Poesie, Visioni

Della sua danza leggera e della sua bellezza…

Lei e il suo sguardo di luce cristallina
la sua musica
il suo viso
che non era Inna
non era Inna per niente
era solo la ragazza
la sguinzica
come mi dicevano
quella che tanto avevo aspettato
e alla fine ritrovavo
in una notte che non sperava neanche in lei
i battiti del cuore
dell’attesa finita
a cui neanche credevo
il rosso e il nero dell’anima
che si colorava di luce cristallina
dei suoi occhi
il blu della notte
la luna
oltre le rotonde della perdizione
al di là del porto delle sirene
in quella via piena di erotismo
che si pensava spento
e invece era vivo come non mai
pensieri automatici di resa
che svanivano al risveglio
automatismi dell’anima in tilt
cos’era cambiato?
Cos’è cambiato
in questo mosaico infinito del vivere
dove lei
è il tassello più vivo e acceso e colorato?
Difficile dirlo
so solo che sono pieno della musica di lei
della sua bellezza
della sua vuota danza
in mezzo ad una via
della sua voce soffice e leggera
del suo voler canzoni più veloci
sono pieno della sua arte erotica
della visione di lei
che cancellava ogni virtualità
anche quella fatta di parole
per ragazze che non dicono più niente
quel giorno e quella notte
dove ritrrovavo l’immagine di me
il desiderio per lei
quell’ondata di nuove immagini
che sanno ancora di un amore quasi ritrovato
al suo accendersi di musica
e di luce degli occhi
mi rimane questo di lei
della sua bellezza
e del piacere
che non temo più nemmeno di perdere
con le infinite ore di lavoro
con le incombenze
con le letture
e so solo che vorrò desiderarla ancora
quando sarà il momento
che attenderò
come ho atteso questo mese senza di lei
e vanno via i mille colori
di vestiti che non avrei saputo perché comprare
le mille parole da scrivere
a compagne senz’anima
i mille colori virtuali
e ogni combinazione assurda
di oggetti e talismani e rituali
per scacciare il demone dell’attesa
la voglia di lei
lo so che hai la sguinzica
mi dicevano
mi parli di lei
quel desiderio non più
imbizzarrito
quel lavoro che lei mi diceva
non pensarci
la notte come se fosse sempre l’ultima notte
senza un giorno dopo
senza l’agitazione da lavoro
la libertà della notte e di lei
il desiderio e il suo sguardo
la sua bellezza
che del resto non mi importa più
anche nell’infinito mosaico
della vita
le paranoie
che diventavano ipocondria
la dipendenza da chi ne sa di più
e da qualche assurda divinità
che nascondeva
solo l’attesa di lei
e il desiderio
e l’amore
e nient’altro
lei e il suo sguardo di luce cristallina
il suo corpo sensuale
più di qualsiasi virtualità
la sua musica e la mia musica
la musica che accompagna sempre
chi è innamorato
anche della propria disperazione
destino di lei che non conosco
il suo passato
il suo futuro
gettata in una via
con movimenti strani
di chi niente ha da perdere
niente da guadagnare
libertà erotica tsiganesca
come la Romania
il suo paese
che non ha niente da perdere
quel paese in cui non mi perderò più
in ricordi lontani di icone di chiese
e di paesaggi
e di musica turceasca
c’è ora lei
con la sua musica
Arcangel
con la giusta “g”
aspirata
il mio sguardo che era un sorriso
come la foto del giorno scorso
che mi ridà un’anima
che pensavo aver perduto
quell’anima che vuole solo lei
al di là di altre ragazze
che sembravano
una riminiscenza di altre ormai passate
di desideri imbizzarriti
e desideri profondi
come la lontananza
tra America e Russia
in una guerra fredda che non c’è più
al di là di altre ragazze
di altri raccoglimenti
di altre virtualità
c’è ancora il desiderio di lei
il ricordo di lei
l’ultima ispirazione
e l’ispirazione infinita
di lei
e del suo sguardo di luce cristallina
nella libertà della notte
della sua danza leggera
e della sua bellezza

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