Pensieri liberi, Sogni

E potrà cominciare la giornata…

Risveglio come sempre, i diecimila pensieri che non avevano voglia di trasformarsi in raccoglimenti, visualizzare dentro di sé l’aquila rosso nera, e decidere di andare deciso verso il bar, Miryam mandata a quel paese, l’albanese che viveva in me che non aveva voglia di caffè per comprare sogni al suo cospetto, il suo incanto, altre illusioni, e poi il caffè l’avevo già bevuto, dalla macchinetta, in casa, e bastava e avanzava… stare per entrare nel bar e sentire una voce che diceva: “Dai te li riporto!”, qualcuno che chiedeva soldi, qualche cliente con qualche debito, pensavo, e invece era un trentenne o giù di lì che chiedeva l’elemosina con la scusa di dover tornare a casa, forse un drogato, non si sa, e compravo le mie sigarette, specificando a Paolo: “Niente caffè!”, escludendo volontariamente Miryam, che eppure era lì, e quel mendicante chiedeva anche a me i soldi, non poco, cinque euro addirittura, e visualizzavo ancora l’aquila e l’albanese che è in me, come in mille altri casi, e me ne sbarazzavo, anche dopo essermi fatto dare il resto di dieci euro da Paolo, e nessuno voleva dare i soldi a quello, prima che poi si prenda l’abitudine di disturbare al bar…

Me ne andavo e lasciavo perdere raccoglimenti di divinità lontane, che sono solo paranoie, giri assurdi dell’anima, e pensavo quasi di ripristinare qualche oggetto magico, se solo non mi ricordassi di tutte le follie, se solo il pensiero del pomeriggio di ieri, sognando Ana, non mi permette di giocare ancora con i simboli, e me ne tornavo a casa con l’idea di continuare a guardare Evangelion, dopo che il Barresi me lo consigliava… Barresi… che lo sentivo ieri pomeriggio al telefono dopo un pomeriggio passato ad impazzire, per un caffè di troppo, per un gelato di troppo, e dovevo prendere 5 mg di olanzapina per far passare i deliri, le idee omicide, l’irritabilità, le idee strane, che neanche finire di leggere “New life” di Orhan Pamuk bastava, neanche la gente che stava lì in piazza, chi giocava con i bambini, altri anziani, coppiette varie, anche se l’immagine della vita basta, ora che ci penso, così come di solito basta l’immagine della vita che vedo ogni mattina al bar, gente sveglia, gente viva… e lasiavo perdere gli incubi ricorrenti di questa mattina: ritornare alle superiori, essere arrestato… che questi due sono davvero i sogni più ricorrenti che faccio, ambientati sempre in luoghi diversi, diversi dalla realtà e dai ricordi vissuti, ma sono forse due dei più grandi shock della mia vita: essere stato arrestato a 17 anni e aver interrotto gli studi… che era da tanto che non sognavo così, e ormai non ci faccio più caso, so che questi incubi e sogni fanno parte di me, e a volte ritornano, come i deliri religiosi, come i deliri su quelle ragazze, fanno parte di me…

E non so che farmene di questa mattina, dove l’unica idea è davvero quella di guardare Evangelion, forse giocare a Final Fantasy, probabilmente uscire con i miei a pranzo, per festeggiare, e non mi va di raccogliermi, di pensare, di andare a pescare cose lontane, e quell’iniezione di vitalità con Miryam stamattina, pur senza vederla, mi è già bastata a darmi la carica, e stati sognanti non mi prendono più, e gli unici sogni sono le virtualità di qualche videogioco, o i disegni di un cartone animato giapponese… e comincerò allora a guardare qualche episodio, in inglese, per fare risciacquo linguistico, per concentrarmi su altre parole, e la giornata andrà avanti da sé, senza le troppe paranoie di ieri, senza pensieri in tilt, senza estremismi, fondamentalismi, paure inesistenti, e ricorderò la semplice chiacchierata con Barresi, con Larisa e Stas ieri sera, quello stare bene in mezzo agli altri che è sempre segno che in fondo va tutto bene, se solo certi pensieri di sottofondo ogni tanto non si manifestessero, ma, come per gli incubi ricorrenti, sono anche ormai abituato al mio vivere a volte con pensieri strani in sottofondo, e basta non ascoltarli più, e andare avanti, e potrà cominciare la giornata…

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