Ispirazioni, Pensieri liberi, Prosa Poetica, Sogni, Visioni

Di fronte ai sogni d’amore delle ragazzine ventenni…

Giornata senza un attimo di tregua, ieri, dalla mattina a finire di leggere il saggio “Psyche e techne”, finalmente compreso, finalmente da ricordare, che finivo di leggere in biblioteca il pomeriggio, quando in casa non riuscivo più a starci, e rilassarsi in biblioteca poi davanti a qualche video della Deutsche Welle, sulle notizie, sulla situazione in Bosnia, tra tensioni etnico religiose… tornare a casa alle sei, quando era arrivato mio fratello, con i suoi figli, sua moglie, lui che cercava già di collegare la playstation 4, ma non c’era il cavo giusto… scherzare, sul mio sfrisare le macchine durante la manovra, come l’ultima volta a mia cugina, io che ero strafatto di caffè per cercare di stare in piedi durante la giornata, senza sentire più quel sonno estremo di questa settimana di ripresa del ritmo, quando un sonno indescrivibile mi prendeva dopo pranzo… ricordarsi delle parole con il dottore, che mi trovava bene, meglio di un sacco di altre volte, e darmi da fare in mezzo ai nipoti per tenere l’atmosfera gioviale e divertente, mentre poi provavano tutti i loro giochi e gli consegnavo anche Fifa18, dicendo che l’aveva scelto la befana, che io non sapevo cosa c’era in quel pacchetto regalo… i nipoti contenti, i ringraziamenti, la serata che andava avanti tra un gioco e l’altro, tra le chiacchiere di mio fratello, sua moglie e i miei, loro che mi dicevano di ordinare una pizza, al trancio, e ordinavo sette tranci formato maxi dal pizzotto, una bella spesa che mi permettevo con i soldi guadagnati con questa settimana di lavoro, una sorta di altro regalo… i giochi con i nipoti, Minecraft, GT, Fifa18, Star Wars Lego, i sorrisi, le risate, i commenti, i giochi, atmosfera piena di vita, e la mia strana tensione da troppi caffè, da neanche un attimo di pausa, dopo che la mattina invece ero molto malinconico, ascoltando nuove canzoni Reggaeton, perdendomi nel ricordo di Ana, e la sera non avevo già più voglia di quelle canzoni, dopo che i miei nipoti erano andati via, quella musica che non significava più niente, una sorta di altra gamma di emozioni, di sentimenti, che non avevano più bisogno di alcun erotismo, di niente, ma solo di un sacco di riposo e tranquillità… uscire la notte per fare un giro, vedere chi c’era, Isabela o la Meroni puttana, altre ragazze, che non avevo voglia di uscire, c’era anche Aleksia… io che per un attimo mi perdevo in foto di VK di belle ragazze, ma non c’era desiderio, troppi caffè, troppo tempo con i nipoti, tutta un’altra gamma di sentimenti, e la voglia che non c’era, anche di fronte a una mora con i pantaloni grigio metallizzati e le scarpe rosse su calze nere, una bellezza dai capelli neri, che per un attimo risvegliava il desiderio, rimandato a non si sa quando… tornare a casa la notte, facendo sfumare quei ricordi della serata con i nipoti, pensando che forse la sera avrei fatto meglio a uscire al frida, in qualche pub, scambiare delle parole con altri, degli amici che non c’erano, e fermarsi invece la notte un attimo davanti al Carrefour Market dell’altro paese più in là, dove giovani di ogni tipo uscivano la sera, a scherzare, a parlare, a bere e fumare, e altri più adulti andavano invece a fare la spesa, di notte, mentre la notte andava avanti, tra pub, puttane, centri massaggi, negozi aperti 24h su 24, e la vita in tutte le sue forme mi si presentava la notte, che avrebbe voluto essere fatta di socialità e parole, al di là dei sentimenti con i parenti, al di là delle puttane in mezzo alla strada, mentre dentro di me musica su musica si manifestava, facendo sfumare i pensieri e immettendomi in un mondo di suoni e canto, una sorta di paradiso stanco… e la notte, la notte sognare un’officina dove c’era il prof Spano, quello di economia, che mi chiedeva se sapevo il russo o no, io che gli parlavo in russo, nel sogno, non so cosa dicevo, non mi ricordo più, che non c’era molto da dire, molto da sapere, e anche lui attaccava, dopo che faceva finta di non capire, con qualche discorso in russo, e mi spiazzava… mi spiazzava anche là in officina quando mi chiedeva della ragazza, e sembrava offrirmi una sorta di puttana russa, voleva incastrarmi, tra il lavoro, le puttane e la lingua russa, e sognavo invece di una ragazza tutta mia, una ragazzina che stava lì ad aspettarmi, la mia ragazza che nel sogno baciavo, ci baciavamo di un bacio appassionato, e non so perché quella ragazza nel sogno era siciliana, come le tre siciliane dell’università, come Desirée di una volta, e c’era tutto l’amore e tutto l’erotismo in quel sogno, anche se poi lei si accasciava a terra, come morta, e io ero preso tra l’officina e Spano che commentava, che mi voleva incastrare con quella ragazza, non so come, e temevo per me, e per lei, dalla quale mi allontanavo, lei sdraiata a terra come morta, che poi invece si riprendeva, ancora viva, e ci ritrovavamo con lei in qualche ufficio per qualche pratica, non so bene cosa, e lei mi stava vicino, e sentivo che mi amava, e che era la mia ragazza, e che io avevo superato il tranello che Spano mi aveva teso, lasciando perdere qualche puttana russa per dedicarmi alla mia ragazza, alla mia ragazzina che mi voleva bene… sogni erotici, come la notte prima dove sognavo un mondo distopico dove dei giovani come noi erano stati rapiti da una sorta di SS cyberpunk, che ci trasportava in un mondo sotterraneo per schiavizzarci e metterci alla prova, un po’ come Hunger Games o quei film distopici che vanno molto di moda adesso, e nel sogno compariva Anna K., la ragazza ucraina avventista, che anche lei sembrava innamorata di me, e voleva servirmi, e si voleva dare a me, e nel sogno la desideravo, come nel sogno desideravo quella ragazzina di questa notte, come un sogno d’amore, queste ragazzine ventenni dei miei sogni… e il risveglio, il risveglio che sapeva delle solite ossessioni, non capire più se era domenica o un giorno lavorativo, non ricordare più le giornate passate, ma immergersi solo nei sogni delle ragazzine ventenni, dei sogni d’amore, e la musica ancora mi invadeva, di una sorta di paradiso dei suoni e del canto, e non pensavo più ai libri di filosofia, alla televisione, alle lingue, a nient’altro, salvo andare al bar per vedere Miryam, un’altra ventenne ragazzina che ispira i sogni, e che trovavo lì al bar, lei, tutta alle prese con il fare caffè e consegnare tazzine, e Paolo che era lì al solito posto, dietro il bancone, ad aspettare la mia solita ordinazione di due pacchetti di sigarette e un caffè… Miryam che preparava subito il mio caffè, tra la ressa dell’altra gente, e mi facevo strada tra di loro per andare al bancone, dove Miryam diceva: “E’ per lui!”, posando la tazzina sul bancone, la sua strana bellezza marocchina e medioorientale, i miei pensieri negativi che si dissolvevano, e io che mi bevevo il mio caffè… lei che mi portava via il piattino, pensando fosse di qualche altro caffè lasciato lì da altri, no, le dicevo, lei che si scusava, un saluto e un sorriso e via, Miryam che dava già luce alla giornata, a quel sogno d’amore ventenne che si inoltra nel mio mondo onirico, tra queste ragazzine ventenni che non riconosco più, nei sogni e nella realtà, e quelle semplici parole con Miryam bastavano a fare andare via un sacco di inutili pensieri, per liberarmi in un mondo di luce diafana e spirituale, dalla quale nascono sogni d’amore, come altre due ragazzine che vedevo ieri in biblioteca, con le quali incrociavo lo sguardo, ragazzine carine, dei sogni, queste ragazzine ventenni che ancora ispirano sogni d’amore… e la mattina sarebbe fatta ancora solo di musica, quest’oggi, senza libri, fatta solo dei sogni d’amore che vanno oltre anche quel dovere di zio nei confronti dei nipoti, quel mio essere fratello e figlio, e mi verrebbe davvero di pensare ai miei trent’anni, se ciò non avesse alcun senso, di fronte ai sogni d’amore delle ragazzine ventenni…

