Pensieri liberi, Riflessioni, Visioni

Liberarsi in questo piacere delle mancanze…

Vista offuscata, dalla lettura dell’ennesimo Jo Nesbo’s Harry Hole, al parco, in biblioteca, cercare di levarsi di dosso le sigarette, fare qualche tiro dalla sigaretta elettronica, una volta ogni paio d’ore, stare in biblioteca e finire il libro, aggirarsi per le sale della biblioteca come un bulimico di parole e libri, vedere quel libro “Da Bisanzio a Instanbul”, le solite cose, icone e mosaici, mosche, un dizionario delle religioni del medio-oriente, sfogliare le pagine e accorgersi di sapere quasi tutto, ma poi oggi c’è wikipedia, e i dizionari tematici non servono più, un libro strano: “Ka”, tra induismo e buddhismo, lasciarlo perdere, aggirarsi nell’altra stanza e ricordarsi di quel libro sul sufismo, un libro che non è un libro da leggere, ma a cui ispirarsi, la spiritualità nella pratica, l’assenza di libri, i suoni e i canti del corano, un libro che non è un libro, un libro che elimina tutti i libri e tutte le parole scritte, la vista offuscata dalle lettere che andava via, pensare di comprarsi un corano in arabo, una bibbia in ebraico, un’altra in greco, da non sfogliare neanche, da tenere lì solo sulla mensola, libri che non sono libri, per vincere l’offuscamento da parole, lasciar perdere, basta quel libro sul sufismo… e tornare a casa dopo essere passato al supermercato per comprarsi qualcosa da mangiare quando il craving del cibo si fa forte, dei semplici yogurt bianco per fare colazione, e per non mischiare brioche e caffè come stamattina, vincere i craving, come voglio vincere questo craving di sigarette anche a costo di sentire il demone dell’altra sera, quello della fame che si mangerebbe l’intero all you can eat, ricordarsi che è falso, come un vero e falso, come una verifica, la voglia di fumare sigarette normali, che non è vero che ho così una forte dipendenza da nicotina, è tutto un gioco psicologico, e cercare di disciplinarsi adesso che stasera comincerà il mese di Bahà, il mese di digiuno, un mese di digiuno che sarà solo una porta verso un digiuno perenne, perché dopo l’apocalisse il tempo viene abolito, e non ce n’è più bisogno, un po’ come il display dell’orolgio in macchina che la notte non si illumina, e chi se ne frega, il tempo non esiste più… cercare di trovare qualcosa per fare passare il tempo questa sera, o leggersi quella monografia sulla Turchia di Erdogan o lasciarsi andare alla musica albanese, come ieri pomeriggio, lasciarsi andare… non aspettare la chiamata del Barresi questa sera, che diceva ieri stasera si sarebbe usciti, meglio così, non mi va di uscire stasera, forse neanche domani sera, e fregarsene del sabato e della domenica, i giorni peggiori, quando non c’è niente preciso da fare, e le letture non possono durare h24… ricordarsi di bersi meno caffè domani, meno cibo, meno roba in generale, meno roba c’è meglio si sta: il piacere delle mancanze… e non sapere che farsene di questa sera, di questo tardo pomeriggio, il fastidio che cominciano a provocarmi i cinque caffè di oggi, uno di troppo, stare attento domani e dopodomani, dopo le crisi esagerate dell’ultimo periodo, non ispirarsi più a Rasputin, ad Abdul Baha, a Gesù Cristo, all’archimandrita ortodosso, trovare un’ispirazione più razionale, più scientifica, il darsi delle regole un po’ ascetiche e continuare a grandi linee su questa strada, il piacere delle mancanze… dimenticare ormai Ana, dimenticarsi della pizzeria turca, dell’All you can eat almeno per i prossimi due giorni, essere abbastanza soddisfatti del lavoro, di questa settimana lavorativa, di queste regole che sono riuscito a tenere, continuare così, nel piacere delle mancanze… darsi forse alla musica, e lasciarsi andare, riposare e godere dei suoni, liberarsi in questo piacere delle mancanze…

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