Ispirazioni, Pensieri liberi, Ricordi, Visioni

Ispirazione infinita: la femminilità…

Ah! Ispirazione infinita, passare al Carrefour e beccare in coda tre donne, tra cui una ragazza e due più attempate, forse parenti, le loro parole stupide, la ragazza che prendeva in mano una copia di quelle riviste femminili, con in copertina Cecilia Rodriguez, la scartavo subito quella ragazza, anche se solo la voce mi attraeva, anche il suo corpicino, le sue fattezze, quel volto che non vedevo, ma poi la rivista la rimetteva a posto, mentre le tre donne parlavano di cose femminili, di “strafighe”, e pensavo ad Ana, a chissà chi, a Manuela che ultimamente non becco più, al mio periodo psicotico per lei e Leida, alla mia ipersessualità, ma quelle voci mi davano la carica, la gioia, dopo che sul finire del lavoro in un’altra officina scambiavo due parole con i giovani meccanici, come degli amici, e mi sentivo più vivo, più vivace, più sveglio, anche quando lo schermo del Carrefour con la fotocellula mi chiamava alla cassa numero 4, già intasata, e infatti c’era là Alfredo il napoletano alla cassa che mi diceva di tornare indietro, “Ah! E’ la fotocellula impazzita!”, dicevo, e me ne tornavo indietro, verso le tre donne, e dicevo: “Mi hanno detto di tornare indietro!”, e sentivo subito chiamare alla cassa numero 2, “La due?! Ah sì!”, e c’era in effetti Elena la cassiera più grande di me che prendeva posto, e me ne andavo verso la due, insieme con le tre donne… pagavo i miei hamburger di pollo e i miei fagioli, come la dieta vuole, e sentivo ancora quelle tre donne che parlavano di non so che, che non si capiva, insieme con la cassiera: “Che brutta!”, diceva, non so riferito a chi o a che cosa, e me ne andavo non sapendo se escludere il pensiero di quelle donne o invece farlo rivivere in me… e me ne andavo dal Carrefour con in testa solo l’idea di cenare e ascoltare la musica, per liberarmi dalla giornata e da chissà quali pensieri… e poi sì, cenavo, e mi rilassavo ascoltando la musica, dove ogni nota e ogni canto era accompagnato dal ricordo di quella ragazza, dal ricordo sempre vivo della ragazza perduta per sempre, Katia, e ogni nota, ogni mio cantare era dedicato a lei, e ritrovavo l’oggetto perduto della voce di lei, della sua bellezza, rievocata da quella ragazzina, e pensavo anche ad oggi al ristorante, con quella Noemi proprio carina, la cameriera, anche a quando si rivolgeva a mio padre con il lei, in modo un po’ forzato, un po’ ridicolo, o a quando mi lasciava lì il caffè buttato lì così sul tavolo, che maniere, pensavo, lo fa un po’ apposta, forse? Mentre altri due seduti ad un tavolo, uno più furbo e più grande di me e di lei si poteva permetterla di chiamarla “amore” o dirle che “voleva una lurida”, una lurida, la brutta e lurida Leida, mi viene ora da pensare, eppure affascinante come poche, intrigante, manipolatrice, ma ora che non c’è più è anche meglio, mentre mi posso buttare con tutta l’anima in questa infinita ispirazione di Noemi e della ragazza senza nome lì al Carrefour e di tutta la musica che avrei loro dedicato, tutto il canto, come quando a volte mi sembra di cantare per Katia in quella scuola adolescenziale piena di figa, che mi dà sempre infinita ispirazione, che non c’è più bisogno di pensare a chissà quali divinità, a quali nomi divini, a quali preghiere, a quali messia e mahdi, ma lasciare libera la mente di vagare nel desiderio di queste ragazze, desiderio solo di bellezza, di voce e di canto, le cose perdute di un passato che è sempre presente, con la bellezza femminile, infinita ispirazione… e va bene così, va davvero bene così, dopo gli attimi di canto e la musica, che mi posso liberare e mi libero, che stamattina mi rendevo conto di quanto ultimamente io stessi studiando e lavorando troppo e che per fortuna c’è sempre questa infinita ispirazione femminile che mi distoglie dai troppi impegni, dal troppo stress e mi fa volare l’anima… ispirazione infinita, la femminilità in tutte le sue forme, che ogni ragazza carina è sempre ispirazione infinita e non ci sarà mai fine e mai altro modo di trovare l’ispirazione se non in loro, nella loro bellezza, nella loro voce, come in quella stupida ragazzina del Carrefour, come la cameriera Noemi lì al ristorante, che a volte mi viene da pensare a come ci avevo provato con Rudina in quell’occasione speciale al ristorante a Ksamil, cosa che ora non mi potrei permettere allo Sharm, eppure va così, l’ispirazione infinita, l’ispirazione infinita che trovo nella femminilità, e non c’è altro pensiero, non c’è altra elucubrazione, non c’è nient’altro che mi possa dare quella gioia che mai proverei, e quel senso di stare in mezzo agli altri ora con più calma, come con degli amici della mia età, come quei giovani meccanici oggi sul lavoro, e non c’è modo di essere più positivo che non pensare a questa ispirazione infinita: la femminilità…

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