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Il tempo…

C’è un tempo ciclico
e c’è un tempo lineare
non affrettarti
là dove c’è tutto il tempo del mondo
c’è un tempo ciclico
quello dell’anima che si carica e si scarica
non cercare quello che non ci può essere
nel tempo sbagliato
non forzare il corso del tempo
il corso delle cose
il tempo ciclico
di creazione, distruzione e ricreazione
come la trimurti indiana
Brahma, Shiva e Vishnu
il tempo ciclico
che non puoi forzare
salvo incappare
nell’hybris divina
e nello sconquasso della mente
non c’è divisione tra mente e corpo
tutto è uno
ahad
l’unità dell’anima
e dei vecchi mondi
creati, distrutti e ricreati
ne porti le tracce
in quel tempo lineare
che scorre nel passato
per rivsionare
creazione, distruzione e ricreazione
e c’è un tempo lineare
per sempre lanciato in avanti
quando alla fine dei giorni
un senso sarà rivelato
non puoi vivere nell’eterno presente
di tutte le pulsioni
di tutta l’alchemia cerebrale
che ogni tanto va in tilt
rimpallato qua e là da contrastanti pensieri
sappi temporizzare il mondo dell’anima
e indicare bene ad ogni cosa
il suo tempo
tra l’eterno ciclo
di creazione, distruzione e ricostruzione
e l’incedere incessante e infinito
del tempo
di cui tu non sei che una forma
tra le mille disponibili su questa terra
in quest’epoca
in questi luoghi
che non puoi rimuovere o rinnegare
figlio del tuo tempo
come tutti
non avere più fretta
non dividere più il tempo
tra un tempo del lavoro
e un tempo del divertimento
un tempo del relax
un tempo dell’esaltazione
è tutto un continuum
infinito
e unico
ahad
e non c’è fretta
non c’è niente da affrettare
impara ad aspettare
e a non dividere più l’anima
in diversi tempi
sclerotizzati e schizofrenici
impazziti
di pulsioni
e sensazioni
tutto continua
tutto è un’infinita unità
che non può più perdersi
dietro a pulsioni istantanee
e non temere più
oggetti e amuleti e rimandi di immagini
che rimandano ad altri tempi
ad altri modi di pensare
a ricordi che vorresti cancellare
a intelaiature strane dell’anima
salva sempre il buono in te stesso
in quella tua anima
che è al di là dello spazio e del tempo
e non farti incanalare
nel tunnel
di attività suadenti
ma ingannevoli
che stressano la tua energia
come quel portale dei mondi
che vorrebbe portarti via
l’anima
c’è sempre una continua unità
nell’esistere
in ogni luogo
in ogni tempo
al di là di ogni fenomeno
contingente
che appare là nel mondo
l’anima si smuove
e impara a stare quieta
anche in mezzo agli altri
tra tutti i cambiamenti
di suggestioni
che si evocano in te
nel corso del tempo e della giornata
impara a non dividire più i momenti
ma a vivere
in un continumm infinito
senza variare la tua anima
secondo come gira il tempo
come girano le lancette dell’orologio
rifletti sul tempo
e troverai l’eterno ciclo
e l’eterna linea
e c’è un mondo al di là
delle cose che puoi sapere e che puoi leggere
con le quali a volte ti perdi
come un bulimico
di letture
un autistico di lettere
la vera comprensione
avviene soltanto nella calma
nel tempo dell’assimilazione
di tante verità
e stati d’animo
e tutto richiede tempo
anche solo per non far niente
e immagazzinare
le innumerevoli verità
non c’è portale dei mondi che possa salvare
là dove il mondo fenomenico
di immagini e parole
ha una sua fine
e si manifesta
per il suo carattere virtuale
c’è un mondo che puoi comparare
ad un muro bianco
niente al di là delle mura
niente al di là degli oggetti simbolici
che ti stanno davanti
o attorno
là dove tutti i fenomeni
si sospendono
e appaiono per quello che sono
senza didascalie dell’anima
e una voce che continua a commentare
e trovare differenze
e calcolare
là dove la voce
fa naufragio
in un mondo senza più parole
fatto solo di concetti
e immagini che si differiscono tra loro
nel corso incessante
del tempo lineare
nell’eterno ritorno di concetti
e strumenti di pensiero
che si completano tra loro
al variare dell’umore
della fantasia
della stanchezza e dell’energia
sia che tu sia da solo
in mezzo agli altri
in mezzo agli oggetti
o in mezzo a niente
al di là del tempo
al di là dello spazio
là dove s’arrestano i fenomeni e la voce
dove si sospende il tempo e lo spazio
solo per arrivare a quell’essenza
naturale della vita
che non ha più bisogno di niente
e di nessuno
immerso come nella luce
di una divinità
sconosciuta
e tutto si ricrea
tutto si distrugge
in questo eterno ritorno
nell’incessante continuum del tempo
nell’unità dell’anima
c’è un tempo ciclico
c’è un tempo lineare
non affrettare le cose
e ritrova te stesso
al di là della voce
e dei fenomeni
al di là
di immagini e parole
là dove una luce di una divinità
sconosciuta
ti invade

