Ispirazioni, Pensieri liberi, Visioni

Come una lontana dissolvenza…

C’è più filosofia in questi quattro giorni a Berlino che in tutta la vita… la coscienza di classe… chi sono io? Un turista? Ma quale turista? Quello che alloggia in Brandenburger Tor o che va a pranzare al Sony Center o quello che alloggia in periferia e mangia da Doner? O sono ancora più simile a certi barboni che gravitano attorno ad Alexander Platz? Uno zingaro? Sono nella via di mezzo… troppe sigarette, troppo caldo… che danno alla testa… sentirsi respinto anche solo a mangiare al minimarket qui a fianco… barbone… imbisstube… Doner… che il momento più bello di ieri era andare alla ricerca di una moschea, in periferia, per incontrare i soliti turchi del Doner, dei turchi tra i tanti, che quando chiedevo una vita facevano i diffidenti, non rispondevano, ma quando poi chiedevi della moschea subito ti dicevano dove era, all’angolo, in dem Korner… trovavo la moschea, facevo due foto, e tornavo da loro a cenare per ringraziarli, da dove vieni, mi chiedevano, sei musulmano? No! Ma qualche volta ascolto il Corano, ho letto il Corano qualche volta, in Italia le moschee non ci sono, non ci sono le moschee in Italia!? Mi chiedevano, no! Rispondevo… in Italia… e il più giovane faceva lo sguardo incantato apposta, come se si ricordasse di qualcuno, qualcosa di bello, e a me veniva in mente mia cugina Sara… lei, che lavora in Svizzera, sposata con il grande capo svedese dell’Allianz… la coscienza di classe… che mi venivano in mente le parole del Barresi, le sue case popolari, i malati, gli eroinomani, i delinquenti, le puttane, i suoi discorsi da case popolari… la coscienza di classe… che non sono Barresi, né mia cugina Sara, ma chi sono? Coscienza di classe, via di mezzo… sono solo un turista, un ex sbandato, tra puttane, alcol, ricovero psichiatrico e delinquenza minorile, non un santo, non un drogato, non il CEO dell’Allianz, non un barbone, non un figlio di buona famiglia che fa le vacanze, forse sì, questo sì, ma non uno che viaggia con i suoi o con la tipella dal cuore, come ne vedi tanti in giro, qui, a Berlino… chi sono? La coscienza di classe, la via di mezzo, non un barbone, non uno con il suo gruppo di amici, non il fidanzato romantico di qualche tipella, non un drogato, solo un ex puttaniere, con le sue paranoie, le sue ipocondrie, i drogati, i malati, quelle storie da case popolari che fanno rabbrividire, non l’upper class di mia cugina Sara, chi sono? La coscienza di classe, la via di mezzo… un figlio semi disoccupato figlio della classe media, in caduta libera, laureato non troppo giovane con poca esperienza lavorativa, non un cosomopolita, poliglotta impiegato d’ufficio o di social media o altre cose chic, le mie conoscenze linguistiche? Tedesco di base, russo intermedio, buon inglese, tutto quanto un po’ arrugginito soprattutto nel parlare, d’alòtronde sono un linguista… o anche un po’ depresso, ansioso, a volte un po’ schizofrenico, come tra ieri e oggi, il poco sonno la notte, l’aria fresca che non c’è, il caldo torrido di Berlino di quest’estate eccezionale, a volte un po’ ipocondriaco, sintomi vari, nuove paure tra malattie, declassamento sociale, paura di impazzire, tutte cazzate! Paranoie pure… sì, ufficialmente sono schizofrenico paranoico, e si vede da queste righe, poi, non si sa… sono anche italiano, come dicevo a quei due turchi, non sono albanese come quello dell’altro giorno, con la macchina con l’aquila rosso nera appesa allo specchietto, non sono albanese, non sono musulmano, anche se tra ieri e oggi solo ascoltare il Corano mi dava pace, quelle sure su YouTube dove c’era anceh scritto: “Watch every day sura Taha against stress…”… le suer del Corano e la pace… che l’altra visione di oggi era l’islamica, giovane con il velo, Kopftuch, che vendeva bibite e dolci, visioni, altro che Miryam! Visioni, “Das ist genug!”, diceva, sì, è abbastanza, anche continuare a girare di qua e di là, dopo quattro giorni, la stanchezza, il caldo, la fatica che mi immango la Mecca a quaranta gradi, ich hore manchmal den Kuran, ich ben sehr religios, wie ein sufi… l’abisso infernale nel mezzo… ArRahman, ArRahim, il Clemente, il Misericordioso… naechster Urlaub in der Turkei… ArRahman, ArRahim… le parole e gli articoli sbagliati, fa niente, basta farsi capire… la giovane islamica con il velo grigio in testa… il Corano… i Sufi… la pace… dimenticare la storia, la coscienza di classe, l’abisso che si spalanca, l’abisso infernale nel mezzo… ArRahman, ArRahim… dimentica gli amici, lo psichiatra, Maria Teresa, tua cugina Sara, tuo padre, tua madre, ArRahman, ArRahim, la giovane islamica con il velo in testa… ArRahman, ArRahim, dimentica gli amici, i colleghi, Maria Teresa, Saverio, ricordati forse la voce di tuo padre… decidere cosa fare dopo… allora c’è anche un dopo? Il mondo non finisce qui? Alle porte dell’inferno? Nell’abisso infernale innominabile? ArRahman, ArRahim… imam Sò e e le sue parole, il Sufi, il Mahdi, la giovane islamica con il velo in testa, la giovane turca di due giorni fa, gente che non so perché sento più vicina, più vicina di questi tedeschi e tedesche, forse perché anche loro sono immigrati, io per ora non sono un immigrato, chi sono? Identity issue, mi dicevano… ArRahman, ArRahim, i Sufi… i turchi… la giovane islamica con il velo… e si disperde così ogni visione… cosa fare dopo… le parole di mio padre, non tutte le cose assieme… mia cugina Sara… la coscienza di classe… l’abisso infernale che si spalancava… Brandenburger Tor… das sowjetisches Ehrenmal… Москва… masjid al haram… le parole in arabo sul cellulare di quel tipo in metrò… la camicia rosso nera a scacchi, al Qur’an al mujeeb… sura Noor, la giovane islamica, i Sufi… la follia, la follia, la follia… e poi cosa fare dopo… cosa fare adesso… il caldo torrido, la Mecca, l’abisso a cui non voglio più pensare, le paroel malate degli amici, dell’amico, dei colleghi, dei parenti alla festa di battesimo, le parole del prete, non cose, ma persone, relazioni, la giovane islamica… la giovane turca… i sogni, le visioni, tra inferno e paradiso, non rievocare più cose brutte… al Qur’an e le giovani islamiche, e addio sogni di storia, di filosofia, di artistoidi, di barboni, drogati, puttanieri, alcolisti megalomani, discorsi da manicomio che si mascherano di alternatività, gli amici che forse hanno fatto il loro tempo, questo sentire inspiegabile, cosa fare dopo, Dio non è padre nell’Islam ma il padre è sempre una figura importante, cosa fare dopo… mahdi, mahdi, mahdi… rimandare ancora, sospendere, e lasciare che per ora tutto si dissolva, come una lontana dissolvenza…

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