Pensieri liberi, Ricordi, Riflessioni, Visioni

In questa noia bianca…

Può essere solo la primavera, è l’unica spiegazione che mi dò, andare in biblioteca e non aver voglia di leggere neanche un libro, neanche tra quelli in prestito, filosofia del nulla, teologie politiche islamiche, riletture, a dire il vero, nessuna voglia… lasciar perdere quel libro turco di Orhan Pamuk, dopo che stamattina quasi impazzivo a voler ritornare da quel barbiere turco con cui non si può neanche parlare, quello forse un po’ frocio, con la s sibilante, inquietante… e impazzire per tagliare o no quei capelli, e alla fine andare dal barbiere italiano, che quando mi vedeva all’entrata al bar mi dava un buffetto sulla spalla, e già mi riprendevo, che bisogno c’è di farsi tante paranoie sulla pettinatura? Ed entravo poco dopo, dopo un caffè, e mi diceva che sembravo un leone con quei capelli, un pazzo, e c’era davvero bisogno di un taglio… mi rapava ben bene, senza essere ora a zero, ma comunque un taglio quasi militare, e durante tutto il taglio si parlava male dei marocchini, degli albanesi, dei romeni, di questi qua che vengono a spacciare e a gestire la prostituzione, le carceri affollate, i carabinieri che non fanno niente, la politica che non si decide a fare il governo, ed era un puro parlare salviniano come tanti adesso, che va tanto di moda, un parlare vuoto che però mi portava via da quella sensazione di malessere che provavo al solo avvicinarmi al barbiere turco, e ringraziavo iddio che lì è meglio se non ci metto più piede… non so cosa mi spinge là certe volte, forse il ricordo di quel viaggio in Albania tre anni fa o di più, quando, prima di andare in Albania, passavo appunto da quel parrucchiere, e allora sembrava tutto magico, un altro paese, altre culture, altri modi di parlare, uscivo dalla storia con Xhuliana, la ragazza albanese, e allora era tutto incantato, tutto ciò che era estero era incantato, e non so, forse per qualche coazione a ripetere ogni tanto mi verrebbe da tornare lì, ma ora come ora fa solo sentire male, come quell’aquila albanese che non posso più vedere, come quella lingua russa che non posso più sentire, come tante cose straniere che non mi ispirano più, come la stessa Ana, la ragazzina romena, che non mi va più di vedere… e sembra quasi finire una stagione, una stagione tutta esterofila, xenofila, e non so cosa comincia, forse non comincia niente, e non mi capacito più di quell’Aldo che ero, e mi sento disperdermi, come prima in biblioteca, quando nessun libro più mi attraeva, come se non ce la facevo più a dedicarmi a niente, ai film, alla musica, ai libri, e può essere solo la primavera, mi dicevo, come quando in università verso aprile/maggio non ne potevo più di libri, e mi accontentavo di dare quegli esami scritti di lingua, facili, e mi preparavo solo alla sezione estiva, di tre o quattro esami, niente di più, e poi potevo dire dimentica l’università fino a ottobre… ma l’università non c’è più, non ci sono più nemmeno gli esami, non ci sono più letture obbligate, ma neanche letture d’evasione, di piacere, tutto mi stanca, tutto mi viene a noia, tutto si dissolve, e non so se è perché sto giocando troppo a Final Fantasy che non riesco più a concentrarmi, o proprio perché non riesco più a concentrarmi che gioco a Final Fantasy, ma sono stufo di tutto e di tutti, anche di Ana, anche di quel lavoro, che alla fine mi hanno detto di sentirmi libero di trovare altro, e non mi sento più legato a niente, si spalancano le porte del tempo, e non c’è niente da fare in queste lunghe giornate, e nonostante mi abbiano consigliato che adesso come adesso l’unica cosa che potrebbe farmi cambiare è trovare un nuovo lavoro e trovare una ragazza, una relazione stabile, nonostante tutto questo non ho voglia di niente, di nessuno, e passerei le mie giornate a oziare, a rilassarmi, a non fare niente, e mi sembra anche di veder dissolvere pensieri e religiosi, che prima mi orientavano, a parte semplici consigli sulla dieta, sul bere, sulla sessualità, e solo queste regole mi tengono in pista, regole ormai assimilate, ma per quanto riguarda tutto il resto sono completamente fuori di me, disorientato, libero e allo stesso tempo disorientato, e non so più cosa voglio… mi stanco dei libri, dei film, della musica, delle ragazze, degli amici, del lavoro, di Final Fantasy, delle mie ricerche, dei miei pensieri e non so più a cosa dedicarmi, ed è una noia bianca, una noia dove tutto si dissolve e non rimane niente, e vedo me stesso solo in preda ai libri come un quattordicenne sarebbe preda dei nuovi videogiochi da comprare, e non mi sembra di aver mosso un passo da quando ero anch’io quattordicenne, solo ho sostituito ai videogiochi prima i libri, poi le ragazze, poi i vestiti, poi altro ancora, forse i film, e tutto mi sembra una lunga parabola con varie variazioni, la parabola del consumismo, culturale, erotico, ludico, e niente di più, una grande voglia di consumare e niente di più, e ora mi sembra che non rimanga più niente, più nessuno… forse è solo la primavera, mi riprenderò forse trovando qualcosa a cui dedicarmi, se solo anche il lavoro non mi sembrasse un videogioco, un’impresa ludica e senza senso: stare davanti un monitor a inviare mail e cv, con la sola attesa di qualche risposta sparuta che non ti dice niente, rimanda o ti dice semplicemente che la gente non è interessata, e mi sembra davvero tutta un’esistenza virtuale, della stessa consistenza di un videogioco, e anche la mia conoscenza delle lingue sembra fittizia, quasi sempre passata attraverso fogli di carta, o schermi di computer e tablet, e non c’è niente di consistente, tutto è evanescente e virtuale, e tutto mi sembra finto, ogni mio studio, ogni mia conoscenza, che si risolve in nulla… e pensare che oggi la gente sulla virtualità fa i miliardi, quante app? Quanti social? Quanti blog e influencer e youtuber e quant’altro ancora? Tutto virtuale e niente di vero, e mi sembra di vivere una vita finta, virtuale, e mi sembra che non ci sia niente di concreto e tutto evapora, si dissolve, diventa evanescente… e non so neanche che farmene di questa giornata, di questi giorni e dei giorni che verranno, mi verrà voglia solo di giocare ancora a Final Fantasy per non pensare più, magari tornerò ad appassionarmi di qualche libro, di qualche film, ma tutto è ora privo di senso, senza scopo, ed è una noia bianca, un senza senso bianco, non di quelli depressivi dove dici: “Tutto è senza senso”, ma un “senza senso” che si salva da sé, in questo nulla che mi invade, in questa inanità totale, in questa infinita vanità del tutto, in questa noia bianca…

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