Ispirazioni, Pensieri liberi, Sogni, Visioni

Perché l’ultima verità era solo nell’innamoramento e nel sogno di normalità…

Oh, finalmente un po’ di relax, sotto la musica albanese, che m’addormentavo anche stamattina, e nei sogni vedevo solo lei, solo Rudina, a cancellare visioni passate di conflitti dell’anima e non c’era più niente se non questa canzone… Ma more zemren e ma dogje fare, Ma more shpirtin e me le pa fjal – e, Ma more zemren ti moj lozonjare, Ma more shpirtin more ndjenjat m’le beqar… mi hai preso il cuore e mi hai bruciato del tutto, mi hai preso l’anima e mi hai lasciato senza parole, mi hai preso il cuore, mia birichina, mi hai preso il cuore e i sentimenti mi hanno lasciato da solo… musica leggera, musica di tranquillità, che l’ultima verità era solo nell’innamoramento e nel sogno… nel sogno di lei, ancora lontana, come sempre, come ogni estate, come ogni capodanno, da anni ormai, sognare una vita in Albania, tra gente della mia età, a parlare inglese, a passeggiare per Tirana, a passare via il tempo bighellonando per la città, spendendo soldi qua e là, nei caffè, nei pub, con tutto il tempo del mondo, senza dover far niente, nella più totale spensieratezza, nella più totale tranquillità, quel dolce far niente che sogno sempre quando penso di andare in Albania e rivedere lei, Rudina… Rudina che sentivo a capodanno almeno quest’anno, almeno si ricordava di me, almeno mi mandava qualche video dei concerti di Kida, gli auguri, e la sensazione di una vita normale, senza eccessi ascetici o all’opposto pieni di pulsioni… quella normalità che cercavo anche mettendo l’immagine della cantante Inna nella mia stanza, a cercare di ricordarmi di fare sempre il più possibile la persona normale, tra i giovani, tra le giovani, come ieri in biblioteca, come quando si esce con gli amici, senza quei conflitti nati al bar o sul posto di lavoro, cercare una via d’uscita in amicizie sognate e immaginarie, quella giusta amicizia che dà un sogno di normalità e innamoramento, tra amici e amiche, senza più riflessioni metafisiche e filosofiche e teologiche di stati d’animo alterati, cercando sempre di essere una persona normale in mezzo ad altra gente, che le tante domande irrisolte rimangono lì irrisolte, e questa volta indifferenti, impossibile dare una risposta, impossibile capire, meglio lasciar perdere di quale malattia mentale sono affetto, bipolarismo, schizofrenia, psicosi, disturbo della personalità, meglio lasciar perdere capire di quale religione sono, se sono di una religione, o se sono ateo o non lo so, meglio lasciare perdere di quale posizione politica sono, liberale, liberalista, comunista, o democratico, non lo so, basta, lasciamo perdere, non tormentiamoci più alla ricerca di risposte che non si troveranno mai, teniamo lì quei concetti solo come attrezzi di pensiero, per passare da un’idea all’altra, da un modo di pensare all’altro, per capire gli altri, per capire il mondo, perché per capire me diventa un’impresa impossibile, ed è anche meglio non pensare più troppo a me stesso, ma pensare magari a Rudina o a qualche ragazza normale, a qualche amicizia normale, e vivere così più spensierato, senza menate assurde, con il piacere ogni tanto di far andare il cervello leggendo qualcosa di bello, guardando qualche bel film, ascoltando qualche bella canzone, ma quel sogno di normalità e innamoramento sono davvero la via d’uscita da troppi pensieri che erano andati a puttane, e chi se ne frega se non mi voglio sposare, se non voglio storie serie, se ogni tanto vado da quelle là per trovare tutto il relax del giorno dopo, senza fare niente, lasciando trasportare via dalla musica, senza pensare più al lavoro, senza aver voglia di lavorare, e ci voleva davvero questa settimana lontano dal lavoro, lontano dall’influenza, non per capire, ma per non pensare più, e così, senza farlo apposta, cominciare a capire che tutta la normalità stava nel sogno d’innamoramento e di una vita normale, fatta di amicizie, di argomenti, di parole, di impressioni, di condivisione, e non solo di letture, lavoro e puttane in maniera ossessiva, ma là si può vivere meglio sognando un altrove, gente normale, una ragazza normale, amicizie normali, e il giusto equilibrio di tutte le cose, con la giusta leggerezza… e non so come andrà avanti questa giornata, forse sarà fatta ancora di musica, forse sarà fatta di qualche libro, qualche film, non lo so, e non mi interessa, perché l’ultima verità era solo nell’innamoramento e nel sogno di normalità…

