Ispirazioni, Prosa Poetica, Visioni

La mia follia da fiori del male…

Il demonio, il demonio, il demonio che si impadroniva di me ieri, al mescolare le carte delle immagini a cui ispirarsi, una luce bianca con il nome divino, e nove scie di luce a formare una stella, le convulsioni, i denti stretti a urlare quasi da camicia di forza, i muscoli contratti, la follia da fiori del male… pasticche e gocce chimiche, per sedarmi, la luce bianca che andava a toccare i punti di pressione cerebrali della sessualità, la voglia di Elma Sallahu, le videoclip, la follia, e stare in piedi su quello spiazzo, sotto gli occhi di tutti in potenza, e nell’atto non fare niente, concentrarsi solo su quella stella a cinque punte di natale, quella regalata dalla suora, e fare svanire la follia delle immagini erotiche pervasive… perdersi nei libri sulle immagini, operazione di sconquasso libidico e mentale, il demonio che mi ordinava di leggere, anche senza capire, l’iconoclastia dell’anima impazzita, operazione da camicia di forza… da ospedale psichiatrico, quasi farsi internare… il pomeriggio che andava via liscio dopo la chimica, e sentire Saverio, in tilt gli dicevo, tilt totale, Evgenij Onegin da guardare con Marina, a fine mese, è lunga ancora, diceva, e Pushkin, il nome, che sembrava sinonimo di desiderio d’amore, la paura della morte, del dolore, il dentista in ballo che non aiuta, lo stress… passare un pomeriggio così, sdraiato come ricoverato, sul letto, a sentire il corano, aspettando che la chimica facesse effetto, sedazione e indemoniamento… andare al bar per guardare la partita del Milan, nella frenesia patologica di quella gente al bar, che scommette, che guarda le partite, i passi veloci della gente, gente viva, frenetica, indemoniata… e i miei sogni di mondi paradisiaci che andavano via, nessuna parola, nessuna visione… solo il demone della frenesia… il demone dei fiori del male che si sarebbe scatenato nella notte: bersi bicchieri di alcol, altra chimica,  la visione erotica di quelle ragazze, Sexy Russia, la voglia di evacuare, di liberarmi, e trattenermi invece alla ricerca di una puttana… uscivo e vedevo quella sud americana figa, seni prominenti, bel corpo, fattezza orientali del volto, le sue gambe di pura bellezza ed erotismo, caricarla su, con quella sua voce orgasmica… fermarsi là e cominciare a godere, indemoniato, frenetico, toccarla, lei che mi toccava nel mio stato indemoniato, giri di corpi, seni scoperti, parole volgari, estasi dei sensi, lei che non giocava come volevo io, indemoniato dall’alcol, dalla chimica, dalle allucinazioni, dallo stato mentale alterato, giocare, scoprirle i seni, le parti intime, le gambe, visione pornografica ed estasi sopra ogni limite, indemoniato, la follia dei fiori del male… estasi erotica che si protraeva nella notte, quante gocce, quante sigarette nell’estasi addormentarsi… svegliarsi con il terrore di quegli amici e le loro malattie chimeriche, io e le mie ipocondrie, le mie maledizioni, e l’estasi che mi pervadeva, lontano anni luce dalla quiete, altra chimica in maniera spropositata… accasciarmi sul letto dopo aver cercato invano Saverio, ma la chimica faceva da sé, per contenere il tilt del demonio dei fiori del male… addormentarsi e svegliarsi a mezzogiorno, solo per mangiare un po’ di pasta, bere un caffè forte, fumare una sigaretta, l’estasi, l’agitazione, il ricordo erotico e la voluttà, l’estasi dei sensi, e la follia tra morte ed erotismo, le regole sconquassate, il tilt dell’anima, le paure funeree e virali, paranoie d’amici, ipocondria trasformata in estasi erotica, i solti buttati al vento, jam shqiptar! Niente mi può scalfire! L’immagine al muro che indica solo che la quiete, presto o tardi, arriverà comunque, dopo l’estasi, sentirsi da dio dopo essere indemoniato, vita spericolata, al di là della noia, della quiete, quiete funerea, ebrezza dei sensi… caffè, chimica, sigarette, Saverio non risponderà, tilt dell’anima estasiata e indemoniata, attendo la quiete su scritture spirituali in inglese, in officina leggere ad alta voce, da solo, per scacciare i demoni… i fiori del male, poesia scapigliata, estasi dei sensi, estasi della notte, senza più un soldo, sono ancora vivo, jam shqiptar! La chimica, la chimica, la chimica! L’estasi, testi religiosi senza senso, scacciare i demoni, l’obiettivo? La pace e la quiete dell’anima, sentirsi da dio quando sarà il momento, attendere quell’ora, quelle giornate, quei giorni, intanto l’anima è estasiata, come altre volte, e non ha voglia di evacuare energia, impazzisce l’anima mia come dei fiori del male e anelo ad una quiete che non sa quando sarà, mia follia eterna, la mia condanna, la mia follia da fiori del male…

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s