Pensieri liberi, Riflessioni, Visioni

Nei giusti equilibri della vita…

E fare un giro ancora dal Barresi, così, per scambiare due parole, dopo che il primo pomeriggio passavo in biblioteca a riconsegnare i libri… parole su parole, con il Barresi, su come Fizi a un certo punto si era rotto le scatole delle tipe, segno che anche lui ad un certo punto aveva assaporato l’ebrezza dell’hybris erotica, con tutte quelle ragazze conosciute su tinder, lo stesso che era avvenuto a me tra quelle troppe ragazze, tra Leida, Ana, Marina, Isabela, Olimpia, Manuela, troppe ragazze, davvero, troppe ragazze… e mi veniva da ridere in effetti, mentre nel pensiero avevo sempre Leida nei discorsi del Barresi, e ricordavo l’anno passato e l’incantesimo che lei mi ha fatto, che riveva ancora in questi giorni dell’anno… ma non mi definirò più ateo, non mi conviene, meglio sempre mantenere una qualche forza superiore, qualche forza irrazionale e inconoscibile, quel giusto antro della follia che ha bisogno di essere distanziato perché non irrompa come irrompeva ieri notte, tra deliri su deliri, e l’unica via d’uscita era l’errore dell’incantesimo di Leida che ancora mi attraversava… e si parlava di tutto e di più con Barresi, del lavoro, di andare all’estero, di Fizi e delle sue stranezze, delle stranezze di tutti, vite normali che si incrociano, anni che passano, l’amicizia che resta, e se anche Leida mi aveva tirato l’incantesimo un minimo di verità c’era nelle sue parole, quando mi diceva di stare vicino ai miei nipoti, oppure di stare vicino agli amici, che pensavo di aver lasciato, solo per darmi alle tipe in tutto e per tutto… no! Ci vogliono anche gli amici ogni tanto, ed oggi era l’esempio lampante, quando la sola idea di stare tutto un giorno in biblioteca a leggere chissà che cosa non mi aiutava per niente, e anche Michela mi salutava dicendomi che io ero a posto, in fondo, e che era giusto che quei libri lì riconsegnati fossero gli unici che passassero tra le mie mani quest’oggi, dopo che anche la lettura di “Batman Apollo” o di “Gyakusatsu kikan” diventava troppo pesante, senza contare il russo da una parte e l’inglese dall’altra… ci voleva un po’ di questo mitsein insieme agli altri, con Barresi, con sua madre che sul finire del pomeriggio compariva, scambiare due parole, così come vedere Michela, e non essere sempre ingabbiato qui tra i discorsi di mio padre, di Stas, di Larisa, di mia madre, di mia zia, di Marco, che ci voleva davvero una via d’uscita che trovavo solo nelle amicizie, là dove le riflessioni teologiche e politche ad un certo punto si trasformavano in delirio e ritrovavo solo la follia completa del ricordo di Leida e del suo incantesimo, e avevo davvero bisogno di andare al di là del suo incantesimo… che sarà meglio se mi prenderò un periodo di vacanza da quelle troppe tipe, me l’ero già detto ed è meglio che me lo ripeto, meglio prendersi un periodo di riposo e di vacanza da troppe puttane, che è già un bene che Ana torni solo a febbraio, e sarà già un piacere aspettarla, mentre non dovrò tendere la corda troppo, se non voglio star male, ed è giusto ogni tanto stare davvero insieme agli altri, e se oggi c’è stato Barresi e Michela, domani magari sentirò mio fratello per mettermi d’accordo sul giorno dell’Epifania, quando regalare ai miei nipoti Fifa18… e va bene così, con queste amicizie ritrovate, con la visione possibile di passare