Ispirazioni, Pensieri liberi, Prosa Poetica, Visioni

Nel pantheon della mia fantasia, all’infinito, dalla cinese bionda, pura magia senza fine…

Pensiero magico a livelli esoterici, sensazioni e impressioni, suggestioni di ogni sorta, dopo quella sera al “Bar di Londra” dove c’era la cinese bionda, libido che si stagliava nell’anima come pura magia erotica, per andare oltre la serata con Marina al Piccolo Teatro, e insieme alle sue amiche, tutte Elena… libido che si stagliava come l’energia vitale, il “qi” di cui parlavano i testi taoisti, e un pantheon di divinità che si risvegliava in me, dall’asceta e sterminatore di mondi Shiva, dal vecchio rabbino, alto e smunto, dal volto arcigno, e dalla barba caprina, con il cappello nero, che mi passava davanti mentre ero là con Marina a Cadorna, oggi per loro è shabbat, giorno di riposo, giorno di sinagoga, per altri è Jalal, e tutte le religioni e le magie si rincorrono in questo istante, tutte le culture e i riferimenti magici e culturali… non c’è fine a questa ispirazione infinita, e le quattro vodka di ieri bastano a ricordare tutta la libido che si stagliava davanti alla cinese, per andare oltre Marina, una semplice amica, con la quale parlare in russo diventa complicato, per me, difficile esprimersi, facile capire quando lei parla… le prime parole di quella pièce, beato chi… beato chi… di evangelica memoria, riscoprire lo Zarathustra di Nietzsche, il tempo che ora non è più né lineare né circolare, ma è puro caos di sensazioni e suggestioni, insieme alle immagini e le parole che si presentano in me… difficile trovare la razionalità ora, che non si scaccerà l’incantesimo con il fumetto di “Ken – le Origini del Mito”. né con quel libro “Proletkult”, romanzo della prima epoca sovietica, dove all’irrazionalità ortodossa tutti i filosofi russi cercavano una filosofia onnicomprensiva, che descrivesse e razionalizzasse tutto, tutte filosofie molto fantasiose, come questa fantasia ora in me… che tutto diventa fiction e magia, e i le suggestioni si rincorrono senza sosta, è “la magia della cinese”… che ogni mattina mi sveglio sempre con questa aurea magica in me, ed è inutile cercare di razionalizzare tutto davanti a divinità lontane, nel pantheon della mia fantasia… Kaylani Lei, la cinese, i massaggi, Marina, la vodka, Abdul Baha, Yesus, Иисус Христос, questa follia nata chissà da dove, che non ha fine, forse per quell’intervento di questa settimana, forse per la visita il 19, altro numero magico, forse per il mio 34esimo compleanno a gennaio, il 7, giorno di Natale in Russia, dove vorrei solo lo Zarathustra di Nietzsche in inglese, che vorrei mi regalassero i miei amici, per scacciare questo dare i numeri, come l’altra volta in caserma il carabinier scriveva 1958 invece di 1985 sulla mia data di nascita, quando facevo la denuncia per il tablet rubato, questo dare i numeri che andrebbe bene per giocarseli al lotto, che solo ora mi accorgo di quanto aveva ragione Saverio, io e il mio esoterismo, io e il mio pensiero magico, io nel pantheon della mia fantasia… che ci deve essere un taglio a tutto questo, ed è difficile trovare la pura razionalità in questo susseguirsi di sensazioni, vedo tutto da lontano, sì, ma con difficoltà, e la cinese mi strega ancora, per liberarmi da Marina, strega scaccia strega… e tutto si disperde, tutto è una confusione totale, come quando si è ubriachi da troppa vodka, altra pozione magica che mi serviva per comprendere tutto questo caos, per portarlo all’estremo, per rendere evidente questa magia dentro di me, e questo pantheon della mia fantasia… che è inutile ascoltare il Corano, altra magia, magia su magia, canzoni cinesi, cori ortodossi, ripetizioni di nomi divini, esoterismi e magie, ed è l’ora di un’altra rivoluzione, un’altra apocalisse, un’apocalisse atea, una rivoluzione atea, nel nome di Zarathustra, nel nome della razionalità, e simboli antichi rimarranno lì, solo per ricordarmi di come l’anima a volte possa diventare magica… anima magica in me, tra Shiva l’asceta e sterminatore, il Buddha della compassione e della misericordia, e del vuoto dell’anima, il