Ispirazioni, Prosa Poetica, Ricordi, Visioni

Sempre avanti nell’ispirazione infinita…

Risveglio giusto, senza troppi pensieri, là dove la musica ieri notte aveva il suo corso, fino a non smuovermi più, riprendere la vita di sempre, con la giusta stabilità, il corso del tempo che non è finito, non è iniziato, prosegue semplicemente il suo corso, come se non ci fosse stato nessun capodanno, far sfumare la percezione del tempo in nome della continuità e della stabilità… riprendere come sempre a raccogliersi, prendere come sempre i soldi la mattina per le varie commissioni, andare dal benzinaio, che aveva finito la benzina e stava arrivando il camion a caricare nuova essenza, dover tornare, pagare cinque euro e andare… da Benito, senza che le sue bestemmie mi facessero più male, ricordare Leida e il suo incantesimo, che svelava il significato mistico di tutte le bestemmie, là da Benito che non c’era un cane stamattina, alle nove, strano, mi dicevo, scambiare due parole con lui, senza dar troppo peso alle immagini di politica italiana sparse qua e là, e fregarsene se il bar dei cinesi non ha ancora riaperto, e non si sa quando riaprirà, e non so neanch’io quando ci tornerò… due parole, né di più, né di meno, un salto al bar come tanti, là dove molta gente fa discorsi come quelli che sento sul lavoro, politica italiana, le solite bestemmie, i soliti discorsi da bar all’italiana… essere quasi d’assetto lavorativo, se non avessi deciso di prendermi una vacanza di una settimana, dopo la terribile e mistica settimana scorsa con la febbre a 39, dove mi veniva in mente tutta la mistica del mondo, tutto lo scibile umano, pensieri davvero febbrili che vanno solo superati, e ricordarsi che questa settimana ho già i miei due libri con cui tenermi impegnato, Batman Apollo e Genocidal Organ, e due libri bastano e avanzano, senza bisogno di inventarsi nuovi libri da cercare in biblioteca, senza rompersi le scatole a scappare per forza in biblioteca… l’immagine di Inna nella stanza che avrebbe bisogno di più colore, un rosso più acceso, che però non mi posso permettere finché non avrò i soldi per cambiare o far ricaricare la cartuccia, farsi venire quasi la voglia di lavorare per avere un po’ più soldi disponibili, ma mi sa che questa settimana riposerò… dover chiamare mio fratello per mettersi d’accordo sul 6 di gennaio o non si sa quando, quando i ragazzi verranno a ritirare il loro gioco, quando si starà ancora un po’ assieme, e se ieri era giornata di Barresi, oggi sarà giornata di mio fratello, due parole al telefono, niente di più… passare al Carrefour e scambiare due parole con Lieta, quella ragazza che mi ha sempre ricordato Xhuliana, lei che stava lì a mettere a posto la roba nel banco frigo, due parole se si poteva spostare che dovevo prendere gli yogurt, aspetta, mi diceva, e poi se ne andava e mi diceva di chiudere, va bene, e andavo avanti a fare la mia spesa, pensando un po’ a Lieta, un po’ a Xhuliana, e il desiderio e il ricordo erotico si mischiavano, dandomi quella giusta sensazione erotica che ti fa sentire vivo, fantasie e ricordi, alla luce del giorno, che l’energia erotica non è per niente finita, ed è ancora libera… passare per la cassa e pagare, con in mente solo Lieta e Xhuliana, e fermarsi poi nel parcheggio del Carrefour a fumarmi una sigaretta, alla luce del sole di questo febbraio, quel sole piacevole che non dà fastidio a nessuno, pieno del ricordo di Xhuliana e del desiderio di Lieta, pensando che in fondo mi basterà aspettare ancora un po’ e Ana tornerà quando sarà il momento… e mi passava davanti Herzl che si fumava anche lui una sigaretta, stava andando probabilmente al lavoro, e mi ricordava di quella stupida e impazzita notte quando cercavo Manuela e chiedevo di lei a lui, quando ancora non sapevo che tutto l’incantesimo era dovuto a Leida, ricordi che passavano, erotismo che si mischiava al vissuto, desideri e ricordi, modi di sentire… finire la mia sigaretta e riprendere la macchina e andare dal benzinaio, a fare altri 15 euro di benzina, là dove si era fermato perché la benzina del distributore era finita… e finire così anche quasi i soldi, che mi rimangono solo quelli per le sigarette domani, e già pensare ai prossimi soldi da spendere, che quasi mi viene da chiamare il negozio delle cartucce, e sarà la prossima cosa che farò in effetti, per avere un’idea del prezzo, per capire quanto dovrò spendere, se hanno disponibile quella cartuccia, e già pensare ai prossimi soldi da spendere, senza ritegno, altro che moderazione! Qua si spende e si spande senza ritegno, e me ne frego… e così comincia la giornata, con tutte le sue buone premesse, e non c’è più molto da pensare, forse solo ad Ana quando tornerà, forse alle uscite con Barresi e Fizi, forse alle giornate sul lavoro, all’incontro con il dottore, al tempo libero fatto di letture, alle prossime rivelazioni e ai prossimi cambi d’umore, senza più assoluti da ricercare, ma questa vita in continuo cambiamento e divenire, con il mio giusto orientamento spirituale ed erotico ritrovato, senza eccessi, la mia voglia di vivere anche in mezzo a gente che non mi va giù al cento per cento, ma così è la vita, e ora pensare alle cose più pratiche, capire davvero quanto costa quella cartuccia, chiamare mio fratello, occupare la giornata, riposare ancora un po’ e poi avanti, sempre avanti nell’ispirazione infinita…

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