo in lei, l’oggetto perduto per sempre, la femminilità, la bellezza, l’amore, l’estasi erotica per Katia, che ritorna nelle canzoni, nel canto, la femminilità senza fine, la vera e unica ispirazione infinita, l’inizio di ogni cosa, per stare bene insieme agli altri, per essere positivo, non quell’aquila che a volte confondevo per lei, quell’aquila albanese a due teste, rosso e nera, non era quello l’oggetto perduto, era lei, invece, lei, Katia, la ragazza, la vera persona perduta, la vera carica di energia perduta, la prima follia, i pensieri che facevano il giro del mondo, di tutto il mondo immaginabile dentro di me, l’inizio, l’ispirazione infinita, Katia, la femminilità, che ogni volta è lei dietro ad ogni ragazza carina, che si degni di quel nome, non importa come e cosa dica, come appaia, come si comporti, è sempre lei, l’ispirazione infinita, il vero inizio, il vero inizio di positività ed energia, senza troppe storie, al di là di tutte le altre che si sono successe e succederanno, il primo amore che non si scorda mai, l’inizio, l’ispirazione infinita, Katia, la femminilità, il canto e l’infinito dei pensieri e delle emozioni e dell’irrazionalità, al di là di dieci anni di scrittura persi, parole che si possono recuparare, là dove le parole poi non bastano neanche più, dove la musica va oltre le lingue straniere e oltre i pensieri, e l’immaginazione va oltre il pensabile e si perde in quei ricordi di lei, in quel fantasticare, in quel delirio che dà l’inizio e l’origine al tutto, l’inizio, l’ispirazione infinita, Katia, la femminilità, la bellezza, il piacere, il canto, la musica, l’estasi, l’erotismo, l’amore, l’inizio, l’ispirazione infinita e così all’infinito…