Prosa Poetica

E non capisco più se è malinconia, desiderio o il daimon dell’erotismo…

Raggaeton narkotik, pensare ad Ana, quando tornerà, a febbraio, non sapere più distinguere il desiderio dalla malinconia, ieri notte, ascoltare la musica più depressiva del mondo, quei due dischi norvegesi black metal, sotto l’effetto narcotico di gocce di valium, il nero che invadeva l’anima, i troppi pensieri schizzati che si disperdevano nella musica, il daimon dell’erotismo che continua a infestarmi, tra nervosismo e malinconia, tra alti e bassi, Ana che continua ad innalzarmi e ad abbassarmi, quasi come ai tempi di Alina, la malinconia di allora, la musica reggaeton che non si capisce se sia desiderio o malinconia, altra musica che non dice niente, la sola esaltazione che si trova a leggere quel libro di filosofia, nell’eterno dilemma se un dio c’è oppure no, come condurre la vita e i pensieri, e svegliarsi senza alcuna voglia di lavorare, neanche di cambiare quella gomma che ieri era andata a terra, eppure poi fare il lavoro, come niente fosse, nella stanchezza del fine settimana, e non sapere più se è desiderio o malinconia, la solita paroliferazione che avviene, i soliti cerebralismi prima della visita, cerebralismi che ora vanno via, portati via dalla musica e dalla malinconia, e non aver alcuna voglia di lavorare, di fare niente, forse solo di leggere, forse quel libro di filosofia o quel libro crime norvegese che speravo potesse sovrascrivere la Norvegia immaginaria dell’anima, tra la malinconia, la depressione e la più pura tranquillità che non si cura più di niente, che non si capisce neanche più il senso della religione, della filosofia, dell’esistenza, che l’unica cosa che forse mi fa impazzire è il daimon erotico per Ana, e l’attesa di lei, che impazzivo l’altra sera invece a incrociare per strada Valentina T., che andava forse in chiesa a cantare o non so che, lei che mi salutava, con un sorriso a trentadue denti, un sorriso di felicità e sentimenti felici, perdermi poi nel suo facebook a guardare le sue serate nei cafè, nei pub, con i suoi amici, con le sue amiche, anche lì ad ascoltare reggaeton, questa musica che non si capisce cosa sia, solo perché piace anche ad Ana, e non sapere più se sia malinconia o desiderio o attesa, e non avere voglia di lavorare, e avere solo voglia di lasciarsi andare alla narcosi malinconica, e non avere neanche in mente cosa dire alla visita, se parlare degli amici ritrovati o dell’arrivo questa domenica di nipoti e mio fratello e sua moglie, a giocare alla playstation 4, fifa18, o lasciar perdere, o ricordarsi l’ultima puttana che ricordava Valentina M., o lasciar perdere, e non sapere più se desiderare o no, se darsi alla vitalità o alla malinconia, o se sforzarmi di essere positivo, come mi diceva qualcuno, e non negativo, come dicevano altri, o se solo questa è malinconia o stanchezza, i caffè, tre o quattro al giorno, che non aiutano a svegliarmi, la non voglia di parlare con nessuno, di impegnarsi sul lavoro, solo perdersi nella musica e nei libri è quello che farei, senza pensare più a niente, a nessuno, forse solo a lei, ad Ana, senza sapere se la sto desiderando o se la malinconia mi sta invadendo, senza darmi la voglia di tornare da nessuna di quelle, soprattuto in questa settimana che era diventata troppo cerebrale, troppo schizzata e infine troppo malinconica, che ora come ora, se avessi ispirazione, mi perderei in un’ubriacatura senza fine, sotto la musica, se solo poi non mi sentissi male, e sono lì tra il cadere nella malinconia e la voglia di riprendermi, là dove però tre o quattro caffè non bastano più, e spero solo di non lavorare né oggi né domani, e che la Norvegia immaginaria dell’anima non mi invada, così come la Romania immaginaria dell’anima, che oramai non capisco più cosa voglia dire, e non so cosa starò dicendo domani, e non so più se sto credendo o no, se sto cercando di essere positivo o mi sto lasciando andare, e non ho neanche voglia di vedere gli amici, di dire cazzate e di scherzare, e la malinonia mi invade, e sognerei un lavoro dove avrei a che fare con libri e solo libri, cose da leggere, cose da scrivere, invece di stare in mezzo a quella gente piena di vita e di scherzi delle officine, o in mezzo a quella gente che vedevo ieri al Carrefour in coda alla cassa, giovani lavoratori pieni di energia che si davano alla birra e ai biscotti, io che non voglio più consumarli, dopo il troppo alcol con Alina o lo stare male, e Leida che mi diceva che era meglio se non bevevo, e la dieta, che mi metto a odiare la gente piena di energia e che si può permettere certe cose, e mi sento condannato e dannato, o forse l’ho solo scelto io, e forse vorrei essere come mi vorrebbe Eugenia, senza alcol, senza sigarette, con la dieta rigida, e la voglia di raccogliermi e lasciarmi andare alla malinconia, e non lavorare più per ciò che non ho studiato, e darmi a chissà che cosa, mentre ieri mi rileggevo vecchie parole di Leida, quando mi diceva che bisogna lavorare anche se il lavoro non piace, che il lavoro è importante, eppure non ho voglia, non ha senso lavorare se poi non ho il desiderio di esistere, di vivere, e mi struggo al pensiero di Ana, e non c’è energia, e dormirei, ascolterei la musica, leggerei e basta e non farei niente, e berrei trecento caffè per sentirmi più vivo ed energico, ma la malinconia mi invade, e non so che fare, e spero solo di liberarmi dalla visita di domani il più presto possibile, e riposare, e recuperare la voglia di vivere e lavorare e studiare e stare in mezzo agli altri e desiderare Ana o qualunque bella come lei, ed essere vivo, energico, e non malinconico, e non so più se sia il daimon dell’erotismo o qualche condizione psichiatrica, e non so più se è malinconia o desiderio o il daimon dell’erotismo, e mi lascerei andare, andare e andare, sperando di ritrovare l’energia e la voglia di vivere che sembra non esserci più, e attendo e attendo questo continuo alternarsi di vette energiche e abissi malinconici e sono stufo di star impazzendo e non capisco più, e non capisco più se è malinconia, desiderio o il daimon dell’erotismo…

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s