Pensieri liberi, Ricordi, Visioni

In bilico tra magia bianca e magia nera…

Scacciare gli spiriti maligni, amuleti oggetto nella stanza, magia bianca che porta alla liberazione, le giuste letture che cancellano gli sbagliati ricordi di ragazze che è meglio tenere lontane dalla memoria, le parole con gli amici, i film da loro consigliati, la magia dell’arte, camminare per le vie del paese e notare gente qua e là, cittadini! Mi veniva da dire, se solo la mentalità civile fosse sufficiente, ragazze che potevano essere chiunque, anche loro in mezzo ad una strada, e invece erano solo ragazze, come tante altre, senza troppa cultura forse, ragazze comuni che non dicevano niente, la gente in giro, le solite parole, i vecchi e la politica locale, la gente al bar, la gente sotto i portici, là, fino alla grotta della Madonnina… tornare indietro, ricevere messaggi dall’amico, altri film, serata rimandata, pioverà, temporale, la sera che non sa di cosa sarà fatta, la stella a nove punte che mi seguiva nell’itinerario in macchina mentre andavo a prendere mio padre e Marco in officina, là dove avevano lasciato il furgone che li aveva lasciati a piedi, la tensione del guidare, i ricordi di Ana, di Alina, di Leida, i demoni ancora in macchina, scacciati dall’amuleto che non c’era, una preghiera che elevava, prima di partire, l’elevazione di quel libro ritrovato, amuleti e oggetti magici, magia bianca della liberazione, la parete bianca di una chiesa e la croce dell’anima, una pagina bianca in me… venerdì alle porte, ramadhan che non è la mia festa, il digiuno è tutto l’anno, tantopiù che ieri notte l’anima impazziva e non si sa perché, costante lotta contro i demoni, e costante magia bianca per far sparire i demoni… non rimane niente, solo il ricordo della strada, della camminata, là, oltre i ricordi, chi in macchina mette delle croci, chi delle stelle, chi non mette niente, come me, troppo superstizioso per mettere qualcosa, troppo esoterico per affidarmi ad un simbolo unico, l’esoterico, quello che sono e sono sempre stato, come mi dicevano, sono così e mi devo accettare così, è questa la mia vera natura dopo quei libri sul sufismo, alla ricerca della tranquillità… il vuoto in me, la voglia forse di vedere film che rilassano, lo stress del lavoro che non voglio, lo stress della serata, di uscire con gli amici, di chi mi dice che guido male, di chi mi dice che guido come un quarantenne esperto, di chi non mi dice niente, la mia guida fluida, la macchina segnata, il nero della macchina, la luce nera dell’anima nel sogno della quale in visione vedevo l’aquila nera su sfondo grigio e il simbolo ermetico che rimandava a magie, sempre alla ricerca di qualcosa, di un segno, di un simbolo, per non far impazzire la mente, per farla rimanere in riga, in pista, in linea, senza gli eccessi e gli estremi, quegli estremi che amo, il centro che non so più cosa sia, dove sia, chi sia, forse la figura di una divinità lontana come quella di un madhi sempre tardi ad arrivare, eppure sempre presente, sempre lontano e vicino, sempre presente e sempre rimandato ad un futuro, costante attesa dell’anima che trovi la sua pace… il sole che presto tramonterà, la notte e le sue stelle che si avvicinano, la tranquillità della notte, dopo questi giorni stanchi, spossati, sfiaccati, forse per il caldo, forse per lo stress, non si sa bene… magia nera e bianca che lottano sempre in me, quel me stesso esoterico che alla fine si riconosce per quello che è, accettiamoci così come siamo, accettiamo gli amici, come diceva Leida, accettiamo i parenti, i genitori, i conoscenti, chiunque, senza odii e deliri, di andare altrove, di parlare in altre lingue, di fare l’eccezionale e il misterioso e il particolare, tranquillità che trovo nel digiuno, nella dieta, nella musica, nei film, nelle parole con gli amici, la mistica della sessualità che non mi prende più, la purificazione e il desiderio allo stesso tempo, senza bisogno di grandi maestri, ma solo maestri lontani, trascendentali, lontani e vicini, le mie debolezze e le mie forze, in bilico tra magia bianca e magia nera, la notte che deve arrivare, il sonno e il riposo, l’assenza di ogni immagine in me, gli incantesimi e i ricordi e le visioni, uno scritto che doveva sapere di elevazione e invece sa di magia, ristabilirsi, riprendersi, semplici regole, semplici punti fermi, non uscire dai binari, in bilico tra magia bianca e magia nera, alla ricerca dell’elevazione e della tranquillità, in questa notte che deva ancora arrivare…

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