Ispirazioni, Poesie, Ricordi, Visioni

E vivrei solo della materia di cui sono fatti i sogni…

Una luce mediterranea estiva
sui paesaggi balcani
un sogno
di una giornata d’estate
con il solo suono delle campane
di domenica
e il canto del meuzzin
là in Albania
sul mare
tra le isole e le coste
il sogno lucente di una chiesa ortodossa
dai colori bianchi e azzurri
più della celestialità
un sogno di una luce
che mi portava verso altri mondi
là dove non c’è chiasso
del giorno
il risveglio del primo pomeriggio
e le parole a casaccio con la barista
desiderare un mondo appacificato
dove ci sia tanta gente
con cui discutere e parlare
e sorridere
in tutta la quiete del mondo
sogno invernale di un’estate
che non si sa quando mai sarà
la mia meccanicità
e automatismi
nel leggere e nello studiare
nel mio ascoltare canzoni
fino alla demenza
automatismi
che si rivelavano nella loro
follia
e la voglia di vita
di vivere
di persone
con cui ridere e scherzare
e la voglia di lettere
di ispirazione infinita
di farla finita
con i soliti conflitti della vita
e immergersi in quelle luci
dell’anima
e sognare la vita…
e poi la solitudine
quella che ti fa leggere
e ti chiude sempre di più in un mondo
che se non fosse ispirazione
ed essenza per la mente
sarebbe già diventato
follia
la tranquillità del pomeriggio
e di quel dolce pensare
perdersi tra le lettere e sognare
e non agitarsi più
la domenica più bella
che la follia sarebbe comparsa solo la notte
con la voglia di lei
di Ana
del suo ritorno
dopo che una canzone
dalla radio al bar
richiamava la sua bellezza
a coprire melodie depressive
e nere
la luce ancora della notte
una luce blu e argentea
come la luna
dopo il sogno d’estate mediterranea
con i suoi bianchi e i suoi azzurri
la notte impazzita
che sapeva di mille lingue e di nessuna
di mille parole e conversazioni
immaginarie
di mondi inesistenti
di relazioni inesistenti
se non nella follia
e scacciare la follia
con la voglia di lei
con la voglia di amore
quando lei
ancora vivace nella notte
gridava per strada
con la sorella
che non riusciva a parcheggiare
la vita là dove ancora vive
e c’è
tra le sue conversazioni interrotte al telefono
e una vita buttata per strada
che dopotutto sa ancora di vita
e di voglia di vivere
nonostante tutto
la notte
la notte
la notte
e lei
Ana
che ridavano piacere all’esistere
semplificava i pensieri
e le traversie dell’anima
e la musica automatica
smetteva di essere ascoltata
e le fisse
e l’anima si liberava
di giorno come di notte
per non sapere più di niente
se non di sogno e di vita
che ancora mi ritrovo a sognare
la mattina dopo
dimentico del mondo e del suo rumore
strane le immagini di quel cantante
che ora spopola
sul suo cellulare
e le sue parole leggere
vuote
come vuota è lei
una vita che non possiede niente
se non la leggerezza
di continuare a vivere
nonostante tutto
al di là di mille intrichi dell’anima
la liberazione
la luce estiva di un’estate
e la luce argentea di una notte
ispirazione infinita
che ancora mi chiedo
cosa ci faccio qui
che vorrei essere già per sempre
con l’epitaffio di una poesia
giacere in un mondo di sogni e fantasia
dimenticando il chiasso del mondo
che non so più cosa farmene della vita
se non farla diventare sogno
e desiderare lei
ancora lei
Ana
per notti infinite
al di là dei ricordi
e dei desideri imbizzarriti
che ora si perdono nei sogni
e vivono di una quiete
mai sentita
sono forse all’orlo di un abisso
e di una vetta
sono al di là del disorientamento
e dei capogiri
del sentirmi male
e di provare questo languore
che vive come se non ci fosse più un domani
di questo incanto
che sa di lei
che continua a vivere
nonostante tutto
e le invidie e i conflitti
sono dimenticati
relegati all’inferno dell’anima
che a volte sono gli altri
e che non esistono più
dissolti come materia di un sogno
estasiato in lei
che sognerei e basta
e smetterei di vivere nel mondo
solo per sognare
sognare lei
e ancora lei
al di là del tempo
dell’ispirazione infinita
e vivrei di sogni
di luci estive e di luci notturne
argentee come la luna
chiare come
un paesaggio mediterraneo estivo
e si dissolve
la mia follia di lettere
musica e ragazze e lavoro
svaniscono gli automatismi
e le ottusità dell’anima
e vivrei solo della materia
di cui sono fatti i sogni
nel ricordo di lei

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s