Ispirazioni, Pensieri liberi, Ricordi, Visioni

Magari perdermi nella musica, magari in quel libro, e lasciare andare tutto quanto…

Macchina distrutta, lunedì in assicurazione a raccontare storie, macchina nuova che arriverà, tra un mese, poco più, chi lo sa, qualche occasione da poche migliaia di euro, chi se ne frega… andare da Ana, andare dalla massaggiatrice cinese, poco importa, se avrò voglia, chi lo sa, non mi interessa, e dopo il lavoro con Alex che è andato a male, dopo la macchina distrutta, oggi ci voleva anche il pc che se ne andava e che dovevo reinstallare da zero perdendo tutti i dati, chi se ne frega… è cominciato davvero bene il nuovo anno, devo dire, mi salva solo la chiacchierata stamattina con Bruna al bar, sul lavoro di barista, di operaio, di laureato… cercare lavoro oggi mandando qualche curriculum a caso su euspert bianco e infojobs e synergie, non che ci creda tanto, perché tanto so che non chiamerà nessuno, e va bene così… leggere un po’ “Dell’inizio” ancora questa mattina, che mi serviva mentre reinstallavo il pc, come quell’immagine del Deus Absconditus, c’è qualcosa al di là di questi oggetti: macchina, pc, del lavoro, delle puttane, c’è qualcosa al di là che mi fa sentire salvo, al di là di tutto, e che è la vita, la pura vita senza appendici, tra puttane, sigarette, caffè, soldi, lavoro, pc, cellulare, tablet, macchina, canzoni e musica, e un sacco di altre cazzate senza le quali si può vivere bene lo stesso, qualcosa al di là che è la pura vita… e stamattina era anche consolante andare con mio padre a fare la spesa all’Alta Sfera, consolazione di un sabato che non mi vedeva al Carrefour con la macchina, e non so ancora per quanti sabati sarà così, e poco importa… c’era anche del bello a sentire quelle canzoni su Spotify di Miryam Yeung (杨千嬅), musica bella che sentivo e mi faceva ricordare Valeria del bar, la sua bellezza, il suo sorriso, e tutto quel caos nato da lei, quando le parlavo in cinese, quando per sbaglio su VK vedevo della pornografia asiatica postata da un tedesco che usa VK, forse tutto il casino era nato lì, in quel periodo stressante per l’attesa del dentista e di togliere i denti del giudizio, quando in sostanza mi disamoravo di Ana, e tutta la mia carica erotica si orientalizzava, tutto quel casino, che ritrovo ogni mattina quando vado al bar, e per non creare fraintendimenti preferisco non parlare in cinese, neanche provarci a parlare con Valeria, anche se stasera, visto che con gli amici non si esce, con tutta probabilità leggerò un po’ di pagine in cinese di quel romanzo comprato 11 anni fa a Paolo Sarpi, ed è davvero incredibile come dopo dieci anni io non mi sia dimenticato niente di quello che sapevo, di come anche al bar, quando parlavano cinese, capivo ancora quasi tutto, incredibile, la magia di questo Estremo Oriente… e questo pomeriggio, dopo aver trafficato con il pc, sul tardi, me ne andavo a correre, a fare un po’ di taekwondo, un po’ di karatè, sfogando tutto il nervoso delle ultime settimane, della giornata, e pensavo ad Alex quando mi diceva che dovevo essere più flessibile, più morbido, più rilassato, e che avrei dovuto fare Tai Chi la mattina, per non essere così rigido, così teso, così chiuso, e mi veniva in mente come le stesse cose che mi diceva lui me le diceva forse il maestro di taekwondo, o non mi ricordo chi ancora… eppure Saverio diceva che non si può costringere qualcuno ad essere ciò che non è, che lui ha un’impostazione più naturale, che si è ciò che si è, e non si può forzare qualcuno a diventare qualcun’altro, anche se Alex diceva che se non cambiavo non riuscirò mai ad andare bene in nessun lavoro… lavoro… che brutta parola, che brutta cosa, fosse per me, glielo dicevo anche, passerei la vita in università, tra i libri, e nient’altro, mentre ieri proprio dall’università si faceva sentire quella del TFA, quando le mandavo una mail, e non so se settimana prossima mi incontrerò con chi, anche solo per sapere, anche solo per informarmi sulla strada di diventare professore, per continuare a leggere, studiare e insegnare tutta la vita… il maestro… che mi