Pensieri liberi, Visioni

Niente di niente, pura noia su pura noia, e niente di niente, dopo tutto questo stress…

Liberazione dell’anima, dopo l’operazione, tre denti che se ne sono andati via, ed era meglio così, io che mi aspettavo una flebo più psichedelica, e un’anestesia locale meno invadente, gonfiore senza fine ora, ma nessun dolore più, dopo che il giorno prima sentivo il dolore dal profondo delle radici di quel dente ormai marcio… schifezze passate che non volevo nemmeno vedere quanto era malconcio quel dente anche quando il chirurgo finiva l’operazione, insieme alla sua assistente, e mi chiedeva se volevo vedere quel dente, “Vendili come reliquie”, gli dicevo, e basta, addio, stop, fine… stordimento generale dopo l’anestesia, una ventina di minuti passati lì, sdraiato sul lettino operatorio, con quel camice verde che mi sembrava di essere un antico romano vestito di verde, invece che di bianco, con quel saio… io che quando finivo l’operazione invocavo tutte le fantastiche divinità hindù sul tablet, sul cellulare e sul pc, senza sapere perché, senza sapere perché nei giorni prima mi perdevo su wikipedia e sull’induismo, forse a prospettarmi qualcosa di psichedelico, per via dell’anestesia, niente di tutto questo, invece… tutto che poi tornava alla normalità, tra ieri e oggi, basta con ken il guerriero, il libro sull’Iran, sul proletkult, inondarmi di notizie tra notiziari h24 in francese, inglese, spagnolo, la Russia ha rotto le scatole un’altra volta, e la sua ortodossia, e anche Marina, che nella notte sognavo invece Rudina, Aida, le due albanesi e Maryann, la filippina, segno che la mia anima erotica va altrove… passare oggi all’Aumai, per comprare il copriletto e la coperta andati a fuoco due giorni prima dell’operazione, per colpa di una sigaretta accesa fuori dal portacenere, tra lo sconquasso generale di un film cinese stupido di Wong Karwai, senza neanche finire di vederlo, la serie russa “Sofia” che non mi prende più, non capisco le parole russe, e non le voglio capire, al loro posto ci sta ora il canale di notizie albanese, Top Channel, e della Russia voglio completamente liberarmene, idolo passato di una lingua che non fa per me, non ne voglio più sapere, neanche di Rossiya24, e di Marina, e le sue amiche, e il teatro e quant’altro… voglio solo riposarmi, per un mesetto ancora, fino all’anno prossimo secondo il calendario gregoriano, quello internazionale, al quale non credo neanche più, come oggi non festeggio l’Immacolata, e me la sono spassata invece all’Aumai per quella coperta e quelle lenzuola comprate, potlatch dell’anima insieme ad un nuovo paio di jeans neri, e al diavolo chi mi dice che vesto sempre di nero, è il colore più rilassante, e se quelli che mi criticano si vedessero come si vestono e come sono conciati avrei qualcosa da dire anche a loro, ma non gli dico niente, per educazione… eccesso di caffè ancora questa mattina, che mi svegliavo anche stamattina alle cinque, come quando ero in Germania, nonostante le gocce di Valium e lo Zolpeduar la notte prima, sigarette in eccesso, caffè in eccesso, nuovo bar dove mi trovo meglio, senza nessuno che commenta e dice cavolate, bar di cinesi, come l’Aumai, tutti cinesi… programmino di musica cinese sul computer che non va più, cercare altre canzoni online, senza sapere perché, Dong Dong Alex che non gli risponderò nemmeno sul lavorare con lui al bar, non se ne parla neanche, e ora come ora il lavoro è l’ultimo pensiero, penso solo a rilassarmi, a riposare, e a mettere da parte un po’ di soldi, per spenderli l’anno prossimo, e basta… che non mi interessa neanche rivedere i miei nipoti e mio fratello settimana prossima, mio nipote che ieri aveva il compleanno, mio padre, suo nonno che gli farà una bustina con un regalo, qualche soldo, e via così, ha già undici anni, e andrà bene così, altro che videogiochi e libri, soldi, soldi, soldi, che sto diventando una specie di cinese, che pensa solo ai soldi e al lavoro, e al resto non credo quasi più… se mi raccolgo ancora in preghiera è per una strana abitudine, ma ora che vedo meno marocchini al bar, meno arabi, e sopratutto non c’è più Miryam tutto quanto sta scemando, e continuare a raccogliersi non mi serve più, fa solo casino inutile, sopratutto dopo la rilettura dello Zarathustra di Nietzsche, dopo RTL 102.5, very normal people, tutti