Poesie, Visioni

Ritorno all’orizzonte della realtà…

La lingua romena mi sa
di sterco di vacca
di campagne e contadini
di ubriachi e di perditempo
niente di affascinante
in una landa del vuoto e del niente
la lingua olandese
mi sa di froci che vivono in barche
pieni di soldi
tra i canali di Amsterdam
con le puttane che hanno pure
il loro sindacato
la lingua giapponese
mi sa di perversione
malattia mentale
follia e tutto ciò che è squilibrato
mentre la lingua cinese
mi sa di extraterrestri
persone d’altrove
un altro mondo
un’altra cultura
la lingua albanese mi sa di clan
mafiosi famigliari
relazioni strette
troppo strette con parenti
e persone che non sopporti più
legami inscindibili
e di sangue
la lingua russa
mi sa ormai di depressione
lunghi cori ortodossi
che sembrano salti nell’oltretomba
o parole di gente
che fa la guerra
lavora
o si esalta con i miliardi del gas
e con la fissa del potere
di ragazze con la gamba facile
che chiedono solo di prenderlo
ovunque
senza un perché
e del ricordo di Alina
e di nessun’altra che mai sarà
di nuovo
neanche il comunismo
neanche l’ortodossia
là dove compare lei nella notte
e mi riporta
tutto il male e il nero di una volta
la lingua francese
mi sa di leggerezza
spensieratezza
e sofisticati filosofemi
intellettualismi
e robe tutte radical chic
e una letteratura
che sa di acqua di rose
inconsistenti
come i loro film
la lingua spagnola mi sa di spiaggia e mare
spaccio di eroina
puttane
e gente senza alcuna filosofia
se non il piacere
e lo sfarzo antico
di una Spagna cattolica
che non c’è più
di strane canzoni vagamente arabeggianti
mentre
la lingua araba mi sa di diavolerie
se non fosse
per le sure salmodiate del corano
l’unica bellezza
in una lingua che non conosco
e la lingua ebraica
mi sa di lingua che spezza i denti
come diceva qualcuno
impronunciabile
senza accenti
mentre la lingua tedesca
mi sa ormai di politically correct
di diritti umani
di filosofemi
tutti democraticcizzanti
un po’ come la lingua inglese
piena di ONG
e discorsi istituzionali
una lingua senz’anima
per tutti e per nessuno
una lingua vuota
mentre la lingua coreana
mi sa di esaltazione politica
di autoritarismo
ed esaltazione
questo lo spettro delle lingue
che ho bazzicato
in questi vent’anni
oggi che tornavo
al bar dei cinesi a Milano
dei miei amici di una volta
a parlare di niente e di tutto
io a cercare di dimenticare
Alina
che rivedevo ieri notte
insieme ad Ana
Alesia
e altre
visione da girone infernale
da riesumare quasi la depressione
perduta in me
e si parlava e si parlava
sentivo ancora quel loro dialetto
cinese
così lontano da quando
Alex si metteva a parlare
con quella donna italiana
in un cinese mandarino
un po’ sporcato
di cui intuivo il senso del discorso
grazie ai miei rudimenti
come quei rudimenti
che mi bastavano a capire
quella giovane romena
che parlava in autobus
e tutta la magia delle lingue spariva
la magia che c’è soltanto
quando queste lingue non le capisci
quando ne assapori i suoni
ma quando poi vieni a sapere
delle banalità
delle loro parole
tutta la magia scompare
a che pro studiare ancora?
Io che delle lingue
sono come un italiano
che capisce tutti i dialetti
della penisola
senza neppure parlarne uno
eppure capire
un po’ tutto
e un po’ niente
di albanese
romeno
russo
cinese
tedesco
spagnolo
inglese
francese
olandese
e saper distinguere
coreano e arabo ed ebraico
ma senza voglia di parlare
nessuna lingua di queste
solo sentire
intuire i discorsi
eppure continuare così
con questa mia lingua
l’italiano
lingua della mia unica socializzazione
perché
parliamoci chiaro
quando mai ho veramente parlato
altre lingue?
Quasi mai
qualche eccezione
in inglese
all’estero
in vacanza o nei campi di volontariato
e poi
niente di che
un po’ di russo
con Marina
con Alina
e niente di più
qualche parola in università
ma mai vera e propria socializzazione
vero e proprio coinvolgimento
e delle lingue
sono solo un linguista
che sa distinguerle
che sa capire
qualcosa
leggendo ascoltando
ma di parlare
proprio non mi va
più
ed è inutile
che gli altri vengano a
dirmi
“Tu sai le lingue!”
quali lingue?
Sono solo un linguista
un italiano che allarga la sua conoscenza passiva
oltre ai dialetti
anche alle lingue
di tutta questa gente
che sta qui
e niente di più
chi me lo fa fare di parlare
quando a volte non ho neppure voglia
di parlare in italiano?
E me ne accorgevo
oggi
tra quei discorsi
con gli amici cinesi di una volta
discorsi che mi facevano rendere conto
di quanto in questi anni
io abbia vissuto in dimensioni parallele
senza vere amicizie a tenermi
con i piedi per terra
io e i miei libri
le mie divagazioni
quelle ragazze che mandavano in altre dimensioni
e ogni “oltre”
svaniva
per riportarmi
all’orizzonte dell’esistenza
dove non c’è niente
al di là
e se mi mantengo ancora in pista
è perché
una parvenza di vita
sta riaffiorando
grazie a queste amicizie
grazie a quei batticuore
e inferni con quelle ragazze
che non voglio
più
“Ho fatto un casino ultimamente”
dico sempre a chi mi chiede
delle ragazze
e non mi va di conoscerne nessuna
anche quando oggi
Alex mi voleva presentare una
italiana
non mi va
e me ne andavo
poco dopo
con i miei sensi di colpa
che Alex offre sempre
con la mia depressione strisciante
di chi non voleva conoscere nessuna ragazza
con il solo sorriso
della giovane sudamericana
che voleva presentarmi
appunto
questa
e bastava così
era già più carina
dell’ultima volta
e non c’era più il pensiero di Ana
c’era solo il pensiero di Alina
di averla rivista
di aver rivisto l’inferno
che si manifestava
anche quando Alex
mi chiedeva
se volevo una birra
“Grazie, non bevo più.
Prima bevevo tanto
due o tre anni fa
poi basta
se bevo
o mi addormento
o divento cattivo”
l’alcol
che non mi va più
sempre Alina di mezzo
come ieri notte
che l’inizio di tutto
a questo punto
non è più Katia
come pensavo
ma l’inizio
è solo la fine con Alina
che ancora rimaniamo sempre qui
sempre qui
tra depressione e inferno
ed elevazioni
e andare in un oltre
che non sa di niente
sa di silenzio
e di mancanza d’essere
e di dimensioni parallele
che si annullano
per tornare
all’orizzonte
della realtà
e non so che farmene di questa sera
di quei giochi
che ormai erano diventati incubi
di quei mondi alternativi
nati da letture
da film
da full immersion in altri mondi
e le dimensioni parallele si annullano
e ritorno
all’orizzonte della realtà
rimane una settimana
che non sarà fatta di niente
se non di uscite con amici
che non dicono niente
tranne la semplice realtà
al di là di regali da fare
posti da visitare
uscite
acquisti
esotici
altro ancora
niente di che
ritorno all’orizzonte
della realtà
dopo dimensioni parallele
nate da altre lingue
altri sogni
altre fantasie
che non esistono più

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