Descrizioni, Pensieri liberi, Visioni

Alla sete di conoscenza, che ritorna, finalmente, in questo fresco settembre…

Guardarsi dei film della CIA in inglese, “Argo” e “Zero dark thirty”, dopo gli ultimi deliri apocalittici/filosofici/teologici/politici, sentirsi come un agente dell’intelligence, con quei pensieri, la politica, la storia, i soliti ricordi ricorrenti di eventi politico mediatici, i personaggi, ogni cosa, e perdersi questo primo pomeriggio nelle letture delle ultime news dal mondo, in inglese, in italiano… quel film su Osama Bin Laden e la donna della Cia che alla fine riesce a farlo catturare, quell’altro film sull’Iran nell’ondata esaltata subito dopo la rivoluzione, contro gli Stati Uniti, film che stimolavano il cervello, finalmente, con questa temperatura giusta che lo permette, la mente che torna a funzionare, chiara, limpida, pulita… il poco sonno, certo, ma meglio così che continuare a dormire o a stordirsi come facevo nelle settimane precedenti, stare sveglio e leggere, leggere stamattina “I fratelli Karamazov”, arrivare al paragrafo del Grande Inquisitore, quel passaggio memorabile che fa notare il passaggio da potere spirituale del Messia al potere temporale delle Chiesa e dello Stato, il concetto di potere, e le sue manifestazioni nel corso della storia… la volontà di potenza… la geopolitica… il corso della storia… la storia passata e la storia contemporanea… la forza di volontà… il potere, al di là di tutti i deliri mistici religiosi che ad un certo punto, come sempre, svaniscono, anche dopo i deliri d’amore, di innamoramento… le regole, il potere e la forza di volontà di darsi delle regole, decidere, capire se stessi, capire il mondo… e me ne andavo a prendermi una pizza take away lì dai turchi, non c’erano i soliti, c’erano lì altri due, mi prendevo la mia pizza e me ne andavo, solo per tornare a casa, pranzare e bermi il mio caffè, impossibile dormire dopo pranzo, per fortuna… era circa la una del pomeriggio e sentivo arrivare giù in cortile i tre fratelli meccanici, che stavano lì a parlare con mio padre per qualcosa da acquistare, il loro fare informale, un po’ ingenuo, da sempliciotti, ma comunque da gente che lavora, loro che ridevano e scherzavano con l’operaio, ma si sa, io di sabato non voglio lavorare affatto… prendevo e me ne andavo, con il mio tablet, al parco di fianco alla biblioteca, che avrebbe aperto più tardi, un’oretta e mezza dopo, mi perdevo nelle notizie internazionali, e mi liberavo dall’aria oppressiva di quell’officina, come diceva Saverio: “Si muova!”… e faceva bene muovermi, cambiare aria, cambiare letture, dopo questo Dostoevskij che stava diventando opprimente, quei monasteri, quei pensieri tutti ortodossi, e da quelle notizie nasceva qualcosa, la voglia ancora di studiare, quando mi sentivo quasi un agente della CIA in segreto, e per dare sfogo alla mia mente serviva solo una qualche rivista di geopolitica, e la trovavo: “Limes”… limes… che la bibliotecaria mi portava nell’aula di geografia dove c’erano tutti gli ultimi numeri: Turchia, Vaticano, Iran, Stati Uniti, Arabia Saudita, Russia, Italia… che ne avrò da leggere ancora per un po’, pensavo, altro che solo Dostoevskij e notizie online dal mondo, per fortuna c’è anche Limes! Pensavo… e mi perdevo subito nel numero sugli Stati Uniti, recuperavo le ultime notizie, espandevo un po’ di conoscenze, facevo il punto della situazione, in quella settantina di pagine che leggevo, e mi sembrava di essere tornato in università, con la differenza che allora pensavo solo a Russia e Stati Uniti, mentre ora mi disperdo anche nel mondo arabo e in quello italiano, e anche altrove, ovunque, e non mi limito più a Russia e Stati Uniti, dopo anche gli ultimi film sulla CIA, tra Pakistan e Iran, ed espandevo la mente, oltre gli stretti confini che mi ero imposto non mi ricordo più quando… e la mia mente assetata di conoscenza riprendeva a spiccare il volo, e non mi tormentavo più di cose senza senso, e alla religiosità e alla spiritualità entravano le ragioni di stato, le ragioni politiche e storiche, una visione più esterna e più astratta, meno emotiva, meno spirituale, e in quel frangente mi sembrava di dare ragione una volta e per sempre a Nietzsche e a Gramsci, a Marx, se non fosse per quell’attimo che poi scambiavo due parole con la bibliotecaria, con un altro tipo lì che studiava in biblioteca, davanti al suo portatile, c’è ancora la divinità che mi segue, al di là di tutte le cose che mi possono venire in mente, al di là della razionalità, i sentimenti ancora vivi, la voglia di andare incontro agli altri, e nel frattempo seguire i miei ragionamenti su quelle righe scritte… fino a quando non mi andava assieme la vista, verso le cinque e mezza, orario di una volta quando staccavo, sabato pomeriggio come tanti dell’ultimo anno, in biblioteca, a far funzionare quella testa che a volte non sembra più funzionare, con tutto il piacere intellettuale di questo mondo, senza neanche rispondere agli amici che chiamavano, che tanto li avrei sentiti più tardi, ma intanto ritrovavo me stesso, la stessa lucidità e interesse di una volta, come ai tempi dell’università, anche se l’università è finita, ma i libri ci sono ancora, e la voglia di imparare, di tenersi aggiornato, di continuare a capire il mondo, che per i prossimi mesi ho letture garantite: altre riviste di Limes da leggere, mentre andrò avanti ancora per un po’ a Dostoevskij, e a film di ogni genere…

E così arriva il sabato sera, dove ho sinceramente voglia di uscire con gli amici, scambiare due parole, togliere lo sguardo dai libri, dai film, dall’officina, dalla musica, da ogni cosa ripetitiva, per scambiare e confrontarsi con gli altri, per andare oltre i miei pensieri che a volte vanno in tilt e poi si riprendono sempre… e fa niente che questo post non abbia niente di poetico, sia più una pagina di un diario, come una volta in effetti scrivevo, non sempre per cercare la poesia, ma per cercare la limpidità della mente, e va bene così, non c’è alcuna ispirazione infinita in tutto questo, è tutto nei limiti della ragione, nei limiti finiti della razionalità, e l’infinito sta solo nei sentimenti di ragazze andate, di amicizie e altre persone, che ora ricordo, ora ne faccio a meno per darmi ancora alla sete di conoscenza, che ritorna, finalmente, in questo fresco settembre…

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