Ispirazioni, Pensieri liberi, Riflessioni

Perché dagli errori ci si riprende! E si va avanti!

Tutto lo stress di questi denti da togliere, tre denti, tra cui due del giudizio, impazzire in questo periodo, abuso di caffè, ragazze russe che non mi piacciono, serate a teatro per degli spettacoli che non mi interessavano, barista cinese bionda che scatenava ogni genere di libido, pur di scappare dalle ragazze russe che non mi piacevano, caffè al nuovo bar London la mattina, tutta la carica erotica, e poi esagerare con i caffè nel corso della giornata, da diventare schizofrenico, Dong Dong, detto anche Alex, l’amico cinese, che chiamava per sapere se ero interessato a lavorare da barista con lui, se ne riparlerà a gennaio, gli dicevo, giovedì ho questa operazione chirurgica e per un po’ sarò impossibilitato anche solo a parlare, per il dolore, per il gonfiore, e chissà che cosa, questi cinesi che ritornano e fanno casino con le ragazze russe, peggio che le videoclip di xvideos con le orientali e le massaggiatrici cinesi che ti ricordano tutti gli insegnamenti tantrici, stare male e di conseguenza stare male anche con l’erotismo, le spogliarelliste russe su Vkontakte che mandano la testa fuori giri, pur di rifarsi gli occhi con le ragazze russe che non mi piacciono, alcol che ogni volta fa male, depressione, stati mentali alterati, ed è meglio evitare l’alcol, come dicevano gli avventisti, i bahaì e gli islamici, e anche i dottori, e anche, se vogliamo, lo Zarathustra di Nietzsche, the water drinker… sentire gli amici su whattsapp per farsi regalare per il 34esimo compleano lo Zarathustra in inglese, quello con la copertina che sembra Gesù Cristo, numerologie e cabbale tutte personali, 34, come il canto dell’inferno dantesco, il 34esimo compleanno che in realtà mi aprirà al mio 35 anno di vita, come diceva Saverio, si è sempre un anno in più… il 19 quando lo incontrerò, 19 come il numero di volte che per cinque fa 95, il numero delle volte che devi invocare la divinità come formula scaramantica, gli islamici e i bahaì che contano il rosario del nome divino contando sulle dita, come mi insegnava anche Haruna, l’africano che lavorava da noi… dare i numeri, certo, come l’8, che in Cina porta fortuna, il numero dell’arricchirsi, che alle 8 c’è sempre la barista bionda cinese figa, che porti fortuna? E 8 che in cinese si dice “ba”, “ba”, come padre, le teorie psicanalitiche sul padre, che non si capisce niente, la divinità padre, dell’ebraismo, del cristianesimo, che Dio nell’islam non è padre, tutti questi deliri, questo dare i numeri e quant’altro, quest’oggi, e basta con le numerologie, che già lo capivo quando stavo a Berlino dall 1/8 al 8/8, 88 heil hitler, per i tedeschi di una volta, 88, baba! in cinese, usato come byebye! per salutarsi nelle chat, numeri su numeri, dar di matto come quando vedevo il rabbino ortodosso alto e dalla barba caprina con il cappello nero, “Rabbì! Mi divorzierebbe da questa ragazza russa?”, gli avrei chiesto quella sera, basterà non sentire più Marina, lei e il suo amore materno, le mie parole russe che non scorrono, anzi, che non vogliono affatto essere dette, dimenticare il russo, dimenticare, dopo Alina, lei e il suo “Не привязываться ни к кому! Лучше не любить!”, “Non legarti a nessuno! Meglio non amare!”, che stamattina ritornava, dopo il caos di ieri sera tra spogliarelliste online, due bicchieri di vino di troppo, venti gocce di valium e 5 mg di zolpeduar, casino della mattina dopo, che la barista alle 6.30 della mattina non bastava, caos su caos, nella giornata, non voler lavorare, lasciarsi andare a deliri sul cristianesimo anarchico, dopo che sentivo su rtl 102.5 Salvini che parlava, per favore! Fatelo stare zitto! Ah, no, basta cambiare stazione radio, ritornare a credere senza credere, the