Ispirazioni, Prosa Poetica, Visioni

E l’anima si libera in un canto…

Amore… amore… amore… la musica paradisiaca, al risveglio, camminando per le vie, facendo i soliti giri, la notte che mi riportava alla memoria Manuela, quel parlare con gli sguardi senza parole, guardarsi negli occhi e aprire le porte del paradiso, quel desiderio d’amore che non faceva uscire nessuna parola, quel guardarsi negli occhi che era un canto paradisiaco e angelicato, là dove le parole non bastano più… perdersi nella musica, ieri notte, a cantare sotto la musica, e vedere il paradiso, “Io senza di lei non ce la faccio!”, come mi dicevo stamattina, dopo tutti i giri dell’anima l’amore che spalanca le porte del paradiso, tra le parole con Ana e lo sguardo senza fine con Manuela, che stamattina passare al Carrefour e vedere le altre cassiere erano le porte del paradiso che si dischiudevano, quella Lieta che mi ricorda ogni volta Xhuliana, tutto l’amore e la passione per lei, la musica che suonava tra gli scaffali, e dentro di me altra musica, musica paradisiaca, di canzoni albanesi vagamente orientali, e tutto il canto dell’anima si liberava, per lasciare aperte le porte del paradiso… non dimenticherò mai Manuela, quello sguardo, il sorriso e le parole di Ana, che tutto era dovuto per loro, l’amore non di qualche divinità lontana, ma di tutte quelle ragazze che ispirano l’amore e fanno non aver più bisogno di niente, liberare l’anima in un canto… che la primavera arriva senza bisogno di divinità passeggere, di istinti da soddisfare, ma tutto rimane un’ispirazione infinita che non ha più bisogno di niente se non invocare sempre se stessa, al di là di ogni comprensione e di ogni parola, e l’anima si libera in un canto… che camminavo qua e là, scambiavo due parole con l’altra cassiera, scambiavo gli sguardi, di chi sa di quanto per Manuela ero andato fuori di testa, lei che le ultime volte mi passava affianco, come per ricordarmi di lei, a San Valentino, quando la rivedevo e tutte mi passavano davanti, l’altra volta, quando, come lei fa sempre, mi stuzzicava parlando con le sue colleghe, e quello sguardo, quella musica, quel canto, il volto di lei, la sua voce e la voce e il sorriso di Ana mi ispirano più di mille storie malate di amici che non sanno fin dove può arrivare il paradiso d’amore che queste ragazze invocano come un’ispirazione infinita, e potrei vivere ancora così, con il solo ultimo ricordo, e tutta l’ispirazione che vive dentro me… e se solo potessi scrivere qualche canzone, inventare qualche canto, cercando tutta la magia di quelle note orientali, se solo potessi dedicarmi alla musica cercherei una melodia che fa volare l’anima, e dedicare a loro tutto l’amore che sento, al di là di ogni regola, di ogni parola e discorso… e mi sveglio così, come in paradiso, sotto le lettere di quel libro d’amore che fa volare l’anima, nel ricordo di loro, che mi perdo, e mi sembra di realizzare la profezia di quella filosofa bionda: “Il romantico innamorato dell’amore…”… che vivo così, con leggerezza, con il canto dell’anima che si libera in me, e non ho più bisogno di niente, tutto si volatilizza e si trasforma in canto e sembra che le porte del paradiso siano state aperte dalle sue parole e dal suo sguardo, di Ana, dalle parole di quella dottoressa che mi capiva, che mi faceva provare dei discorsi che non so neanch’io quando potrò rifare ad una ragazza che mi piace davvero, liberando l’anima, ma il ricordo di Ana basta, e la musica e il canto, e il ricordo di lei, di Manuela, e di quello sguardo senza parole, con la musica dell’anima angelica, e si spalancano le porte del paradiso… che non so che farmene di questa giornata, di questa settimana, del tempo e dei pensieri, di ogni cosa, e l’anima sa come questa giornata di primavera, dal cielo terso, il sole leggero, che riscalda quel giusto che basta, e tutta la luce della primavera si irradia in me, lasciando spazio al paradiso, alla sua musica, al suo canto, che non mi curo più di niente, solo di far volare l’anima ricordando chi mi diceva: “So che hai la sguinzica…”… Ana… Manuela… che le altre si dissolvono, e tutto diventa etereo, evanescente, si libera nell’ispirazione infinita della musica e del canto innamorato dell’amore, e così, senza fine… ispirazione infinita… e non so chi sarà ancora, chi sarà ancora, quando Manuela ricomparirà, quando Ana ricomparirà, quando qualcun’altra comparirà, e dentro di me l’amore, come una preghiera, come un canto, si liberano nell’atmosfera eterea primaverile, e l’ispirazione è infinita, e sono mai come prima innamorato dell’amore, e di Ana, e di Manuela, e di chi ancora ispira e ispira il canto dell’anima che si disperde in musica, al di là delle parole, e l’anima si libera in un canto…

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