veniva in mente rav C., quando gli chiedevo della barba che può essere tagliata solo con rasoio elettrico, che Geova si può dire, perché non è il Nome, e che anche lui i testimoni di Geova li chiama testimoni di Genova, ma così, per scherzare, il maestro… il maestro… che adesso mi viene in mente il maestro di karatè di una volta, quello zingaro musulmano, quel maestro di taekwondo, terrone leghista, e davvero c’è maestro e maestro in questo mondo, e io che maestro sarò? Pensare che una volta volevo diventare uno scrittore alcolizzato suicida, un poeta maledetto, e ci ero andato vicino quando stavo con Alina, con Xhuliana, con Leida, puttane e poesie ed alcol, puttane, poesie ed alcol, era tutta la mia vita, mentre me la spassavo in università tra tutte quelle ragazze, che neanche desideravo più di tanto, proprio perché tanto c’erano Xhuliana, Alina e Leida, nel corso degli anni, a far sfogare la mia carica erotica, il mio desiderio, la mia voglia da poeta maledetto alcolizzato e suicida, ricordi di una vita passata… che non penso più neanche così male al giorno della mia laurea, il 13 gennaio, il giorno di Santa Lucia, e me ne accorgevo solo quest’anno, quest’ultimo Natale, il 13 gennaio, Santa Lucia, come mia zia là in provincia di Mantova… Mantova, che chissà se ci tornerò a comprare la macchina nuova, visto che il concessionario amico di mio padre è sempre là in zona, chi lo sa se visiterò anche i miei parenti, chi lo sa… e qui per un attimo i pensieri si fermano sulle tombe e non sanno andare più avanti… grave poetry… che mi verrebbe da riesumare i miei poeti sepolcrali di una volta, quelli inglesi dell’800, se solo avessi voglia di sentire la lingua inglese come poesia, se non fosse che ormai la lingua inglese è così imbastardita da film, canzoni pop e notiziari che non ci trovo più niente di poetico… Mantova, le tombe di famiglia, la macchina distrutta, la macchina nuova, Xhuliana quella notte, la notte del funerale di mia nonna, godere con lei, che mi sembra così un ricordo lontano che neanche mi ricordavo più, che avevo quasi paura a ricordare, eppure ora riemerge e non so perché, quel passato, quei ricordi che ritornano, quelle pagine di poesia andate perdute, per colpa di Alina, quando lei era diventata tutto, quando perdendo lei mi sembrava di aver perso tutto, puttane, alcol, poesie, una vita da poeta maledetto volevo condurre e così per alcuni anni ho condotto… quel passato che era diventato completo oblio, dimenticanza, sigillato, che ora non so come mai ritorna, e mi fa anche passare la voglia di leggere in cinese… quel cinese che parlava quella testimone di Geova italiana, lei che era stata in Cina, lei che diceva che credeva in certi ideali, un’altra Eugenia non avventista, ma testimone, ragazze strane, un po’ fuori, un po’ invasate di Dio, e io che ora ricordo tutta la voluttà che c’era una volta con Xhuliana, con Alina, con Leida, quella voluttà che non ho poi saputo trovare con Ana, e quella voluttà che a volte ritorna per l’ultima volta con quella cinese, che credere in Dio mi sembra solo un modo per dedicarmi meglio al mio amore per le donne, per la voluttà, per il piacere, come l’ultimo sogno notturno dove ricompariva Aleksia, la sorella di Ana… e per un po’ andrà così, perso tra il desiderio di Aleksia, di Ana, di Alice, e non me la prenderò più per il lavoro che mi capita, per i libri da leggere, per le sigarette, per l’alcol, per la poesia, per i film, per i discorsi con gli amici, per tante altre cose, che devo solo imparare a non lamentarmi e non arrabbiarmi, e trasformare di più questa vita in favola, in poesia, come facevo una volta, e liberarmi da quel pensiero oggettivo e scientifico e freddo, e ritrovare le ali dell’ispirazione ancora una volta… che ora come ora mi viene in mente solo la foto di Miryam Yeung, di quando Leo mi diceva di scaricare le foto delle cantanti cinesi, di non guardare clip pornografiche, che fottono il cervello, e ora preferisco stare tranquillo, magari perdermi nella musica, magari in quel libro, e lasciare andare tutto quanto…

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