Pensieri liberi, Prosa Poetica, Riflessioni, Visioni

E del sapore di questo vino rosso ne faccio ispirazione infinita…

Prendere i pacchetti di sigarette albanesi, ricaricati con le sigarette comprate in Italia, Chesterfield rosse, e spezzarle, buttarle via… settimana di transizione dalle sigarette normali a quella elettronica, settimana di transizione passata, domani è venerdì, ultimo giorno della settimana… bere quattro bicchieri di vino rosso, in ricordo dell’Ortodossia, al di là dei canti coranici che sento in me, che non andrebbero molto d’accordo con l’alcol, giornate tremende, queste di ieri e di oggi, tra decine di gocce di valium, olanzapina in eccesso, insonnia, miscugli e intrugli vari, discorsi con Saverio, crisi da panico, che ieri si parlava con Saverio sul fatto di andare via, andare in comunità, o ricoverare mia madre, rapporto difficile da sempre, lei che ultimamente sta male, e io neanche me ne ero accorto, so solo che ultimamente non la sopportavo più, discorsi istintivi, animali, di spazi, di distanze, come dicevo a Saverio, che l’altro giorno andavo in pizzeria proprio per stare lontano da casa, questa casa che ora non ospita più neanche una mia sigaretta che fumo da dieci anni, da quando quella sera, a casa di Luca, provavo la prima sigaretta, una Chesterfield rossa… basta… basta… basta… sorseggio ancora il quarto bicchiere di vino rosso, pensando all’ortodossia, ricordandomi di come stavo fumando quando quel monaco archimandrita ortodosso mi passava di fianco l’altra sera, alla serata ecumenica, che senso ha andare a messa cristiana e continuare a fumare? Continuare con i vizi? Non è un controsenso? E allora, come dicevo a Saverio, meglio concentrarsi sull’ascetismo, e smetterla con questi vizi da bar… vizi da bar… il bar… quello dove dovevo lavorare, quello dove ogni mattina mi sveglio per andare a bere il caffè, esagerando anche con i caffè, la mattina, un caffè alla macchinetta in casa, un altro al bar, un altro alla macchinetta dell’ufficio, quando non scatta anche un nescafè, basta… anche con i nescafè basta, anche con le macchinette in casa e in ufficio basta, gli unici caffè che mi permetterò saranno quelli del bar, del ristorante, e basta… nuove regole, nuovi orientamenti, per non uscire fuori di testa, come questi intrugli chimici tra psicofarmaci, caffè, sigarette, e-vaping, alcol, che mi dico sempre di darmi una regolata, e poi non riesco mai, circoli viziosi di umori alti e bassi, gioco da drogato, come diceva Saverio: “Fa come quelli che si prendono l’eroina per farsi passare l’effetto della cocaina”… drogato… chimica… addicted me, addicted Aldo… basta… basta… basta… che anche adesso, tra un sorso e l’altro di vino rosso, mi verrebbe da accendermi una sigaretta, e il bello è che non ci sono più, e la sigaretta e-vape non è proprio la stessa cosa… leggere libri sul misticismo, sulla new age, qualcosa di Paolo Coelho, senza trovarvi granché, lasciare nell’anticamera dei ricordi la divina commedia, quel libro sulla storia del nulla, qua solo l’ortodossia mi sembra salvarmi, e qualcosa tra avventisti e bahaì, nonostante questo errore del vino rosso, ma era per festeggiare l’aver buttato via le sigarette… basta… basta… basta… un altro sorso di vino rosso… l’icona cattolica di Gesù Cristo, nascosta chissà dove, quella che prendevo in pellegrinaggio a Caravaggio, simboli religiosi ovunque, attorno a me, l’unica icona vera nascosta, come la divinità che ama nascondersi… il sufismo che va al di là di tutto, che non c’è più bisogno di nessun libro, nessun film, niente, smetterla con i caffè in eccesso, basta macchinette, con le sigarette, con l’alcol, quando sarà il momento, tranne rare eccezioni, certo, bisogna anche essere elastici con le regole… fregarsene della nuova macchina che arriverà, una Citroen del 2006, C3, se non sbaglio, macchina da puttana, macchina grigia, come la punto grigia di Ana e Alexia, non puntare sulla Volkswagen Polo, marchio creato da Hitler, marchio che mi sta antipatico, neanche sulla Ford Fusion, troppo grande, va bene la Citroen, come già pensavo, una Citroen nuova, bianca, e invece avrò una Citroen vecchia, grigia, meglio così, più la macchina fa schifo meglio mi sento, è anche graffiata, usata, meglio così, alla macchina non ci tengo, e poi la Francia, Derrida e i filosofi francesi, la rivoluzione, la macchina che aveva anche quel mio amico, Francesco Gentile, che l’altro giorno mi faceva passare mentre attraversavo la strada, va bene così, una Citroen, va bene così, non importa quando arriverà definitivamente… lasciare perdere le puttane, e dietro a questi bicchieri di vino ci sta anche l’ortodossia e l’amore che provavo per Ana, come quando decidevo quella macchina, e pensavo solo a lei, magari rivederla, scambiare due parole, lei che l’ultima volta parlava di pasqua, di Romania, e mi ricordavo il Catapeteasma, la chiesa di Iasi, il monachesimo ortodosso, questo che sa del sapore di questo vino rosso… e me ne frego del lavoro che oggi non c’è, delle elucubrazioni che tutto si risolveva nel buttare via le sigarette, nel ricordare l’amore per Ana, dell’ortodossia, e per tutto il mondo, e tutte le fedi e le religioni, e gli ascetismi, e smetterla con intrugli di caffè, chimica e alcol e tabacco, basta… basta… basta… che fumerei due tiri di e-vaping, ma posso aspettare, guarderei il notiziario in romeno, non penserei alla comunità dove Saverio mi vorrebbe spedire, e che mi diceva che per uno come me non va bene, laureato, abbastanza razionale, non stupido, abbastanza da capire, come mi diceva, del perché mischiavo Valium e Olanzapina, perché? Per ritardare la prossima sigaretta, per dormire, per non vivere, per non leggere, e invece bastava buttare via le sigarette, e darsi a quattro bicchieri, quattro, numero della morte, quattro bicchieri di vino rosso… una sigaretta… no… basta… basta… basta… che oggi non mi allenerò, troppo provato da questa settimana di passaggio, di prove, di stati alterati della psiche, oggi non è giorno da correre, neanche da camminare, neanche da fare taekwondo, karatè, no, per questa settimana riposerò, o almeno per oggi, forse domani, non lo so, domenica, o sabato, non lo so, non ha importanza, continuiamo la dieta, continuiamo l’ascetismo… gli allenamenti ogni tanto possono essere saltati, come quando anche si va in palestra… una sigaretta… no… basta… basta… basta… del sapore di questo vino rosso ne faccio ispirazione infinita, della fine delle sigarette, di intrugli chimici e caffeinomani, di alterazioni degli stati mentali, basta con la mistica, con i libri, con la musica, con i pacchetti di sigarette albanesi, e del sapore di questo vino rosso ne faccio ispirazione infinita…

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