Ispirazioni, Prosa Poetica, Ricordi, Visioni

Sempre avanti nell’ispirazione infinita…

Risveglio giusto, senza troppi pensieri, là dove la musica ieri notte aveva il suo corso, fino a non smuovermi più, riprendere la vita di sempre, con la giusta stabilità, il corso del tempo che non è finito, non è iniziato, prosegue semplicemente il suo corso, come se non ci fosse stato nessun capodanno, far sfumare la percezione del tempo in nome della continuità e della stabilità… riprendere come sempre a raccogliersi, prendere come sempre i soldi la mattina per le varie commissioni, andare dal benzinaio, che aveva finito la benzina e stava arrivando il camion a caricare nuova essenza, dover tornare, pagare cinque euro e andare… da Benito, senza che le sue bestemmie mi facessero più male, ricordare Leida e il suo incantesimo, che svelava il significato mistico di tutte le bestemmie, là da Benito che non c’era un cane stamattina, alle nove, strano, mi dicevo, scambiare due parole con lui, senza dar troppo peso alle immagini di politica italiana sparse qua e là, e fregarsene se il bar dei cinesi non ha ancora riaperto, e non si sa quando riaprirà, e non so neanch’io quando ci tornerò… due parole, né di più, né di meno, un salto al bar come tanti, là dove molta gente fa discorsi come quelli che sento sul lavoro, politica italiana, le solite bestemmie, i soliti discorsi da bar all’italiana… essere quasi d’assetto lavorativo, se non avessi deciso di prendermi una vacanza di una settimana, dopo la terribile e mistica settimana scorsa con la febbre a 39, dove mi veniva in mente tutta la mistica del mondo, tutto lo scibile umano, pensieri davvero febbrili che vanno solo superati, e ricordarsi che questa settimana ho già i miei due libri con cui tenermi impegnato, Batman Apollo e Genocidal Organ, e due libri bastano e avanzano, senza bisogno di inventarsi nuovi libri da cercare in biblioteca, senza rompersi le scatole a scappare per forza in biblioteca… l’immagine di Inna nella stanza che avrebbe bisogno di più colore, un rosso più acceso, che però non mi posso permettere finché non avrò i soldi per cambiare o far ricaricare la cartuccia, farsi venire quasi la voglia di lavorare per avere un po’ più soldi disponibili, ma mi sa che questa settimana riposerò… dover chiamare mio fratello per mettersi d’accordo sul 6 di gennaio o non si sa quando, quando i ragazzi verranno a ritirare il loro gioco, quando si starà ancora un po’ assieme, e se ieri era giornata di Barresi, oggi sarà giornata di mio fratello, due parole al telefono, niente di più… passare al Carrefour e scambiare due parole con Lieta, quella ragazza che mi ha sempre ricordato Xhuliana, lei che stava lì a mettere a posto la roba nel banco frigo, due parole se si poteva spostare che dovevo prendere gli yogurt, aspetta, mi diceva, e poi se ne andava e mi diceva di chiudere, va bene, e andavo avanti a fare la mia spesa, pensando un po’ a Lieta, un po’ a Xhuliana, e il desiderio e il ricordo erotico si mischiavano, dandomi quella giusta sensazione erotica che ti fa sentire vivo, fantasie e ricordi, alla luce del giorno, che l’energia erotica non è per niente finita, ed è ancora libera… passare per la cassa e pagare, con in mente solo Lieta e Xhuliana, e fermarsi poi nel parcheggio del Carrefour a fumarmi una sigaretta, alla luce del sole di questo febbraio, quel sole piacevole che non dà fastidio a nessuno, pieno del ricordo di Xhuliana e del desiderio di Lieta, pensando che in fondo mi basterà aspettare ancora un po’ e Ana tornerà quando sarà il momento… e mi passava davanti Herzl che si fumava anche lui una sigaretta, stava andando probabilmente al lavoro, e mi ricordava di quella stupida e impazzita notte quando cercavo Manuela e chiedevo di lei a lui, quando ancora non sapevo che tutto l’incantesimo era dovuto a Leida, ricordi che passavano, erotismo che si mischiava al vissuto, desideri e ricordi, modi di sentire… finire la mia sigaretta e riprendere la macchina e andare dal benzinaio, a fare altri 15 euro di benzina, là dove si era fermato perché la benzina del distributore era finita… e finire così anche quasi i soldi, che mi rimangono solo quelli per le sigarette domani, e già pensare ai prossimi soldi da spendere, che quasi mi viene da chiamare il negozio delle cartucce, e sarà la prossima cosa che farò in effetti, per avere un’idea del prezzo, per capire quanto dovrò spendere, se hanno disponibile quella cartuccia, e già pensare ai prossimi soldi da spendere, senza ritegno, altro che moderazione! Qua si spende e si spande senza ritegno, e me ne frego… e così comincia la giornata, con tutte le sue buone premesse, e non c’è più molto da pensare, forse solo ad Ana quando tornerà, forse alle uscite con Barresi e Fizi, forse alle giornate sul lavoro, all’incontro con il dottore, al tempo libero fatto di letture, alle prossime rivelazioni e ai prossimi cambi d’umore, senza più assoluti da ricercare, ma questa vita in continuo cambiamento e divenire, con il mio giusto orientamento spirituale ed erotico ritrovato, senza eccessi, la mia voglia di vivere anche in mezzo a gente che non mi va giù al cento per cento, ma così è la vita, e ora pensare alle cose più pratiche, capire davvero quanto costa quella cartuccia, chiamare mio fratello, occupare la giornata, riposare ancora un po’ e poi avanti, sempre avanti nell’ispirazione infinita…

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Finché lo slancio vitale saprà di un sogno erotico pieno di fascino e di mistero… 

