Ispirazioni, Poesie, Ricordi, Visioni

Nella visione paradisiaca di un paesaggio balcanico…

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Dov’è Leida?
Là dove una volta c’era il tempio
appare lei
liberata da se stessa
riscattata
in giro chissà dove
nella sua nuova vita
lei
la bionda
che tanto mi aveva fatto impazzire
leggere
“Il prigioniero del Caucaso”
e ritrovare in quelle descrizioni poetiche
di paesaggi selvaggi
la natura nella quale mi perderei
per dimenticare lei
l’amore abbandonato
perduto
che ti lascia senza niente
se non la forza del paesaggio selvaggio
e di quei popoli bruti
che ancora hanno la vitalità nelle vene
e tu
solo contemplatore
della selvaticità
a essere indifferente
a chi l’amore ancora lo chiede
si rimane
vuoti
liberati
e abbandonati
a se stessi
allo stesso tempo
e nell’anima scorrono fiumi di poemi
da Ruslan e Ljudmila
al prigioniero
al pellegrinaggio di Childe Harold
all’Iperione
di quei paesaggi greci
e albanesi
dal carattere e dalla luce mediterranea
che illuminano i ricordi
e ti fanno chiedere
dov’è Leida?
È andata
non c’è più
come non c’è quasi più voglia di loro
dopo il viaggio nel mondo dei morti
di ieri
marchiato Romania
dalle vesti nere
la penitenza
e viaggi dell’anima senza fine
lacrime e santi
dai quadri che recuperavi dalla memoria
di quel Rinascimento
da Piero della Francesca
tra il Battesimo di Cristo
e la Resurrezione
che si rimane inondati
di una luce bianca
e non resta più niente
se non la luce di lei
non nel ricordo
ma nel chiedersi
dov’è Leida?
Che ti sembra assurdo
andare a cercare i sentimenti di ieri
da vesti nere di pentimento
tra viaggi antichi romeni
e ultimi languori
e voluttà
perché ora come ora
ti chiedi solo
dove sarà Leida?
Cosa starà facendo?
Come sarà la sua nuova vita
e tu ti ritroveresti soltanto
davanti ad un paesaggio
balcanico inondato di luce
a contemplare
la selvaticità della natura
e il fragore delle montagne
non bastano poemi
non bastano liriche
non bastano neanche più filosofie
che si ispirano
a trascendenze religiose
al luogo del tempio
compare la sua figura
che mi salva
da antiche ossessioni
anche di chi
forse sa
l’amore
cosa fa
chi diceva
indirettamente
“Le ricordava un amore della gioventù”
chi era
Manuela?
Chi era dietro di lei?
dietro Leida?
dietro l’Albania e la Grecia?
Un lutto non ancora elaborato
di quell’antica parente
prima del viaggio in Albania?
Le uniche foto dei genitori
in quel viaggio
in Grecia?
C’è l’anima
in questi paesaggi
e c’è il paradiso
e la resurrezione
dal mondo dei morti
e dai languori e dalle voluttà
che tutto diventa etereo
inconsistente
immateriale
come un’immagine candida
come il Battesimo
di Piero della Francesca
una fine del mondo dei morti
con la bandiera
e il Cristo Risorto
e oltre tutto questo
il vagheggiare
di un Eden ritrovato
con il solo ricordo di lei
e i paesaggi dell’anima senza fine
selvatici
non mi so spiegare
il caos avvenuto in me
il caos che vive in me
e ora sembra risolversi
in eterea visione
impossibile spiegare
l’avvicendarsi
dei sentimenti
tra morti risorti in paesaggi
e altri luoghi
ragazze vagheggiate
come Manuela
che richiamavano Leida
che richiamavano le altre
anche se ora rimane
solo lei
e il paesaggio balcanico
paradisiaco
non basteranno poemi
non basteranno canzoni
e melodie
neppure il nero dell’anima
e le vesti di pentimento
a rischiarare luce su luce
e ancora più luce bianca
come un battesimo dell’anima
come una risurrezione personale
nei paesaggi paradisiaci
solo lei
e il paesaggio balcanico
paradisiaco
sembra qui finire il mondo
il tempo smette di contare
diventa
eternità e infinito
e pura libertà
la sua
la mia
di dove sarà lei
di dove sarà io
separati per sempre
nella nostra libertà
e l’anima è un paesaggio
è un poema
e si chiede solo
dove lei sia
dov’è Leida?
E rimane
solo lei
e quel paesaggio balcanico paradisiaco
dove rivedo i miei
dove rivedo la defunta
ora per sempre ascesa
a ultraterrene dimensioni
un paesaggio dell’anima
paradisiaco
dove s’arresta
il tempo
s’arresta il mondo
e scorre l’eternità e l’infinito
dov’è lei?
Dov’è Leida?
E il tempo non lo segno più
tempo per sempre perduto
in questa luce accecante
che non permette più ad alcuna altra immagine
di intromettersi
rimane solo l’immaginazione
la fantasia
che si chiede dove lei sia
e si confonde
con l’altra Manuela
che non è niente
in fondo
solo una ragazza
solo una cassiera
e lei
una albanese
se solo quel paesaggio balcanico
non fosse già diventato tutto
e l’infinito
senza sapere perché
là dove l’anima risorge
e non ci si interroga più
e tutto finisce
nella visione paradisiaca
di un paesaggio balcanico

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