higher man, come leggevo l’introduzione stamattina dello Zarathustra scaricato online in inglese, the higher man, un uomo superiore, sì, che va a troie, che guarda le videoclip, che fuma come un turco, che spera solo di rivedere la cinese, che si fa di pasticche e gocce chimiche, che abusa di caffè, che non ha voglia di lavorare, che ha paura di un’operazione chirurgica ai denti, che si disperde in mille identità, basta! Quale higher man sarebbe questo? Un forsennato, un folle, un mezzo schizofrenico! Basta! Che per calmarmi dai troppi caffè dovevo ricorrere alla pratica imparata quest’estate: gocce e pasticche chimiche, e l’ascolto del Corano per non pensare più a niente, sdraiato sul letto come uno schizofrenico ricoverato, la follia, la follia, la follia! Risvegliarsi, risvegliarsi solo per fare quattro passi, per comunicare all’amico che la vodka per il mio compleanno non la voglio più, regalatemi lo Zarathustra di Nietzsche in inglese, per Dio! E spero che arriverà, tra un mesetto, il 7 gennaio, quando in Russia festeggiano Natale, e io avrò il mio libro tedesco in inglese, con l’immagine di uno che sembra Gesù Cristo sulla copertina, un semplice disegno, numerologie, numerologie, numerologie, che aveva proprio ragione Saverio quando mi diceva che più sto lontano dal lavoro più pensieri strani affiorano, è difficile stare da soli, è davvero difficile, ci si perde su internet, tra mille pensieri e letture compulsive, era ora di dire basta! E l’uomo superiore, al di là del concetto di peccato, di redenzione, di salvezza, di ogni cosa, potrà vivere in me, anche quelle stupide monete che lasciavo in chiesa stasera perché questa settimana sono venuti a benedire la casa e mia madre non avevo un becco di un quattrino per ricambiare, ricambiare così, sedersi a terra e pregare come quando pregavo per l’amore per Ana, Ana che se ne è andata e ha fatto casino più che mai, più di quando c’era, lei che stamattina mi tornava in mente, quando vedevo la cinese bionda, le canzoni di Ozuna romantiche, lei che mi tornava in mente, Ana, che non c’è più e ha fatto più casino dei dentisti, delle gocce e delle pasticche chimiche, e dell’alcol, e di Marina  e le ragazze brutte che non voglio, e tutte le lingue, le divinità, e mille altri pensieri, quanto si stava meglio quando lavoravo più regolarmente, tutto questo sciabordio di pensieri e di casini non c’era, ma ci si riprende, si va avanti, si superano queste cose capendo i propri errori, imparando dai propri sbagli, ed errare è umano, perseverare è diabolico, ma che ci posso fare se questa mia schizofrenia congenita mi costringe ogni tanto a corregere con la chimica? Cosa ci posso fare? E’ la mia croce questa follia, ed è già tanto che riesco a gestirla, e vado avanti lo stesso, vado avanti lo stesso! And I’ve got new rules! Come la canzone di Dua Lipa, “New rules”, niente spogliarelliste, niente alcol, niente abuso di caffè, chimica nella giusta dose, senza fare casino, ragazze da desiderare sì, ma senza smaniare, come degli ossessi, e non c’è peccato, ci sono solo errori, sbagli, da cui si impara, come c’era scritto in quel libro sul buddhismo, che non concepisce peccati, ma solo ignoranza ed errori, e si va avanti così, con la giusta idea di un uomo superiore, a higher man, che vinca tutto questo sciabordio di errori e di casino, e andrò avanti, andrò avanti, andrò avanti! Non so di che film sarà fatta la serata, di quali libri, di che cosa, non lo so, voglio solo stare bene, e per ora l’immagine di quel libro che arriverà è la mia ispirazione, dopo il Corano, dopo l’immagine di Cristo che visualizzavo in me questo pomeriggio, nelle mie ore di riprendersi dai vari errori, perché dagli errori ci si riprende! E si va avanti!

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