karolina

Con il ricordo, con il ricordo del 2008, cominciava questo 2018, il ricordo del desiderio per Amalia, dieci anni fa, il suo vestito sexy rosso e nero, le sue labbra, i suoi lunghi capelli biondi, la sua lingua russa che allora non conoscevo e sognavo soltanto di conoscere, un sogno da Galaxy Express 999, la ragazza russa dei miei sogni, un sogno siberiano, fatto di freddo e di erotismo, e mi perdevo ieri notte nelle immagini di succinte ragazze russe come si devono su VK, il desiderio, di nuovo quel desiderio che riportava alla mente tutto il fascino di quel paese, di quelle sue ragazze, che il sogno russo poteva rinascere… non più la noiosa Marina, ragazza russa sui generis, non corrispondente a quelle dei miei sogni, un luogo, un mondo, una distanza e uno spazio dove far crescere i sogni, la bellezza inarrivabile delle ragazze russe, di quelle ragazze russe come spie dell’unione sovietica, affascinanti e inarrivabili, misteriose, come Amalia, quel sogno fatto di mistero e di erotismo, un sogno senza confini che ritornava a esistere… e passavamo la serata in compagni di Stas, Larisa e Dmitrij, parlando anche del capodanno vecchio secondo il calendario giuliano, quel 14 gennaio che segna il vecchio calendario, insieme al Natale ortodosso, il 7 gennaio, ed era piacevole stare in loro compagnia, che mi venivano in mente anche i capodanni passati, con gli amici, in casa di amici, con Fizi, Barre, Luca, Paolo, Mauro, Valeria, quei diversi capodanni passati, quando ancora c’era comunanza tra noi amici, quando ancora si sentiva quel calore che negli anni è venuto meno, e mi veniva in mente anche quel capodanno quando andavo da solo in piazza Duomo a Milano, a sentire sparare i botti, a vedere la gente ubriacarsi, al freddo, quella notte che tornavo a piedi da Milano, passando per la via che ospitava Amalia, quando la desideravo e la sognavo per la prima volta, e in quel capodanno del 2008 desideravo lei, più di ogni altra cosa, e mi decidevo a lasciar liberi i miei sogni, i miei desideri per quelle ragazze, aprendo così un’epoca, quel 2008 che avrebbe dovuto portare fortuna, come vuole tradizione cinese che il numero 8 porta fortuna, un numero che sa di arrichirsi per loro, un numero che per me segnava come l’epoca del padre, 8, bà, padre, mentre sarebbe stato un anno pieno di erotismo e di follia, quella giusta follia che apre l’erotismo e l’amore, come quei due baci, ad Amalia e a Katia, tutto l’erotismo e la follia di quell’anno che ritornavano come un ricordo del desiderio ieri notte, sopratutto quando Larisa e Stas si allontanavano, dopo aver brindato assieme, nella loro alcova… un sogno russo di pieno erotismo, che le immagini di VK ridavano quel desiderio che si era perso per colpa di Marina, incapace di risvegliare alcun desiderio in me, e il ricordo di Amalia e delle ragazze russe pieno di mistero e affascinanti ritornava a me… e che sollievo sapere che dopo dieci anni finalmente quella lingua russa l’ho fatta mia, e che quel sogno pieno di desiderio e di mistero poteva ritornare… e ricominciava il tempo, ristabilendo l’ordine di una volta, non più apocalittici pensieri dell’ultimo giorno, non più raccoglimenti per cercare il senso e la ragione in me, ma la volontà di fare a meno, di vivere come una persona normale, piena del desiderio del mistero delle ragazze giuste, quelle che sviano, quelle che fanno sognare, quelle che fanno impazzire, come ai tempi di Amalia, e il sogno sapeva di lei, e di quella musica oppiacea anni ’90 delle canzoni da discoteca russe, come quelle melodie ipnotiche e affascinanti di Karolina, che Marina non poteva liquidare così, con i suoi sogni senza mistero e fascino, i suoi ideali tutti terreni, quella mancanza di mistica dell’amore e dell’erotismo, quella sua piattitudine e normalità che non evocano nessun desiderio e nient’altro che noia, senza un minimo di fascino, e la Russia poteva essere ristabilita, anche al di là di Alina, nel ricordo di quel desiderio pieno di fascino e mistero che era Amalia… sognavo così il primo dell’anno, che mi risvegliavo come se avessi ritrovato una parte di me stesso che pensavo perduta, quel giusto sentire pieno di mistica dell’amore che avvolge tutto, e che non mi faceva più raccogliere, pensare, riflettere, farmi perdere in pensieri settari come quei giorni e quei mesi insieme con gli avventisti, e anche risentire Eugenia gli ultimi dell’anno sapeva ancora di quella mistica dell’amore che provavo ai tempi dell’università, prima che lei diventasse tutta discorsi avventisti, e le sue ultime parole dell’anno erano invece quelle di una ragazza normale, piena anche lei di fascino, che mi faceva piacere sentire lei e sentire al contempo Rudina, che con il loro fascino dell’Est in qualche modo si ricollegavano alla mistica di Amalia di allora ritrovata oggi… e non mi andrà più di vivere una vita senza mistero, senza mistica dell’amore, senza fascino, una vita tutta studiata, piena di riflessioni asettiche e a volte paranoiche, piena di tecnicismi e scientismi, che non possono sfiorare le vette del pensiero mistico e poetico che tutto avvolge, e recupero questa parte di me, piena di fantasie e suggestioni, di desideri, di giusta mistica dell’amore e d’erotismo, che ritrovo finalmente me, dopo che si era perso in troppe riflessioni, in troppi realismi, in troppi calcoli, in troppe visioni pessimistiche e oscure senza alcuno slancio verso il mondo dei sogni, e recuperavo così l’inizio, il desiderio pieno di fascino e di mistero di quell’anno 2008 dove tutto cominciava… si scardinava il tempo e la dimensione dei desideri, che non ascolto più il vociare di altre voci che mi riporterebbero terra terra, senza desideri, senza fantasie, senza misteri e seduzioni, e vivo così questa mattinata del primo dell’anno, tra il giusto freddo dicembrino e una convalescenza ormai portata a termine, che si crogiola invece in quest’atmosfera invernale, nell’attesa che la mistica dell’amore possa ancora risvegliarsi, e se c’è un desiderio vero per quest’anno e per sempre è quella di non perdere di nuovo la mistica dell’amore, là dove ragazze con Marina avevano portato aridità, solo per far rinascere il fascino in ragazze come Ana, o come la romena senza nome, o come l’affascinante Leida, più sovietica lei a volte e più russa lei di tutte le russe e le ragazze dell’Est, con quel suo fascino sperduto, che rievocava Amalia in queste notti, insieme con il ricordo sperduto di Hana, la prima ragazza ceca, aprente l’erotismo più di dieci anni fa, indicandomi la via della mistica dell’erotismo, che ritornava in questi giorni, insieme a fantasie che si lanciavano sul volto e sul corpo di quella prof giovane bionda, la prof bionda ucraina di russo, e tutte queste ragazze dell’Est e il loro fascino sapevano ancora di magia, dopo che la magia non sapevo più dove si era persa, persa forse nella debolezza e nella stanchezza a volte piena di morte di certi pensieri religiosi e falsamente spirituali, senza slancio vitale, senza slancio erotico… e quel sogno russo può rinascere ancora, dopo che era stato spazzato via da non so cosa, da non so chi, un sogno pieno di fascino e di mistero, che mi accompagnerà ancora come infinita ispirazione, là dove tutte le ragazze degli ultimi dieci anni mi hanno condotto, al di là delle pagine perse, con il sogno e desiderio primigenio di un’Amalia che non morirà mai nel suo fascino dei ricordi, insieme con Katia e tutte le altre… e ritrovo il desiderio e l’energia che pensavo perdute, ritrovo il sogno originario, e la voglia di cominiciare così quest’anno e continuare così, senza più stranezze, senza più intrichi dell’anima, in tutta libertà e in tutto il sogno e in tutta l’ispirazione che sembrava perduta, là dove il sogno dell’Est questa volta si lega anche a lingue non solo russe, ma anche tedesche e albanesi, romene, insieme alle altre, come un sogno fatto di desideri e di mistero, che nessuno mi potrà mai togliere, nonostante le loro parole che non sanno di niente, che sanno solo di piattume, di normalità, di assenza di mistero e fascino e seduzione, e quest’anno può cominciare con i giusti sogni, con la giusta musica, con la giusta melodia seducente dell’anima e non ci sarà nessuna divinità, nessuna politica, nessun pensiero che orizzontalizza tutto a fermarmi, finché lo slancio vitale saprà di un sogno erotico pieno di fascino e di mistero… 