indifferenti alle religioni, che ora come ora voglio solo diventare normale, non perdermi più in metafisicismi, leggere libri strani, ascoltare musica strana, perdermi nei miei pensieri tra rabbini e monaci ortodossi, e imam al mahdi islamici o paraislamici, sono stufo di questa spazzatura nella mente, che quasi quasi, se non era festa, avrei riportato indietro anche tutti quei libri della biblioteca, che ora come ora voglio solo rilassarmi dallo stress di questi tre quattro mesi che non finivano più, per colpa dei dentisti, sono stufo, stanco, stressato, e ho bisogno di relax, che non credo più neanche alle parole che vengono fuori da me, caos totale, pulsioni di letture e visioni completamente in tilt, senza nesso, troppi file aperti nella mia mente, piste di pensieri che voglio abbandonare, sopratutto dopo che ieri, dopo aver ascoltato il corano e aver riletto quel libro sui sufi, le prime sure del corano in italiano, mi sentivo strano a camminare per le vie e incrociare marocchini, pakistani e gente di ogni genere, che cosa c’entro io con loro non lo so, senza contare che questa antica mania di raccogliermi era nata dall’antica follia per Katia, dieci anni fa, e sono stufo di tutto questo, ora che le puttane non esercitano più chissà quale fascino, dopo Xhuliana, Alina, Leida e Ana… voglio solo rilassarmi, e vorrei solo diminuire ora i caffè, le sigarette, vivere più rilassato, senza mille impulsi di letture di libri, visioni di film, ascolti di canzoni, metafisicismi spirituali isterici e dannati, c’è tanta spazzatura nella mia mente, che voglio abbandonare… è già tanto che questi denti non facciano più male, è già tanto che mi sto accorgendo di tutto questo, è già tanto che mando a quel paese Marta e le mie chattate con lei, ragazza italiana che insegna inglese senza aver mai messo piede né in Inghilterra né in America, come va il mondo non lo sa nessuno, voglio mandare a quel paese Marina e le sue parole russe, antico idolo di non so cosa, dell’ateismo, del comunismo, dell’ortodossia, di chissà quale bellezza passata di Katia, Amalia, Julia, che da una vita non ci sono più, ragazze come tante altre poi, a ben vedere, ma che mi davano allora tutto l’erotismo, senza dimenticare Alina, ormai acqua passata… che non mi va neanche di allenarmi quest’oggi, correre e fare arti marziali, se riprenderò l’attività fisica la riprenderò domani, magari domani mattina, domani sera, non oggi, e anche gli amici sono rimandati a settimana prossima, loro che si sono visti ieri sera… e le lingue, quanto caos per le lingue, che tutte le lingue del mondo si risolvono ora nei film, nelle canzoni, nei notiziari internazionali h24, lingue da capire, da leggere, ma non da parlare, che parlare proprio non mi va, se non forse in inglese, unica lingua che salvo, ma qui dalle mie parti non è che ci sia molta gente con cui parlare inglese, e non me ne frega niente, che non so neanche come certi miei amici siano potuti emigrare a Londra, in Australia, non fa per me scappare, non ho niente da ricercare, non ho ambizioni, non ho bramosie, e mi va bene stare qui, tra un giorno lavorativo e un altro, un giorno di riposo e un altro, senza aspettarmi niente, senza volere nessuna, senza volere niente, senza credermi chissà chi per quella laurea che non serve a niente, è anzi solo un peso, di cui mi voglio liberare, e mi accorgo solo di quanto la mia vita sia vuota, di vere amicizie, di veri discorsi, di coinvolgimento e quant’altro, e ora come ora voglio solo riposare e rilassarmi dopo tutto questo stress per l’operazione… non c’è quasi più poesia in me, non c’è più niente, c’è solo una fiumana di stimoli di cose da fare, da leggere, da ascoltare, da guardare, senza la vera voglia di niente, noia che sa di noia, e che noia sia… non voglio più niente, non voglio più nessuno, nessuna, che non saprò neanche che farmene di quello Zarathustra che forse arriverà il giorno del mio compleanno, non mi va di cercare lavoro, di lavorare, di cercare troie, di uscire con gli amici, di leggere notizie, libri, guardare film, ascoltare canzoni, uscire con tipe, andare al cinema o vedere spettacoli a teatro, frequentare chiese, allenarmi, correre, raccogliermi, pensare, riflettere, niente di niente, pura noia su pura noia, e niente di niente, dopo tutto questo stress…

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