Pensieri liberi, Visioni

Andare avanti tra il niente, la spensieratezza, la positività e il ricordo dell’erotismo…

Trentatreesimo compleanno festeggiato con gli amici di una volta, a parlare di film, di musica, di tipe, a scherzare, un festeggiamento che ci voleva, la notte del sei… vedere qualche augurio su Facebook da qualche amica il sette, mia cugina che mi mandava gli auguri con un messaggio, insieme a mia zia, e l’altra mia zia che telefonava… anche mio fratello mi telefonava e mi passava i miei nipoti che mi auguravano a loro modo il compleanno, mentre mi informava sulla data del loro compleanno, così, per non sbagliare, quest’anno… io che quasi mi scioglievo, ricordando di come Leida mi diceva di seguire i miei nipoti, e io che per un attimo mi perdevo in pensieri quasi depressivi, più tardi, a ricordare come lei non c’era più, quel vino che bevevo e che mi stava mandando pensieri negativi… provavo a guardare qualche telefilm in streaming, qualche telefilm di quelli nuovi, consigliatimi dagli amici, ma non erano i telefilm giusti, troppo negativi, troppo pessimisti, e se c’è qualcosa che ho imparato è cercare di stare positivo, di evocare sentimenti positivi, e di cercare quella giusta comprensione delle cose che derivano dall’amore e dall’erotismo… e cercavo di non pensare più, e mi liberavo di oggetti che avevano fatto il loro tempo, e mi mettevo ad ascoltare la nuova musica, quella musica raggaeton che mi diceva Ana, e mi lasciavo portare via da quella musica, da quelle sensazioni, che del nuovo anno volevo solo lei, o forse il ricordo sbiadito di Eugenia, senza perdermi più in visioni mistiche che hanno fatto il loro tempo… se c’è una comprensione delle cose avviene tramite l’erotismo e non tramite la mortificazione, mi dicevo, come c’era scritto in quel libro di filosofia, che toglievo dalla vista, insieme a quell’aquila mistificatrice che ha fatto il suo tempo, e mi lasciavo andare alla musica, senza pensare più… la sera uscivo, come ero uscito anche di giorno, per cercare ragazze come quelle, come se l’ultima non fosse già bastata, e non c’erano le ragazze, né di giorno, né di notte, forse perché era il 7 gennaio e molti papponi ortodossi probabilmente festeggiano, o non si sa perché, incontravo solo una macchina dei carabinieri là dove c’era una di quelle, molto affascinante, e cercavo di non pensare più, di lasciare perdere quei pensieri che andavano in tilt, e la serata finiva con un niente di fatto, lasciata andare ai pensieri che si trasformavano in musica… e me ne tornavo a casa, ripensando al bene della serata prima con gli amici, all’ultima di quelle, all’aspettare Ana, mi facevo una doccia per togliera dalla mente pensieri strani nati da troppo vino e troppo caffè, e mi rilassavo così, dopo la doccia, ancora pieno di nuova musica romena e raggaeton internazionale che non c’era più niente da pensare, l’eterno dilemma della fede e dell’erotismo, l’eterno dilemma che in dieci anni di studi non ho mai fatto un passo avanti, ho solo approfondito troppo questo dilemma, senza mai arrivare ad una soluzione, ed è importante smettere di pensarci ed essere più positivo e più spensierato… al diavolo i libri di filosofia, quei racconti di fantascienza che ieri ad un certo punto abbandonavo, dopo che mi chiamavano i miei nipoti, al diavolo serie televisive nichiliste e pessimiste, al diavolo un sacco di modi di pensare, e mi lasciavo andare alla musica, là dove non c’era più niente… e mi addormentavo, solo per risvegliarmi verso le due di notte con la sensazione più piacevole mai provata, con il desiderio di Ana, che tornerà a febbraio, e la musica mi invadeva, e il senso di piacere e benessere… andavo a dormire, contento di quella giornata, contento che la mattina Larisa mi faceva gli auguri, e io le facevo gli auguri di natale ortodosso, in quella nottata e giornata senza di quelle, e non ci pensavo più, neanche quando andavo da Benito a bere un caffè, per rimanere sveglio questa giornata che forse sarà lunga, una lunga giornata di lavoro, dove avrò modo di non pensare a niente e di pensare a tutto, senza più intrichi dell’anima che non si risolvono mai, altro che pensieri, altro che misticismi, altro che erotismo, meglio tenere il niente, la spensieratezza, la positività e il ricordo dell’erotismo passato e da venire, senza metafisiche o irrisolvibili questioni filosofiche, e andare avanti così, sapendo che non c’è soluzione, non ci sarà mai soluzione, e l’unica cosa che mi resta da fare è comportarmi ed essere una persona normale, senza estremismi, senza strane credenze e convinzioni, e imparare a stare in mezzo agli altri, e imparare a stare con me senza eccessi di pensieri, senza ideologie da inventare o scoprire, senza rivelazioni mistiche che cambino la mia vita, senza erotismi su cui costruire impalcature di credenze e pensieri, e andare avanti così, senza dare i numeri e pensare agli anni passati, agli anni a venire, al tempo, e a chissà che cosa, semplicemente vivere e non fermarsi lì ogni volta su pensieri assurdi, e andare avanti, andare avanti tra il niente, la spensieratezza, la positività e il ricordo dell’erotismo…

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