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All the time of the world…

Blurred thoughts and visions
the infinite flow of the mind
headaching hangover
from tense moments
where cold war era movies
only worsened things
I don’t want to get back to that mindset
where Russia fought with the West
tense movies which don’t open your mind
a sense of closeness
it’s absurd how this eternal war
on terror
is somewhat a symbol
of an eschatological era
where the eternal conflict
between different worldviews and religions
will come to an end
that’s the new era
inaugurated by Osama Bin Laden
the true opener of a new era
of eternal mystical fight
till the end of times
and another turnpoint
in this apocalyptic battle
was the 2008 economic crisis
a sign from the secular world
with market economy
beginning to doubt about itself
and then the rise of nationalism
after the Israelianization of the world
following 9/11
operation nostalgia
the worse economic crisis
since the ’30
Nazi times came back
balcanizing
the West
with the new insurgent nationalism
widespread
these are the signs of the time
apart from a silent comeback
of a reminescent
cold war era
due to the Ukrainian crisis
but those movies
cold war era movies
aren’t to understand anymore
the world has changed
we live now in a multipolar world
where eternal conflicts are on the leash
it’s the time of disorder
and chaos
which has although something
which before wasn’t:
an eschatological and a spiritual
way out
inaugurated by the eternal war
on terror
the eternal war on nationalism
the two greatest
evil
of this new era
infinite battle
infinite conflict
which can come to a cure
only through
thoughts of the end of times
hope for the end of times
when the right prophet
when the messianic era
will bring peace and harmony
to this shattered world
we live
in the end of times
and for all people of the world
today will be the last day of the year
past disappointments
will be forgotten
all the evil
will be thrown away
to welcome the new year
full of hope and success
a new beginning of time
for most of us
even when we find
psychological reactions
to stop thinking about time
about too many expectations
which we don’t want
to put into this week
for someone new year is in february
the Chinese
for someone else
is March
the Persians
for someone else
is September
the Jews
and then there are Muslims
and many other civilizations
with other counts of time
relativism
the relativism of the world
and the relativism inside us
which save us from monolithical thinking and absolute truths
so today
will be like any other day
apart from that we can get some rest
today and tomorrow
see some friends
talk or chat with some friends
we thought to have forgotten
and on the contrary they were still there
in some hidden corner of our soul
the end and the beginning of time
and what is more metaphysical than time?
But I’ll postpone the end and the beginning of time
to a date which hasn’t numbers
a forever postponed date
which no one knows
where all conflicts will be solved
inside us
among us
all over the eschatological
worldview of our era
an eternal waiting for the time to come
there won’t be any unrealistic
wishes to fulfill for this time
which wants us to change radically
time will go on as ever
from one day to another
the only thing is
I will reinstate that millenarian worldview
the only one which can save me
from the end of times once and for all
because the world in me has already ended
too many times
too many apocalypses have come to me
through the years
and I won’t mention all of them
the thing is
never set an end of time
never think that time somehow is finished
that eras have passed
that the present now is the only dimension
and the past was somewhat a golden age
too many times I made this mistake
life is an eternal continuum
always striving for a future to come
and past always follows us
with all its cycles and eras
where there is no end
there is no beginning
I’ll stop dividing my time
through epochs of my life
with a sight always thrown to the past
some golden or silver age
which won’t ever come back
no!
time has still to come
forever
infinite inspiration
for a brighter day
a happier era
a more harmonious era
where are the conflicts
will be solved
yet at the moment
we live in the present
the era of conflicts
cast it to an indefinite future!
Suspend it from torturing yourself!
Hang your judgments
to an indefinite future
where new ideas and experiences
new people and new feelings
will understand what you can’t understand now
the dimension of time
of awaiting
of postponing
will give you the right dimension
to come to understand all differences
because understanding is just a matter
of discerning things
of grasping the right differences
which made up your undifferentiated
world of the soul
still needing time
and life
and existence
so time won’t end today
and won’t start tomorrow
it’s a continuous flow
always expecting to find the eternal return
of that difference
which marks your soul
but time is also a straight line
aiming towards something we still don’t know
towards a brighter day
the world to come
the day to come
that’s the trick to eternity
never set an end
never set a beginning
never set cycles in your life
everything come and goes
don’t live in a continuous present
don’t live in a continuous past
just look up and remember
you still have
all the time of the world…

Ispirazioni, Poesie, Riflessioni, Visioni

Still dreaming on good…

The Russian language was still alive
all I had to do
was to exclude
Marina
and I could feel the same liveliness
I almost forgot
exclude Marina
from Russia
and it’s still a dream
watching that dystopian Japanese movie
虐殺器官
about a philologist
mad for genocidal stories
a terrorist of the mind
the bad character in me
when I get out of my mind
evil inside
which fades away
through focusing on the Supreme Good
finding again
spirituality
where rationality alone
created only monsters
the right words
by that book
about reason and faith
which illumined my way
reason and faith
rationality and irrationality
feelings and theory
now finally coexist
almost solving all conflicts
and I still lay in bed
due to some convalescence
after flu
and I can savor this kind of vacation
made of rest
and of books
almost without moving from home
and it’s not a prison anymore
it’s a metaphysical door towards other worlds
and I finally get the answer
to that dilemma
putting or not an image
towards the holiest of holiest
rabbi C. gave the answer
better not put strange images
which is the same old stuff
pure reason which rebels
against humanity in us
made of feelings and irrationality
leave a door open
towards
fantasies, dreams, feelings, ideas and wishes
hope
and find elevation of the soul
where reason and science alone
can’t suffice
and now I feel good
though in bed
for flu
with feelings going towards my brother’s family
and the gift I hope to give my nephews
on the 6th of February
to wash away thirty years
without ever giving anything
redemption
and I won’t fear anymore
year’s eve
the true beginning of the year
is march
at the born of spring
and time goes on
from one week to another
in a horizontal linear way
without revolutionizing anything
and time won’t crack
on new year’s eve
there won’t be any
accountancy of these ten years
or of this last year
time will go on
as ever
without any metaphysical accountancy
I’m still free
I’m still a believer
I still live inbetween reason and faith
rationality and irrationality
feelings and thoughts
that’s life
and I can’t every time
fight an apocalyptic battle
to find the true winner
between these opposites
they simply coexist
the One
of true spirituality
is still there
the union of all fragmented concepts and suggestions
and I find myself
not asunder anymore
where the love of life lives
I’ll take some rest
that’s all
and I won’t fight anymore
against political ideas of others
stay out of politics
would be the right commandment
when in fact
I discover
that what I thought it was revelation
from high
was just my view of things
it was just me
that has to learn to coexist
with other ideas
other opinions
that’s the foundation of democracy
I could respect other ideas
even when I don’t approve them
there’s no absolute truth
like a dogma
in the name of which
many ages have seen
people killing each other
in the name of an idea
that’s not the way
we learned from wars
to respect diversity
and multiplicity
there are no absolutes
we are in constant conversation
among us
and ideas come and go
the only absolutes are perhaps
those principles which make you
the person you are
which are the foundation of yourself
but living among others
also includes
accepting other ideas
without coming to wrathful conflicts everytime
like a mad dictator
or a furious man of same sacred inquisition
opinions and ideas come and go
what cannot dissolve is your inner self
your principles
it is you
if you don’t want to get lost
in the realm of pure relativism
where every word and idea can come and go
like bitches
No!
Something must found you
only then you will be able to converse with others
you it’s you
the others are the others
even when it seems
that others are hell
you won’t change
and you’ll find your inspiration
in that spirituality
which doesn’t exclude rationality
infinite inspiration
infinite inspiration
that’s the way I like
and I won’t fear anymore
absurd mood swings
sudden revolutions of concepts and ides
some kind of different personalities in me
I had to find something
which guided me
and I finally found it
now that I found my orient
I can be surer of my actions
of my thoughts
of my feelings
and even when
panic, anxiety and wrath
will appear in me
I’ll find the spiritual door
to come out of short-circuited thoughts
where feelings live
where happiness lives
where I can be alive and well
among others
among other others
without complaining anymore
always find the Good
where evil seems to prevail
everything comes and goes
but never forget
to always look for the Good…
and Russia can still be reborn in me
without linking it only to past girls
there’s a future open in that land
of suggestions
a land that I could even visit some day
there’s some good also in Russia
where I thought there could only be evil
after too many words
like that mad philologist of the movie
the terrorist philologist obsessed with genocides
get out of history
please
get out of your past
get out of your inner world
made only of the things you lived
associated with words which are the limits of your world
there’s still a future hanging on
new faces
new people
new life
new suggestions
shake off your past
there’s a brand new world
open for you
there’s still time
and everything in you can still be expanded
living among others
and finding new suggestions
Russia is still a source of inspiration
forget the past
open your view to the future
shake off your past
there’s still life waiting for you

