Ispirazioni, Poesie, Visioni

Le parole che non ci sono e la valle del nulla…

Vita vuota
senza sigarette
lo sguardo di Miryam
il suo saluto
la voce angelica delle sure del Corano
e finiva il mondo
che senso ha
guardare ancora quella serie televisiva cinese?
Sono sempre le ragazze a farmi andare fuori
Valeria la cinese
le ragazze romene
Miryam l’islamica mariana
che sono rimaste solo le bariste
i baristi cinesi
dove ieri compravo le sigarette elettroniche
pensavo che la visione di un monaco ortodosso
potesse salvarmi
dalla serie infinita
di caffè, sigarette, alcol, cibo
gola senza fine
alla ricerca del piacere senza fine
senza contare
le ragazze notturne
le ultime
che mi hanno fatto passare la voglia
vita vuota
non rimane più niente
completamente privo di senso
è ogni atto
vedo passare via il tempo
senza significato
cosa fare?
A cosa dedicarsi?
A quel libro in russo?
A quella serie televisiva cinese?
A che pro?
Guardare notizie in francese?
In inglese?
Interessarsi dell’Iran
come facevo ieri
tra Bahaì
Islam
Ortodossia
sensazione religiosa
che ieri Saverio mi riconosceva
le mille pagine
di teologia e filosofia
di Cacciari
l’Angelo Necessario
forse
prossima lettura
dopo
Dell’inizio
Della cosa ultima
leggere…
a che pro?
Non fatemi insegnare
cose che non vi servono a niente
che vi fanno solo male
dicevo
non fatemi fare il professore
mi bastava sentire Paolo
dire
Oh Besana! Perché sei tu Besana!
La proprietaria del locale del bar
Shakespeare
quella signora con la quale
nel 2009
facevo il pellegrinaggio a Caravaggio
con la chiesa
dieci anni fa
una vita da puttaniere
dieci anni da puttaniere
e da studente
bruciati così
in uno sguardo
in un saluto
là dove non ci sono più le ragazze di università
a ispirarmi
è rimasto solo il bar
non quello di Alex
ma quello di Paolo
Miryam
Antonio
Valeria
Valentino
Bruna
Olga
e del buttafuori africano
bar multiculturale
tra meridionali pensionati
giovani siciliani
napoletani
calabresi
africani
maghrebini
romeni e albanesi
qualche moldavo
o russo
non si sa
altri italiani
là dove mi sento a casa
il bar che è diventato l’ultima istituzione rimasta
forse più importante anche degli amici
del lavoro
dello studio
di ogni cosa
l’unico posto dove ancora sento qualcosa
e non più le ragazze notturne
passate di moda
forse rimaneva la chiesa
l’altra giornata
alla messa ecumenica
quell’archimandrita greco
l’ascetismo
e una sensazione di agape
amore
che non si può spiegare
i fiori del male
e nient’altro
cosa me ne faccio della musica
dei film
degli amici
delle parole
delle ragazze notturne?
È rimasto solo l’ascetismo
a dare un senso alla vita?
Poniti degli obiettivi
mi diceva Alex
quali obiettivi?
Le ragazze notturne?
Smettere di fumare?
Smettere di bere?
Smettere di mangiare?
Essere sempre in contatto con l’ascetismo
e la divinità?
Leggere qualcosa che faccia crescere?
Parlare con gli amici?
Di che cosa?
Parlare con Miryam?
Di che cosa?
Togliere i caffè e smettere di mischiare la chimica?
È tutto una disciplina dei sensi
un’ascesi dei sensi
un’ascesi edonista
estetica
di sensi
quasi erotica
e tutto si sfalda
tutto si disperde
tutto scivola via
si dissolve
svanisce
in un’evanescenza
che non riesco più neanche a sentire
tramite la musica
inutile ogni oggetto
ogni ricordo
ogni rimando
non c’è più nemmeno la biblioteca
per far volare l’anima
cosa rimane
in questa valle del nulla?
Figure di archimandriti
monaci ortodossi
guide Bahaì
divinità
e il vuoto che è in me
non rimane più niente
tutto si sfalda
forse sarebbero bastate due parole con Miryam
ma dire che cosa?
Quali argomenti in comune?
Io che ripeto sempre le stesse cose
da quando è finita l’università
niente ha più senso
né le ragazze notturne
né il lavoro
né studiare
niente
tutto è niente
in questa valle del nulla
dove rimane solo l’ascetismo
e immagini di ragazze e persone
che sfumano via
senza alcuna importanza
vedo solo me stesso
il mio nulla
i miei pensieri
inconsistenti
il mio sentire
che si perderebbe in sure del corano
la mia anima che vorrebbe farsi canto
là dove la vita non ha più senso
e più alcuno stimolo
si chiude il passato
quell’esperienza all’altro bar
la macchina distrutta
il lavoro che non c’è
il computer azzerato
le sigarette che non ne posso più
neanche i caffè
solito loop
ascesi da loop
incontri da loop
solita routine senza senso
le ragazze notturne
l’attesa
gli amici
il niente
il vuoto
il nulla
quello sguardo e quel saluto di Miryam
le parole che non ci sono
e la valle del nulla…

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