serate a parlare con gli amici, senza più la claustrofobia di dover solo parlare con quei colleghi di lavoro più attempati, dove non c’è molto da discutere, e andrà bene così con questa prospettiva di nuove uscite, di nuovi discorsi, di normalità ritrovata, insieme ad un minimo di orientamento spirituale, che accomuna me ed altri amici che hanno trovato nell’oriente la loro spiritualità, e anche questo è un tratto comune, così come era un tratto comune cercare le ragazze facili, così come è un tratto comune ad un certo punto darsi una calmata, così come è comune a volte non scappare all’estero alla ricerca di non si sa che cosa, ma meglio cercare un po’ di stabilità al proprio paese, anche a costo di sognare il sogno americano più scontato: un lavoro, una donna e due figli, una casa indipendente e due macchine, e qualche amicizia e niente di più, il sogno comune americano che accomuna tutte le nostre vite, al di là di spiritualismi ed erotismi, al di là di amicizie e modi di vivere, trovare anche nelle piccole stravaganze e stranezze una qualche forma di normalità, senza più quel sogno giovanile di una volta di voler per forza diventare qualcuno, di dover sfondare, di dover diventare una di quelle superstar che nei nostri vent’anni idolatravamo fino ad idolatrare noi stessi e i nostri pensieri, la nostra vita, la nostra energia esagerata dei vent’anni… e va bene così, con un minimo di stabilità, una via d’uscita dai discorsi del lavoro che possono ora trovare amicizie per raccontarsi, vie d’uscita non solo femminili, la possibilità di parlare, di confrontarsi, per non finire più in universi assoluti, metafisici e spazio temporali deliranti come ieri notte a quel pensare di politica e religione che mi stava mandando dritto dritto in manicomio un’altra volta, se non fosse intervenuta la fantasia erotica di Leida, il suo incantesimo, forse a fare più danni, ma a fare semplicemente tutto ciò che è normale che succeda quando una tipa ti fa un incantesimo… ed è bello ritrovare amicizie, è bello sapere che nonostante tutto tutto è ancora nella norma, che vorremmo tutti quanti uscire dalla norma, eccellere, strabiliare, vivere d’eccessi, godere all’infinito, quando tutto questo porta solo all’autodistruzione e la vera felicità sta invece nella normalità… ritrovare amicizie, ritrovare i giusti discorsi, ritrovare una visione di un futuro fatto di confronti e parole, di vita dove si attende la tipa giusta, dove ci si dà da fare e dove ci si dà anche all’intrattenimento, alla cultura, ai propri interessi, e anche alle parole, allo stare insieme agli altri, senza stressarsi troppo, senza esagerazioni, senza ricerche di eccessi, senza però dimenticare gli eccessi passati, in quelle tante eccezioni che ci sono state, sapendo che periodi di eccessi si alternano a periodi di moderazione, come è giusto che sia, così come è per gli alti e bassi della vita, così come è con i sogni di evasione e la stabilità alla ricerca del principio di realtà, nei giusti equilibri della vita… e così questa serata può anche andare avanti, sapendo ancora di qualcosa, svagandosi un attimo come la vita normale di tutti, senza sognare eccessi e vite sregolate, senza mettersi degli obblighi, ma neanche dei divieti, in pura libertà, con la giusta via di mezzo, e andare avanti così, come vorrà la serata, con i giusti pensieri, le giuste visioni, nei giusti equilibri della vita…