Ispirazioni, Prosa Poetica, Visioni

Questo amore inspiegabile…

שיכורים מאהבה, shikhorim me ahavah, drunk with love… e per fortuna c’è la musica israeliana mizrahi in questa vigilia di natale iniziata con un giro al Carrefour per comprare le sigarette e bersi un caffè al centro commerciale e ascoltare musica e musica guardando verso il sole che sorgeva alle nove di mattina in questo inverno pieno di oscurità che mi dava ancora la luce nella musica orientale, questo amore inspiegabile verso le sonorità dell’Est, questo amore inspiegabile… musica su musica in quei 16 giga che riempiono ora il cellulare di musica infinita, anche quando dopo andavo con mio padre all’Alta Sfera a fare la spesa di Natale e vedevo quella giovane cassiera che proprio cassiera non era, visto che stava lì solo a controllare il prezzo finale della merce aiutata da quella che segnava il codice a barre, una bellezza strana, come questa cantante israeliana, Eden ben Zaken, dai capelli biondi e dal viso pieno di luce ma dai tratti di certo non da modella, eppure tutta la bellezza era là, che si rifletteva in quella giovane dal nome Aida, come quell’altra ragazza albanese di una volta, e forse albanese lo era anche lei, la sosia di Eden ben Zaken, e chissà perché ogni amore nasce sempre da una somiglianza, da una strana somiglianza di qualche ragazza con qualche altra ragazza, come lo era per Alina, simile a Nadia, come era per Leida, simile a Sarit Hadad, come è per Ana, simile a Inna, e così a perdersi all’infinito, in una bellezza che rimanda ad un’altra, e se qualcuno scriveva che l’amore nasce da una metafora a me a viene da dire che l’amore nasce da una somiglianza… e mi rilassavo, mi rilassavo nel dopo pranzo a riposare, facendo la mia camminata di sempre, ascoltando ancora musica, quella musica raggaeton che piaceva ad Ana, quella musica dai testi a volte un po’ spinti, dalla musica e dalle note orecchiabili, e che passo di qualità dai tempi dove ascoltavo musica black metal, a queste sonorità piene di vita e di amore, anche adesso che il desiderio è spento e più che desiderare sogna, sogna quando tornerà Ana, forse un giorno, non si sa quando… ed ero un po’ distrutto, dopo pranzo, da questo girare di negozi e supermercati, che sentivo lo stress delle compere, e forse ancora lo stress del lavoro che non mi ha ancora lasciato, e solo nel pomeriggio trovavo una ragione d’essere alla giornata che altrimenti sarebbe marcita… trovavo una ragione d’essere nel libro di Galimberti sul cristianesimo e mi sembrava di recuperare una parte di me stesso, con quel sentimento della promessa e del futuro, dell’avvenire, che non poteva esserci migliore combinazione di attendere l’avvenire e insieme sognare una ragazza e ascoltare alla vigilia di natale musica israeliana che l’amore sacro e l’amore profano vengono a incontrarsi e mescolarsi per dare una quiete e una sensazione di piacere mai sentita che mi accompagnerà ancora per giorni, per mesi, per tanto tempo, là dove il tempo non finisce a Natale, e neanche a Capodanno, e neppure a gennaio il giorno del mio compleanno, e neppure a febbraio quando torna Ana, ma non si sa quando finisce, come l’attesa di un giorno finale, un’escatologia infinita che non si sa quando si compierà, e l’attesa, la promessa, l’attesa e il fondersi dell’amore profano con quello sacro si manifesta in me per ripulirmi da pensieri e paranoie e ipocondrie senza alcun fondamento e mi sento alato nel liberarmi in queste sonorità orientali che mi infondono l’anima di nuovo… e poi il pomeriggio, a compendio delle letture sul cristianesimo doveva anche chiamarmi Stas che era insieme con Larisa e Dmitrij all’Esselunga a comprare i pellet e a fare la spesa e dovevo andare a prenderli in macchina al paesino qua vicino per caricare la merce… e si parlava con Larisa di come loro festeggino il 7 gennaio il Natale e non il 25 come da noi o anche in Romania, come quando parlavo con Ana, e si parlava così, del più e del meno, di come forse, dopo le vacanze di Natale, sentiranno ancora quelli delle case popolari, se gliel’assegnano alla fine una casa popolare, e di come fa freddo a volte lì da noi in mansarda, dove la stufa a pellet fa quello che può, e mi sentivo in pace con me stesso, anche prima di vedere loro, a vedere tutta quella gente andare e venire nel supermercato, come stamattina, ma con quel senso di tranquillità che la mattina non trovavo, stressato dalle compere, e non c’era salvezza migliore che recuperare quella parte di me stesso che sa attendere, che crede nell’amore, un amore che si confonde tra sacro e profano, che sa sia di eros che di agapè, senza bestemmiare contro lo spirito, senza ripudiare la carne, senza condannare la sensualità, ma dandosi il giusto tempo che serve per non essere schiavo di pulsioni, con l’idea che la sessualità non è un divieto ma neanche un obbligo, e che non c’è meglio al mondo di andare d’accordo con tutti e dove c’è odio e incomprensione ricordarsi sempre della divinità che tutto sopporta con pazienza… e non c’è giorno migliore di questo per darsi ancora ad altra musica israeliana, ritrovando quella luce di cui Hanukkah dice nel periodo più buio dell’anno, e la luce la ritrovavo in questo amore incomprensibile per la musica orientale, per le ragazze, per l’attesa futura, che recupero quella parte di me stesso che negavo quando tornavo dalla Repubblica Ceca dove tutti quegli amici si dicevano non religiosi e mi lasciavano imitarli solo per perdermi nel regno assoluto dei piaceri e della sensualità che avrebbe visto quelle relazioni con Xhuliana, e poi Alina e poi Leida, mentre qui c’è solo da recuperare quell’amore inspiegabile che era degenerato fin troppo con Leida… e la poesia, ritrovare la poesia, l’elogio della poesia e della promessa e dell’attesa e della musica e dell’amore in quelle belle pagine di quei libri che mi danno ancora la voglia di credere nell’umanità, là dove troppi giorni a contatto con gente di officine e gente materialista e meccanica, tecnica, mi fa perdere il senso del tutto, e che piacere ritornare nelle braccia dei libri, della musica, dell’attesa, della promessa, dell’amore, di gente normale, di ragazze e donne e non più solo tra il ferro degli strumenti e dei macchinari… e mi perderei ancora, mi perderei ancora alla ricerca della canzone più orientale che ci sia, del canto più orientale che ci sia, in questo amore inspiegabile che va verso oriente, e qui nasce ancora la poesia, e la voglia di cantare, e di sognare, e di attendere quell’amore che se anche non c’è è presente nella musica e nel canto e nella bellezza femminile, senza divieti sensuali, ma anche senza forzature erotiche, e mi perdo così, mi perdo così, in questo amore inspiegabile…

