Pensieri liberi, Prosa Poetica, Riflessioni, Visioni

L’estasi della leggerezza e delle sottrazioni…

La leggerezza della mattina dopo il devasto, camminare per le fredde vie del paese, verso il bar, per bersi il secondo caffè della mattinata, visualizzare la divinità al mio fianco, per liberarmi dagli errori di ieri, gocce in eccesso, alcol, caffè senza fine, chimica e troppe sigarette, da uscire rimbambito la notte, e dover evocare Kaylani Lei per cercare un sonno che altrimenti non sarebbe mai arrivato… e sentire invece la leggerezza della mattina, il giogo leggero della divinità, dell’ascetismo, che si sta meglio senza niente, senza brioche, senza troppe sigarette, senza troppi caffè, letture, visioni di notizie, meno roba c’è meglio si sta, e tutta la leggerezza della mattina al bar bastava per cominciare bene questa giornata… so anch’io che lo spirito di gravità vorrebbe che mi facessi ancora di gocce, di non so che cosa, per sentire quella pesantezza che ti fa sentire pieno, profondo, di un altro mondo, ieratico, ma ora come ora preferisco solo la leggerezza di una mattina di una giornata che non si sa di cosa sarà fatta, come tutte le giornate, del resto, e lo spunto per stare bene è anche dovuto alla macchina che presto o tardi dovrò ritirare, indipendentemente da Ana e Aleksia, da loro e da ogni altra, e voglio solo che questa leggerezza mi accompagni anche quando Saverio si farà sentire, vero o no che sia, al di là dei discorsi dell’altro giorno, dello star male dei miei intrugli, delle condizioni ambientali dove vivo, tra mia madre, mio padre e Marco e ogni altra cosa, e spero solo che non si parli più di comunità o ricoveri per mia madre, o altre cose estreme, là dove tutto il male era nel mischiare intrugli, nei giochi inconsci che mi hanno fatto andare male sul lavoro, al continuo rimuginarci sopra, all’ossessione per le ragazze e il piacere, l’ossessione del piacere, che siano scariche erotiche, scariche psichiche nate dall’alcol, dalla chimica, come un drogato, ossessionato dalle estasi alcoliche, erotiche, musicali, e ultimamente anche chimiche, come se l’estasi fosse il fine di ogni cosa, non importa come… no, il giogo sarà ora più leggero, fatto di astinenze, di mancanze, di leggerezze, di accontentarsi così come si sta, anzi, il fine sarà proprio l’evitare di ricercare l’estasi con l’alcol, le sigarette, la chimica, il cibo, l’erotismo, i caffè, la ricerca dell’estasi avverrà ora per sottrazione, non per addizione, e quest’ascetismo, solo quest’ascetismo mi potrà salvare… e andava già bene la mattinata, con quel saluto a Olga, due sguardi con Antonio e Paolo, il silenzio e il fresco delle strade dei primi di febbraio, l’inverno che avanza, le poesie di Holderlin lette ieri notte, ancora lì sul comodino, l’assenza di cose che richiamino qualche estasi, l’estasi per sottrazione e la leggerezza saranno la nuova via da percorrere, e da qui non se ne esce, salvo impazzire di nuovo, stare male, cercare soluzioni magiche là dove la chiave di tutto sta nella sottrazione, nella mancanza, nella privazione, nell’ascetismo, e non nel ricercare di aggiungere, aggiungere e correggere, e togliere, e mischiare, e fare calcoli, e progettare tutto, calcolare tutto, no! Meglio non pensarci, lasciare andare avanti la giornata, fare a meno, e l’estasi, il piacere, lo stare bene avverranno solo con leggerezza e sottrazione, e di quest’ascetismo ne faccio leggerezza…

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s