Pensieri liberi

Indemoniato, senza voler ascoltare più nessuno…

Non sapere cosa scrivere, dopo il lavaggio del cervello di ieri, i soliti discorsi, il lavoro, una relazione stabile con una tipa, i due grandi anelli mancanti di questo mio vivere, e la vita stessa, più vita, quella vita in più che non si riesce a vivere neanche ritrovando gli amici di una volta, nonostante le tipe… avere la vaga voglia di rivedere Marina, solo per passare il tempo, per non stare tutto il giorno incollato ai libri o in officina, o davanti al pc, la primavera che si fa sentire, la voglia di uscire, la voglia di vita… eppure non decidersi, lasciare anche perdere i deliri di ieri su Rudina, andare in Albania, sentirla e vederla, solo perché qualcuno mi ha detto che manca una relazione affettiva, ne faccio a meno, preferisco farne a meno in questo periodo dove forse mi devo disintossicare di troppe tipe, con il caos nell’anima… ed essere come un indemoniato stamattina, tra le commissioni da fare e un sabato che non vuole sia fatto di letture automatiche di cose che non so neanch’io perché sto leggendo, e decidersi di non dare più ascolto a nessuno, né a Saverio, né a chi mi vorrebbe fare il lavaggio del cervello con il lavoro, né da chi mi dice che devo trovare una relazione stabile, no! Per ora l’unico desiderio vago è ancora Ana, che non so quando rivedrò, e tutte le altre non mi interessano, sono solo di passaggio, nessuna mi stimola veramente, e non so più invece neanch’io cos’è che mi faceva stare incollato ai libri, come una qualche missione da svolgere, che ora perde senso… smetterla anche di lasciare andare tutti i pensieri nell’anticamera dell’anima, parole da raccontare a chi mi segue, non voglio più nessuno, non mi va di ascoltare più nessuno, né di parlare con nessuno… annullo quasi i pensieri in me, le riflessioni, i compiti in me, a parte semplici regole di non eccedere con l’alcol, con le sigarette, con le tipe, con le letture, i film, le canzoni, e per il resto c’è solo il senso di un grande niente dalla forma del caos… non so quando e come questa agitazione passerà, so solo che mi sento liberato dopo quelle parole, e non voglio più andare in riflessioni eccessive in me, voglio essere più libero, più leggero, e meno intricato e complesso e sofisticato… non mi va di impegnarmi nelle traduzioni, non mi va di fare il traduttore, così come non mi va di fare il monaco, o quello che cerca le ragazze, o lo studioso, o l’operaio, in questo sabato non so cosa fare e tutte le abitudini di una volta sembrano svanire, o forse le annullo con la forza, per dare una scossa alla mia vita intorpidita nell’ultimo periodo… non so che c’entra René Guénon, l’esoterismo islamico, i miei raccoglimenti, le mie lingue, non so cosa c’entrano più, e non trovo pace, in questa vitalità che avrebbe solo voglia di uscire, dire cazzate con gli amici, e niente di più, vivere, vivere, vivere, che l’unico motivo per cui uscirei con Marina è per avere una giornata diversa, una giornata piena di vita e di parole, ma poi rivedo la sua foto, e mi accorgo che non è la ragazza per me, come non sono per me i suoi film, le sue opere teatrali, la sua lingua e il suo modo d’essere, attenderò ancora, quando forse non ce la farò più, e rivedrò forse Ana e non penserò più a niente, che l’unica cosa che vorrei ora come ora sarebbe di avere un sonno infinito, riposare, non pensare più a niente, avvolgermi nel nero dell’anima, ma questa stanchezza non arriva più… ieri provavo inutilmente a ricreare le condizioni di un pomeriggio e una sera sopporifera, solo per poi ritrovare pensieri da camicia di forza nel sottofondo, con tutta la vitalità che si faceva sentire, e se non fosse stato per quella pastiglietta e per la camminata serale sarei davvero impazzito o per calmarmi avrei usato il valium come una droga, per abbattere la mia vitalità, ma così è meglio evitare… rimane questo fine settimana vuoto, dove non ho neanche voglia delle mie letture, dei miei svaghi, dei miei interessi, e il solo pensiero di dover un giorno lavorare con le lingue o trovare una relazione affettiva fissa mi manda fuori di me, non voglio fare niente! Non voglio fare niente! Vorrei davvero che questa vita fosse fatta della quiete e della non esistenza del nulla, una calma senza precedenti, che mi faccia dimenticare l’ultimo anno, l’ultimo periodo da dopo la laurea, tra Leida e Ana e Alina e tutte le altre, tra quel lavoro che a volte fa impazzire a volte tranquillizza, quelle letture che si risolvono in un niente, quegli infiniti discorsi a vuoto tra educatrici, amici e dottori, discorsi che non portano mai da nessuna parte, perché la verità è una sola: “NON VOGLIO FARE NIENTE!”… e tutti i discorsi si risolvono in discorsi vuoti, e tutte le decisioni, che attendo solo il modo e il momento per calmarmi, non so in quale modo, e non voglio più pensare a niente e a nessuno… e non so come vincere questo demone in me che si è risvegliato, questo demone che non vuole più pensare, né riflettere, né darsi a qualcun’altra o a parole di chi mi vuole consigliare e fa solo lavaggi del cervello, e la vorrei anche smettere con i miei pensieri magici, come mi dicevano, quelle superstizioni, che ieri in officina mi accorgevo dell’assurdità dei miei pensieri, e non so più dove incanalare questa vitalità, in che cosa, e non mi va più di ristringermi, mentre allo stesso tempo non so più dove e verso cosa e verso chi lanciarmi, e l’unica cosa che mi viene in mente è aspettare, aspettare che la tranquillità arrivi da sé, un senso di soddisfazione, che dia quiete e pace, senza più bisogno di niente e di nessuno, mentre non ho voglia di fare niente… sì, sono indemoniato, sono indemoniato questa mattina, già da ieri pomeriggio, per le troppe riflessioni, la troppa disciplina forzata, e alla fine, come sempre avviene, scoppio dentro di me e la vitalità si libera, solo che non sa dove andare… troverò forse delle letture narcotiche, delle occupazioni narcotiche per non pensarci più, e allora il caos dentro me potrà finire, mentre sono così indemoniato da non voler fare più niente, e non mi va più di ascoltare nessuno…

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