Pensieri liberi, Visioni

Un mosaico infinito…

Camminata serale, esercizi di riscaldamento per bruciare qualche caloria, dopo una giornata di lavoro che di lavoro non è stata, per lo più passata a guardare la televisione tedesca, a leggere articoli in tedesco, a concentrarsi sempre di più e cominciare a capire questa lingua, rimanendo concentrato… la disciplina che ci vuole per fumare anche solo un po’ di meno, dimezzare quasi in questi tre quattro giorni, una soddisfazione di certo, e impegnarsi per continuare così, o anche meglio… le strane visioni di cercare di essere quasi come un uomo da Men’s Health, mentre invece sono solo i consigli di Eugenia di una volta che mi aiutano in questa svolta vagamente salutista, le icone ortodosse che danno quiete, l’idea che altra gente si perde con le religioni orientali, io un po’ con tutte, quando sono stanco, veramente stanco, che tutti i pensieri si risolvono solo in una quiete di una divinità lontana che non chiede niente, e la vita diventa quasi un’opera monastica… la stanchezza, che ieri sera mi buttavo a dormire alle otto e mezza e dormivo difilato fino a stamattina alle otto, salvo la breve pausa per prendere la medicina alle undici di sera, e fumarmi una sigaretta che avrei potuto evitare, la stanchezza, la stanchezza del lavoro che ti fa sentire bene, quella giusta stanchezza che non ha bisogno di troppi pensieri sofisticati, di stramberie, di niente… che il mondo attorno mi sembra svuotato dei suoi simulacri che compaiono davanti agli schermi dei televisori, in casa, al ristorante, sugli schermi dei cellulari, dei tablet, di internet, che del mondo virtuale non rimane più niente o quasi… neanche più quelle ragazze conosciute e aggiunte su Facebook, ragazze di università, nessuna che mi piaccia davvero, le ultime volte che ho chattato con Marta e Marina che non significano niente, la loro insignificanza… e stare bene così, con questa stanchezza, che non ho niente da chiedere se non aspettare il fine settimana e il riposo, il continuare a immergersi nella lingua tedesca, così per imparare, per non spegnere troppo il cervello, la lettura de “La tregua” che continua, uno dei libri più belli mai letti, e insieme altri saggi, altri libri, la storia dell’ebreo errante, dall’antichità ad oggi, un giorno che forse vorrò leggere la storia della chiesa cattolica, ci sarà forse qualche libro in biblioteca, chissà, più avanti forse, per ora non mi va… il film de “Lo cunto de li cunti” dalla fotografia superba e iperbolica, la storia e l’intreccio un po’ meno, ma comunque un film da vedere di certo, quest’altro “L’uomo che verrà” che aspetta di essere visto, storie lente, di un passato che non c’è più, storie stanche, come ci vuole in questo periodo, senza colpi di adrenalina, ma senza neanche vaneggiamenti o deragliamenti della mente, come stasera a passare al Carrefour e incrociare Manuela senza bisogno di far deragliare i pensieri, quelle volte che la vedevo e pensavo a Leida, ora che Manuela c’è ancora, ma Leida non c’è più, cosa c’entrava poi Manuela, una semplice cassiera? Non lo so neanch’io… il “dopo Leida” che non è niente di travolgente, nessuna passione forte, nessuna tempesta, solo il vago desiderio a volte, nella notte, di possederla di nuovo, di giocare con lei a giochini erotici, e il ricordo di Ana dell’ultima volta che basta a farmi andare avanti e a farmi sentire a posto, nonostante tutta la stanchezza… scrivere perché non lo so neanch’io, come a consegnare questa sensazione a qualche futuro incerto, impossibile da intravedere, e intanto, in questi giorni, per sentirmi la coscienza a posto, mando ancora cv online, così, per puro sentirmi a posto, così come per le sigarette, la dieta, la camminata, la ginnastica, e niente di più… un minimo di regole che ritornano, per sentirmi bene, per il mio bene, come diceva Eugenia una volta, la benedizione della casa e dell’officina da parte dei preti settimana scorsa, una scarica di energia positiva, nonostante tutto la religione ha ancora la sua parte, nonostante tutti i libri filosofici e laici letti nell’ultimo periodo, una religione epurata del suo lato fondamentalista e onniavvolgente, una parte che sta forse alla base di tutto, ma tutt’attorno ci sono anche un sacco di altre cose, ognuna