Ispirazioni, Pensieri liberi, Prosa Poetica, Visioni

E l’estasi continuerà a vivere in me…

Risveglio sufico, le sure del Corano in me, recitate, il ricordo, dhikr, della trascendenza, la luce bianca su luce bianca, il risveglio mattutino all’alba, e raccogliersi e sentire i pensieri svanire, evanescenti, la vana immaginazione e le inutili fantasie, cortocircuiti di input di cose da leggere, da fare, input tralasciati per andare al di là, lontano, che la divinità è lontana, verso quel tempio, quella terra santa, quei luoghi sacri, all’aperto, in ogni dove, raccogliersi e cominciare a sentire la tranquillità, la serenità, la calma e la pace, la vacuità della mente, e l’inconsistenza dell’essere… raccogliersi e incamminarsi verso il bar, della cinese bionda, e pensare a Zuckerberg e al rabbino che vedevo l’altra sera, a Zuckerberg, sposato con una cinese… libido originaria… che mi addentravo nel bar, per i soliti due pacchetti, e un caffè, buono, quasi come quello di casa, la cinese che mi serviva, e guardare il telegiornale, Macron, i gilet gialli, Trump e Xi Jinping, Putin… sorseggiare il caffè e avere uno scorcio della mattinata, dell’alba, lì, vicino alla pizzeria dei turchi, dove la direzione del tempio si trasforma in pura apertura, all’aperto, gli spazi sconfinati… io e altri due uomini che stavano lì a sorseggiare il caffè, italiani, visione orgiastica per un attimo, e sentire nel sottofondo le sure del Corano, ya musa…andare al di là… liberato… salutare e andare via, dopo il caffè, e sulla via del ritorno riprovare tutta l’energia erotica in me, la libido liberata, e tutta l’anima che si liberava sotto quelle sure, quel canto, e rabbì da lontano che sembrava dirmi che avevo fatto bene a lasciar perdere Marina, là dove di piacere non ce n’è, ed essermi lasciato andare, come ha fatto Zuckerberg… mistero dei piaceri dell’anima… che passavo davanti alla chiesa e quel predicatore di morte non aveva effetto su di me, ricordavo quando passavo all’oratorio, e vedevo quell’islamico vestito di bianco, anche lui che intonava le sure, Eterno Oriente dalle mille voluttà e spiritualità, il vero piacere, la vera estasi, l’Est Infinito… che tutto ritornava, da tempi remoti dell’anima, tutto si trasformava, tutto si trascendeva e si esaltava, si estasiava, e l’anima in me si liberava… non desiderare era sbagliato… lasciare che l’energia erotica si trasformasse in puro piacere dell’anima… il giusto modo per cominciare una mattina… che all’operazione non ci penso più, sono invaso di piacere e voluttà, e non mi curo del resto, e l’anima vola a Oriente, verso quei canti, quell’Oriente di mille voluttà, dove ritornano tutte… non so se farò come un fachiro, senza mangiare, mangiare poco, fumare poco, se mi darò ancora di più alla trascendenza, all’ascetismo di Lord Shiva e mille altre divinità, qui la divinità è invisibile, e si trasforma in energia, di cui non c’è più niente da temere, perché si libera… il consumismo culturale lo lascerò ad altri, ad altri giorni, consumismo impazzito che non sa più cosa leggere, cosa guardare, cosa ascoltare, non ho bisogno di niente, solo di questa energia e questo infinito oriente… questa estasi… che ora tutto diventa chiaro, si disvela ciò che era celato, e si libera… libido orientale… estasi orientale… e ogni tranquillità e pace… so ancora di caffè, sento lo stomaco bucato, e mi sembra che questo ascetismo non possa che farmi bene, e sento l’estasi in me, e ogni piacere… lontane le oscure cappe nere dell’anima, gli impulsi impazziti, gli stordimenti e pensieri come dei flipper impazziti, tutto ora è chiara luce, e non c’è bisogno di niente, l’energia si risveglia in me… è tutto pura luce ora, e paesaggi sconfinati si stagliano davanti a me, come una poesia di un paesaggio e di una vista sull’infinito, come quei quadri di Caspar David Friedrich a Berlino, come quel mihrab che guarda verso un punto sconfinato, lontanissimo, verso l’infinito e oltre… l’infinito in me… non so che farmene di questa mattina, di questo pomeriggio dove correrò e mi allenerò un po’, di questa giornata, di quei libri, quei film, quelle canzoni, non so che farmene, e l’infinito vincerà sulla noia… altre parole si apriranno, altre immagini, altre sensazioni, nate dall’arte, e l’estasi continuerà a vivere in me…

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