Ispirazioni, Poesie, Riflessioni, Visioni

The right balance between inner world and outer world…

INNA-Nirvana-CDQ

They closed the bar
the police
for supplying drugs and chaos during the night
that saleswoman was right
and now all of them
Paolo, Miryam, Bruna and Valeria
where are they now?
In prison?
I don’t know
that’s not my business
I’ll just go to the other bar
London Bar
where there is no oldman swearing against
God, fascists and communists
with his unmistakable voice full of hate
I won’t go there
especially when I wake up
and I feel all the good in my life
Inna
the inner circle of my mind
and the outer circle
yin and yang
like the dragon statue given me by
Chinese friends of one
the inner self and the outer self
this constant battle
between
when I’m alone and when I’m among others
don’t get lost in inwardness!
Don’t get lost in outwardness!
The right balance between
in and out
and I find my spiritual orientation
once again
after fighting against a night of alcohol
last day
after fighting against too much coffee yesterday
I couldn’t concentrate
on a sci fi movie
in English
Insterstellar
I couldn’t read the next sci fi short story
in English
everything was so upside down
because of those books about Islam
and now I won’t see any more Moroccans
Albanians, Romanians and Southern Italians
in that bar
bad people
who got their punishment
I elevate myself
over petty things and shortcircuited thoughts
owing to the right spirituality
and Inna is not Ana
although sometimes I still mistake her
but there’s no more symbolic existence here
I kind of learnt the principle of no contradiction
this is not this
that is not that
it’s essential
and I won’t give away all of me
in the name of spirituality
I’ll just remember that there’s also the feminine world
yin and yang
in and out
masculine and feminine
that’s what I have to keep in mind
and eroticism is just an aspect of
the infinite mosaic
of the mind
it’s not everything
although
I mustn’t forget girls in the name of some
new found spirituality
keep it in mind
please
yes
there is also work
other people
friends and colleagues
parents and relatives
in this infinite mosaic
of the mind
and if I have to find the One
I must only think of it
as an infinite principle
from where all things start
like the One
which Plotinus talked about
born out of love
for a girl who elevates you
over material things
the Beauty of the One
the Good
the True
some metaphysical principle
born out of beauty
I won’t celebrate anymore
the idea of Ana
she lives here in the outskirts
some bad place
I don’t know who gives her a flat
some bad people
I think
and she’s in Romania now
a country of countrymen
as Olimpia used to say
I can’t expect anything good from her
but there’s also some good in Romania
Eugenia
her spirituality
somewhat exaggerated
anyway
the people we’re hosting
in our house
living together with others
stay among others
talk and think
living between an inner world and an outer world
without getting lost too much
in your own soul
where sometimes monsters hide
sometimes
angels
which drive you out of your mind
the right balance
between
inner world and outer world
that’s it
smoking Nirvana
smoking joy
living in joy
without worries
and I won’t get lost too much
in deep thinking
and brooding
it’s bad for your health
like losing oneself among too many other people
with different ideas
ways of living
that can badly influence you
but one can’t live alone all the time
as much as one can’t live among others all the time
the right balance between
inner world and outer world
they used to tell me
there are no absolutes
the One which becomes two
that’s living among others
that’s living inside you among others
personality doesn’t grow up under a glass bell
personality is also among others
the spirit of time
the spirit of ideas and opinions
and you
yourself
caught inbetween others
without thinking
hell is other people
no
a continuum of ideas and feelings
some simple rules
to stay out of darkness
and then
the freedom of living as you wish
among some simple parameters
freedom
spirituality
the One
Beauty and Goodness and Truth
inspired by a feminine principle
there are also girls out there
there isn’t only Ana or Inna
or Eugenia
or the many
I constantly name
it’s a world full of girls
of men
of people
don’t get lost in yourself
in deep thinking
you are not alone
there’s a world out there
don’t get lost in yourself
just find
the right balance
between inner world and outer world

Ispirazioni, Pensieri liberi, Visioni

L’inizio…

L’inizio che c’è sempre, il ricordo primigenio, la follia iniziale, senza fine, infinita, Katia, la sua bellezza, la sua voce, il primo amore, la prima follia erotica, il ricordo che ritorna sempre in ogni canzone, in ogni estasi, la femminilità, che ritrovo nelle altre ragazze, come trovavo in lei, l’oggetto perduto per sempre, la femminilità, la bellezza, l’amore, l’estasi erotica per Katia, che ritorna nelle canzoni, nel canto, la femminilità senza fine, la vera e unica ispirazione infinita, l’inizio di ogni cosa, per stare bene insieme agli altri, per essere positivo, non quell’aquila che a volte confondevo per lei, quell’aquila albanese a due teste, rosso e nera, non era quello l’oggetto perduto, era lei, invece, lei, Katia, la ragazza, la vera persona perduta, la vera carica di energia perduta, la prima follia, i pensieri che facevano il giro del mondo, di tutto il mondo immaginabile dentro di me, l’inizio, l’ispirazione infinita, Katia, la femminilità, che ogni volta è lei dietro ad ogni ragazza carina, che si degni di quel nome, non importa come e cosa dica, come appaia, come si comporti, è sempre lei, l’ispirazione infinita, il vero inizio, il vero inizio di positività ed energia, senza troppe storie, al di là di tutte le altre che si sono successe e succederanno, il primo amore che non si scorda mai, l’inizio, l’ispirazione infinita, Katia, la femminilità, il canto e l’infinito dei pensieri e delle emozioni e dell’irrazionalità, al di là di dieci anni di scrittura persi, parole che si possono recuparare, là dove le parole poi non bastano neanche più, dove la musica va oltre le lingue straniere e oltre i pensieri, e l’immaginazione va oltre il pensabile e si perde in quei ricordi di lei, in quel fantasticare, in quel delirio che dà l’inizio e l’origine al tutto, l’inizio, l’ispirazione infinita, Katia, la femminilità, la bellezza, il piacere, il canto, la musica, l’estasi, l’erotismo, l’amore, l’inizio, l’ispirazione infinita e così all’infinito…