importante, per comporre un mosaico infinito dove ritornano tutte le caselle, così, tessera per tessera… le immagini seducenti di ragazzine e modelle erotiche viste per sbaglio su quel social russo, quasi a rifinire di nuovo l’altro giorno nel tunnel di questa primavera, tra il desiderio di Leida, la follia per Manuela, la curiosità per Marina, la voglia di Ana, caos totale che ci ripenso meglio a buttarmi in quelle immagini, in quei siti, non è il momento, non mi va di ripetere quel tuffo nell’erotismo… ragazzine albanesi che mandano dirette streaming su Instagram, la curiosità per quelle scolarette, la loro bellezza che fiorirà non si sa quando, la vaga comparazione con quella mia nipote che fa le medie, le storie dei nipoti, le feste natalizie che si avvicinano, la vaga impressione di dover rivedersi con i parenti, mio fratello che diceva di smettere di fumare, quel marito di mia cugina che invece aveva ripreso, le nipotine, i nipoti, i parenti, chissà cosa mi aspetterà in questo natale… il mio trentatreesimo compleanno che si avvicina, a gennaio, numero simbolico quasi, senza farmi suggestionare, dalla data, dall’età, che saranno sufficienti gli auguri dei parenti, qualche messaggio stupido sui social, la gente che si dimentica, chi si ricorda, che fa gli auguri per convenienza, una data come le altre se non che mi avvicino sempre di più ai quaranta, non farsi prendere male da questi numeri, non lasciarsi suggestionare, andare avanti così come viene, senza troppi pensieri, concentrandosi invece sul lavoro, la dieta, gli studi, la ginnastica, il tabagismo, la musica, le letture, i film, distrarsi, in una parola distrarsi, in questo mosaico infinito di attività… la sera che è già qui, un film che aspetta di essere visto, la stanchezza, la stanchezza, e un mosaico infinito… scrivere sapendo già che non diventerai mai un libro di quelli che stanno nella corsia che porta alle casse, lì al Carrefour, scrivere sapendo che non sei neanche un fashion blogger, o uno attento alle mode del momento, tu che non sei hippie, hipster o yuccie, e neanche yuppie, tu che forse ti accorgi di essere l’uomo più tradizionalista di sempre, con le sue trasgressioni millenarie, niente di nuovo sotto il sole, niente mode da seguire, niente stramberi, niente, forse solo un po’ di orientalismo, ma neanche più di tanto rispetto a chi si professa buddhista o seguace di qualche esotica orientalità… scrivere sapendo che non sarai mai un nobel, continuare a leggere e informarsi, guardare film sapendo che ciò non fa di te un uomo di cultura, un intellettuale, un filosofo, forse sarai al di sopra dell’abitante medio del tuo paesino di provincia, ma tutto questo leggere e questo studiare non fa di te un professore universitario, un intellettuale, un giornalista, o uno scrittore di programmi radiofonici o televisivi… rendersi conto della propria ipocondria, ipercondria, come quel film commedia francese, ipercondriaco, dove ad ogni cosa che si guarda su internet ti rimangono pochi mesi di vita, o hai in un colpo solo tutte le malattie di questo mondo, scrivere e distaccarsi da molte cose, guardare le cose da lontano, il lavoro, la salute, gli studi, i mondi virtuali, le notizie, la storia, ogni cosa, guardata da più lontano, come se non mi tocca, vita quasi monastica e anima rintanata in sé nella sua indipendenza da ogni cosa esterna, in quel mosaico che è il mondo, qualcosa che non mi tange, ma da cui prendo le dovute distanze… guardare da più lontano questo mosaico infinito, questo mondo, questa vita, queste persone, non fasciarsi più la testa per il lavoro, per ora va bene così, intanto mi metto ai ripari esercitando la mente e continuando a conoscere, non si sa mai, teniamoci aggiornati, impariamo a capire il mondo, apriamo la vista, lo sguardo, espandiamo i pensieri, guardiamo tutto e da più lontano, con una visione filosofica sul mondo, c’è sempre infinita ispirazione per riflettere e capire, prendere tanti spunti, da chiunque, da ogni cosa, qua e là, viaggiando, stando fermi, ascoltando, osservando, c’è un mondo infinito su cui filosofare, e non perdere mai quel giusto sguardo sul mondo, eppure starne distaccato, in questo mosaico infinito di pensieri…

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