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Pensieri liberi

Nell’irrompere del ricordo e del desiderio di Leida…

Delirio dalle mille e una notte, ieri, dopo aver letto tutto il giorno in russo Batman Apollo, un casino in testa che non finiva più, tutti gli uomini politici del mondo, Putin, Edi Rama, Trump, Macron, Kurz, e cercare l’identificazione finale, che non arrivava, il mondo della politica, il tempo, l’escatologia dei tempi, la fine di ogni cosa, il sultano che si era comprato il Salvator Mundi di Leonardo da Vinci, tutte le religioni in me, senza più alcun senso, e il ricordo di Amalia che riaffiorava per farmi rivedere tutte le puttane di questi ultimi anni, essere come indeciso su chi rievocare, e dal profondo il riemergere di Leida, la sua energia erotica, l’ultimo anno folle con lei, le fantasie erotiche, il desiderio senza fine e i deliri politici che si trasformavano in deliri erotici, un’ondata senza fine di sensazioni, e non aver neanche voglia di aspettare e uscire magari con Isabela che non mi ispirava o con la sua amichetta magrolina che comunque il primo di gennaio non lavora, e un delirio senza fine, quasi da finire in psichiatria se avessi esternato tutto il caos che c’era dentro di me, le lingue tedesche, albanesi, russe che si mischiavano, le suggestioni di quei paesi, di quelle storie, di quelle ragazze, e il senso religioso che andava in tilt, senza più alcun senso, mentre ai pensieri bacchettoni si sostituivano pensieri di libertà, e allora ricordare con tutta la fantasia e il ricordo erotico l’ultimo anno con Leida, l’energia che ritornava, il desiderio sparuto di dieci anni fa e quel desiderio lontano di Amalia che si rifaceva su Katia, su Leida, su tutti i ricordi erotici, e riaprire VK per rifarsi gli occhi e guardare ragazze e ragazzine vestite succintamente, che rifacevano gli occhi, rifacevano il desiderio, gli davano nuova vita e nuova energia, mentre ricordavo la doppia visione pornografica quella notte con Aleksia, quando alle immagini si aggiungeva lei che mi serviva con le labbra, e nel fondo della notte ritrovare di nuovo Leida, come dopo quei mesi dagli avventisti, quando il desiderio era più forte di qualsiasi astinenza ed ascetismo religioso, e ancora una volta lei irrompeva, tra quelle immagini e quei ricordi, solo per essere sognata, desiderata ed evocata, nell’orgia di pensieri dionisiaci che mandavano in brandelli ogni pratica di raccoglimento e di preghiera, ritrovarsi di nuovo ad essere ateo, dopo il caos del mondo, dopo l’astinenza di quasi un mese, tra influenza e stanchezza, e non andare più in cortocircuito con la fine dei tempi, le sette religiosi, i pensieri metafisici ed escatologici, ancora una volta il desiderio per Leida irrompeva, anche se lei non c’è più, ma c’è ancora il desiderio per lei, i ricordi erotici, ed evocarla mi ridava tutta l’energia e la stessa sensazione di piacere e voluttà senza più sensi di colpa e chiusure dell’anima, come quando vado da quelle ragazze, ed evocarla di nuovo era un piacere immenso, al di là del conto del tempo, al di là di tutti i pensieri periferici che vogliono relativizzare il senso del tempo e il suo significato mistico e religioso, e rinascere ateo con il sapore di libertà ed erotismo, senza più andare in loop tra religioni e politica, senza più delirare, là dove l’evocazione poteva solo fare bene a fare repulisti di pensieri, ad alleggerire i pensieri e le occupazioni, e mi liberavo da quei pensieri, con quelle nuove immagini di bellezza erotica, con il ricordo e la fantasia e il desiderio di Leida, e l’evocazione sapeva di ritrovata libertà e ateismo, con la giusta coerenza delle mie azioni nel corso degli anni e il mio modo di essere con gli altri e con me, senza più deliri religiosi e politici, e irrompeva di nuovo il desiderio di Leida per spianare una visione del mondo liberata da troppi lacci mentre ripulivo anche le immagini e i vecchi file da computer e tablet per far riniziare il tempo senza più un sacco di pensieri inutili e l’erotismo e la libertà sapevano delle idealità da seguire insieme con la coerenza del mio essere ateo senza più bisogno di buttarmi giù e raccogliermi in qualche meditazione o preghiera senza senso, delirio di una volta, scatenato da Amalia, Katia e Julia, l’erotismo che voleva spiritualizzarsi ma faceva solo più casino di prima, il rimedio che è peggio del male, e vivere tranquillamente l’erotismo e la sessualità, i ricordi, i desideri, senza più lacci dell’anima, consapevole comunque che la vita non è solo erotismo, è un sacco di mille altre cose, nel mosaico infinito di pensieri e immagini e desideri, con il nuovo ateismo che sa di libertà, piacere e umore positivo, come mi insegnavano, e della religione rimane solo la voglia di stare bene insieme agli altri, una ricerca del bene che sa di benessere psicofisico, la vera salvezza, e il tempo e la metafisica dei tempi e del senso si relegavano a deliri politici e religiosi senza capo né coda, e solo l’irrompere del ricordo e del desiderio di Leida ridava quel piacere sperduto che tutto risanava solo per ridare benessere all’anima e al corpo e così potevo dormire, liberato da un sacco di pensieri regurgitati dallo star male dell’influenza che mi gettava in una dimensione parallela, solo per far terminare quei pensieri metafisici ed escatologici troppo nutriti in questi due anni, dai tempi degli avventisti e dei bahaì, solo per spazzare via quel sentire, per portarlo a termine e accorgersi ancora una volta dell’irrompere del desiderio che tutto spazza via, nel ricordo di Leida e della sua evocazione, che stamattina non avevo neanche remore ad andare al bar dell’ateo Benito, del bar pieno di bestemmie, là dove alla divinità ormai si sostituisce solo il benessere, la libertà, il desiderio, la positività, e scambiavo anche due parole, come una specie di vecchio amico ritrovato, senza più conflitti religiosi o politici in corso, senza legarmi di nuovo a quel bar per forza, libero di andare agli altri bar come mi gira, per parlare con Miryam, con Bruna, o all’altro bar dei cinesi, o altrove, in tutta libertà, e il ricordo e il desiderio di Leida mi accompagna e mi dà forza, senza gettarmi in antichi stati d’animo pieni di sensi di colpa e di bisogno di redenzione, là dove la logica religiosa ormai ha perso il suo senso nel mondo libero e di voluttà, che non ho neanche troppa voglia di cercare ragazze come Ana il più presto possibile, perché, come dopo di loro anche un’evocazione non è niente di che, e non c’è niente da lavare l’anima se non ripulirla da troppe idee sbagliate, pratiche sbagliate, convinzioni sbagliate, e rinasco ateo, pieno di libertà, benessere e positività, nell’irrompere del ricordo e del desiderio di Leida…