nulla della poesia e l’infinito, i fiori del male dell’alcol della vodka, là seduto, nel bar, come un quadro impressionista, tra Folies Bergères chinoises… la chinoise… le massage… Keylani Lei… la pornografia e la libido, la magia, l’amore materno di Marina, le divinità e la fantasia, in un’ispirazione infinita che non conosce fine, l’infinito nel pantheon della mia fantasia… farò ancora confusione di libri e letture? Di film e canzoni? Di cori e salmi sacri? Di amicizie e di amori? Di invaghimenti e cotte e superstizioni, e pensieri magici che vorrebbero ogni volta sovrascrivere un ricordo con un altro ricordo? La smetterò mai di essere una specie di stregone, di mago? E rabbì ieri che compariva era già abbastanza per rendermene conto, così come le parole di Saverio: pensiero magico, occultismo… la stella di David, la stella a Nove Punte Bahaì, la croce e il suo significato mistico, la svastika e l’induismo e il buddhismo, e le religioni asiatiche, e il vuoto di immagini del Corano, e della Torah, l’ambiente minimalista e arabescato delle sinagoghe a Berlino, là dove forse il pensiero magico si faceva ancora più forte, tra quelle sinagoghe, quei musei ebraici, quel Corano che ascoltavo, quelle stelle a cinque punte magiche, come il Natale e le sue decorazioni, le pasticche e le gocce chimiche per dormire e scacciare questa successione infinita di sensazioni, pensiero magico, ispirazione infinita, che mi rimanda a Katia e alla follia per lei, primo vero inizio di ogni follia e fantasia, che si risolve nell’Omega e nell’Alfa del niente, del vuoto, dell’infinito, un’infinito pieno di immaginazione e parole senza nessi, solo pura magia… Kaylani Lei, la cinese, il massaggio, Marina, la vodka e la barista cinese bionda, solo pura magia… adesso che Ana se ne è andata, anche Aleksia, e la libido si trasforma in magia e immaginazione, in Kaylani Lei, nell’Asia delle mille voluttà, alcol, pornografia, massaggi, fantasia, alcol, teatro, fantasia, e magie su magie per scacciare altre magie… non ci saranno immagini in me, che come un film, un video di qualche canzone, una clip, non ci saranno parole e musica e canto, tutto si infinita, questa magia infinita… Shiva, VIshnu, Brahma, Krishna, divinità disegnate come dei personaggi dei fumetti, supereroi… Zarathustra e andare al di là della fantasia e della fiction, altri personaggi che sono solo supereroi di massa, nessuna differenza più tra divinità e personaggi dei cartoni animati, film e musica, fantasia e fiction infinita… non trovo più me stesso, si è perso in questa fantasia, in questa magia cinese, in queste numerologie, in questi nomi divini, in questi calcoli e operazioni matematiche impazzite, e la cinese bionda mi incanta e mi incanta ancora, come se fosse la bellezza di Sissi, l’amica cinese di università, che dal lontano dei ricordi mi chiama… Eugenia che anche lei, senza saperlo, era un po’ magica, lei e la sua Bibbia e i suoi versetti, lei che si è data ad un asiatico, sposata, e cancellata da Facebook, anche lei, pura magia, andata via, la scia di magia lasciata da Ana, e Marina che non volevo, e la cinese bionda sì, invece, follia, magia, Kaylani Lei, la massaggiatrice cinese… la cinese bionda… Sissi… dov’è l’amore? Dov’è l’amore che si è perduto in questo incantesimo? In questa magia? Che sembrava un video uscito dai tempi degli Hippie quel “The power of love” che vedevo ieri sera al bar, tra una vodka e l’altra, tra la cinese bionda e quel bicchiere, Folies Bergères chinoses… la vodka, la cinese bionda, Kaylani lei, la massaggiatrice, la cinese bionda, la vodka, l’infinito, le divinità, i disegni delle divinità, i fumetti, i libri, i film, le canzoni, le fiction dell’anima, i film e i video dell’anima, le clip dell’anima, la fantasia, nel pantheon della mia fantasia, all’infinito, dalla cinese bionda… ci sarà un modo per fermare l’infinità fantastica in me? Ci sarà un  modo? E non voglio, voglio perdermi ancora e ancora in questo infinito, nel pantheon della mia fantasia, all’infinito, dalla cinese bionda, pura magia senza fine…

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