Pensieri liberi

Nell’irrompere del ricordo e del desiderio di Leida…

Delirio dalle mille e una notte, ieri, dopo aver letto tutto il giorno in russo Batman Apollo, un casino in testa che non finiva più, tutti gli uomini politici del mondo, Putin, Edi Rama, Trump, Macron, Kurz, e cercare l’identificazione finale, che non arrivava, il mondo della politica, il tempo, l’escatologia dei tempi, la fine di ogni cosa, il sultano che si era comprato il Salvator Mundi di Leonardo da Vinci, tutte le religioni in me, senza più alcun senso, e il ricordo di Amalia che riaffiorava per farmi rivedere tutte le puttane di questi ultimi anni, essere come indeciso su chi rievocare, e dal profondo il riemergere di Leida, la sua energia erotica, l’ultimo anno folle con lei, le fantasie erotiche, il desiderio senza fine e i deliri politici che si trasformavano in deliri erotici, un’ondata senza fine di sensazioni, e non aver neanche voglia di aspettare e uscire magari con Isabela che non mi ispirava o con la sua amichetta magrolina che comunque il primo di gennaio non lavora, e un delirio senza fine, quasi da finire in psichiatria se avessi esternato tutto il caos che c’era dentro di me, le lingue tedesche, albanesi, russe che si mischiavano, le suggestioni di quei paesi, di quelle storie, di quelle ragazze, e il senso religioso che andava in tilt, senza più alcun senso, mentre ai pensieri bacchettoni si sostituivano pensieri di libertà, e allora ricordare con tutta la fantasia e il ricordo erotico l’ultimo anno con Leida, l’energia che ritornava, il desiderio sparuto di dieci anni fa e quel desiderio lontano di Amalia che si rifaceva su Katia, su Leida, su tutti i ricordi erotici, e riaprire VK per rifarsi gli occhi e guardare ragazze e ragazzine vestite succintamente, che rifacevano gli occhi, rifacevano il desiderio, gli davano nuova vita e nuova energia, mentre ricordavo la doppia visione pornografica quella notte con Aleksia, quando alle immagini si aggiungeva lei che mi serviva con le labbra, e nel fondo della notte ritrovare di nuovo Leida, come dopo quei mesi dagli avventisti, quando il desiderio era più forte di qualsiasi astinenza ed ascetismo religioso, e ancora una volta lei irrompeva, tra quelle immagini e quei ricordi, solo per essere sognata, desiderata ed evocata, nell’orgia di pensieri dionisiaci che mandavano in brandelli ogni pratica di raccoglimento e di preghiera, ritrovarsi di nuovo ad essere ateo, dopo il caos del mondo, dopo l’astinenza di quasi un mese, tra influenza e stanchezza, e non andare più in cortocircuito con la fine dei tempi, le sette religiosi, i pensieri metafisici ed escatologici, ancora una volta il desiderio per Leida irrompeva, anche se lei non c’è più, ma c’è ancora il desiderio per lei, i ricordi erotici, ed evocarla mi ridava tutta l’energia e la stessa sensazione di piacere e voluttà senza più sensi di colpa e chiusure dell’anima, come quando vado da quelle ragazze, ed evocarla di nuovo era un piacere immenso, al di là del conto del tempo, al di là di tutti i pensieri periferici che vogliono relativizzare il senso del tempo e il suo significato mistico e religioso, e rinascere ateo con il sapore di libertà ed erotismo, senza più andare in loop tra religioni e politica, senza più delirare, là dove l’evocazione poteva solo fare bene a fare repulisti di pensieri, ad alleggerire i pensieri e le occupazioni, e mi liberavo da quei pensieri, con quelle nuove immagini di bellezza erotica, con il ricordo e la fantasia e il desiderio di Leida, e l’evocazione sapeva di ritrovata libertà e ateismo, con la giusta coerenza delle mie azioni nel corso degli anni e il mio modo di essere con gli altri e con me, senza più deliri religiosi e politici, e irrompeva di nuovo il desiderio di Leida per spianare una visione del mondo liberata da troppi lacci mentre ripulivo anche le immagini e i vecchi file da computer e tablet per far riniziare il tempo senza più un sacco di pensieri inutili e l’erotismo e la libertà sapevano delle idealità da seguire insieme con la coerenza del mio essere ateo senza più bisogno di buttarmi giù e raccogliermi in qualche meditazione o preghiera senza senso, delirio di una volta, scatenato da Amalia, Katia e Julia, l’erotismo che voleva spiritualizzarsi ma faceva solo più casino di prima, il rimedio che è peggio del male, e vivere tranquillamente l’erotismo e la sessualità, i ricordi, i desideri, senza più lacci dell’anima, consapevole comunque che la vita non è solo erotismo, è un sacco di mille altre cose, nel mosaico infinito di pensieri e immagini e desideri, con il nuovo ateismo che sa di libertà, piacere e umore positivo, come mi insegnavano, e della religione rimane solo la voglia di stare bene insieme agli altri, una ricerca del bene che sa di benessere psicofisico, la vera salvezza, e il tempo e la metafisica dei tempi e del senso si relegavano a deliri politici e religiosi senza capo né coda, e solo l’irrompere del ricordo e del desiderio di Leida ridava quel piacere sperduto che tutto risanava solo per ridare benessere all’anima e al corpo e così potevo dormire, liberato da un sacco di pensieri regurgitati dallo star male dell’influenza che mi gettava in una dimensione parallela, solo per far terminare quei pensieri metafisici ed escatologici troppo nutriti in questi due anni, dai tempi degli avventisti e dei bahaì, solo per spazzare via quel sentire, per portarlo a termine e accorgersi ancora una volta dell’irrompere del desiderio che tutto spazza via, nel ricordo di Leida e della sua evocazione, che stamattina non avevo neanche remore ad andare al bar dell’ateo Benito, del bar pieno di bestemmie, là dove alla divinità ormai si sostituisce solo il benessere, la libertà, il desiderio, la positività, e scambiavo anche due parole, come una specie di vecchio amico ritrovato, senza più conflitti religiosi o politici in corso, senza legarmi di nuovo a quel bar per forza, libero di andare agli altri bar come mi gira, per parlare con Miryam, con Bruna, o all’altro bar dei cinesi, o altrove, in tutta libertà, e il ricordo e il desiderio di Leida mi accompagna e mi dà forza, senza gettarmi in antichi stati d’animo pieni di sensi di colpa e di bisogno di redenzione, là dove la logica religiosa ormai ha perso il suo senso nel mondo libero e di voluttà, che non ho neanche troppa voglia di cercare ragazze come Ana il più presto possibile, perché, come dopo di loro anche un’evocazione non è niente di che, e non c’è niente da lavare l’anima se non ripulirla da troppe idee sbagliate, pratiche sbagliate, convinzioni sbagliate, e rinasco ateo, pieno di libertà, benessere e positività, nell’irrompere del ricordo e del desiderio di Leida…

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