Ispirazioni, Pensieri liberi, Sogni, Visioni

Con tutta la naturalezza del mondo…

“A che ora finisci?” “Alla una” “Alla una, no, alla uno…”, parlavano così la guardia e la cassiera, ieri, alla uno, là dove mi avevano chiamato, dopo che una signora mi diceva che potevo andare anche senza aspettare la chiamata, “Ah! Si può già andare? Non lo sapevo!”, dicevo, non tanto convinto di quello che diceva la signora, che infatti veniva redarguita dalla cassiera più grande, che le diceva di aspettare… tornavo in coda solo per poi essere chiamato alla uno, già dove mi stavo dirigendo, senza chiamata, e recitavo quel personaggio che pensa solo a fare la spesa, a porre gli oggetti sul rullo, a porgere la tessera, a pagare, a mettere la roba nella borsa, e prendere l’eventuale resto, non una parola di più, niente… quel niente che la sera mi faceva sembrare di essere tornato ad essere un cyborg, un uomo senz’anima, senza voglia di scambiare parole con nessuno, forse solo un uomo stanco, mi rendo conto adesso, e non tanto “chiuso” come mi diceva Leida, come Maria Teresa mi diceva, non negativo come mi diceva Maria Teresa e Dario e Leida, ma semplicemente un uomo stanco, un uomo stufo, di ogni cosa, di questi inganni della mente, che se smetto di essere chiuso lascio via libera alla ‘paroliferazione’ di cavolate, di cose da dire agli altri, fuori luogo, cercando una simpatia che non c’è, e se il destino è quello di essere chiuso dentro di me va bene anche così, nessuno mi obbliga a parlare e fare l’estroverso, quando tutte queste cose non le sento come mie, non fanno parte del mio carattere, non fanno parte di me, e sono stufo di ingiunzioni superegoiche che mi dicono di fare il superuomo, che provoca solo stress, esaurimento, personalità che non sono mie, e sono stufo dei pensieri sul bar, sul supermercato, sulle prostitute, sulle letture forzate, sul dover essere, sugli ideali… no, sono stanco, sono stufo, e non mi interessa se dopo pranzo ho voglia di dormire, se alla sera, come ieri, non riesco a finire di vedere un film e mi butto sul letto per riflettere e pensare e rilassarmi, nessuno mi obbliga a niente, è un periodo così, un periodo stanco, e accetto con più naturalezza quello che sono, non sforzandomi di essere ciò che non sono, per non perdere la mia identità… il lavoro che in questa settimana ancora non è davvero iniziato, e non mi interessa, meglio riposare un po’, ci saranno altri momenti per lavorare, altri momenti per essere più attivo, e non me ne faccio più un pensiero, pensando di scappare altrove, di essere superattivo, di sentirmi importante o indispensabile, non mi interessa, va bene anche così, lavorare poco, ma essere almeno rilassato, e non seguire gli ideali irraggiungibili di una vita frenetica, fatta di lavoro, di film, musica, libri, ragazze, divertimento, adrenalina, energia, no! Se in questo periodo sono stanco va bene così, e non ho depressioni da temere, ho solo da temere eccessivi sforzi intellettuali per essere ciò che non sono, eccessivi sforzi che mi farebbero andare solo in nevrosi, e preferisco essere rilassato e anche un po’ senza energia, l’energia, quando vorrà, ritornerà, nel giusto equilibrio… e il pomeriggio in biblioteca, dopo la mia camminata quotidiana, mi rilassavo a leggere quella rivista Bahaì in biblioteca, che spiegava i fondamenti lapalissiani di quella religione, cose appunto scontate, ma non per questo da dimenticare o da negare, e ogni tanto anche il ripasso delle cose ovvie fa bene… mi prendevo due dvd, quando mi accorgevo che non avevo concentrazione per leggere altri libri, quando ero stufo di leggere, e la sera mi guardavo “East of Eden” con James Dean e l’altra attrice Julie, e mi perdevo in quel film… guardavo la prima parte verso sera, dopo cena, e a metà del film mi spegnevo, pensando a Manuela, al supermercato, al mio essere chiuso, al mio non parlare più con la gente, e mi spegnevo, mi spegnevo… mi addormentavo e facevo strani sogni erotici, dove una certa Vicky, giovane ragazza, del ’92, compariva e si  presentava, in un sogno che sembrava uscito da un film di fantascienza, un sogno che non ricordo neanche più, ricordo solo l’eccitazione per quella ragazza, e come mi svegliavo… mi svegliavo per prendere la mia medicina, che poi invece dimenticavo, e tornavo a dormire solo per risvegliarmi all’una di notte, per prendere la medicina, per finire di vedere quella seconda parte del film… il ragazzo discolo che cerca la madre, il conflitto con il padre, che freudianamente impone la legge della moralità, l’amore del fratello più omologato, che alla fine si perde per il sentimento verso la madre e decide di andare a combattere in Europa, la ragazza di lui che si innamora del fratello più ribelle, ma anche più intraprendente, quando decide di mettere su un business che frutta, e alla fine del film la riconciliazione, con il padre morente, sul letto di morte, e l’amore di quella ragazza… l’amore di quella ragazza, che in lei non vedevo nessun’altra tranne Eugenia, sì, Eugenia, il cui pensiero attraversava tutta la notte, l’amore che era stato per lei, e che forse è ancora, il vero amore, non le follie e l’innamoramento e le psicosi e l’erotismo, ma il vero e proprio amore che me la facevano desiderare come per sempre, al di là della sua bigotteria, al di là della sua bellezza da pubblicità di saponette, e nella notte c’era solo lei, lei che passava attraverso quell’attrice, l’amore di una volta, il vero amore che non ha niente a che fare con le artificialità moderne, l’amore che forse poteva vivere solo in un’altra epoca, non in questa… e davo un’occhiata al suo profilo Facebook, aveva condiviso quell’articolo sui grandi della Sylicon Valley che si stanno disconnettendo da internet per fare una vita più autentica, e mi veniva da sorridere, mentre pensavo alle foto della natura di cui mi sono cosparso, natura che ricordava Eugenia e quel parco, il suo amore per la natura, quella camminata nel verde ogni sera vicino al cimitero, quella naturalezza della quale sono alla ricerca, quella naturalezza al di là di tutte le artificiosità, e nel fondo della notte pensare e visualizzare solo lei, solo Eugenia, per dimenticarmi di tutte le opinioni e le parole di tutti, perché, in fondo alla mia anima, come scrivevo anche nel prologo, c’è solo lei, l’unica ragazza, la romena senza nome che vive in me, che ora ha un nome, Eugenia, l’unica ragazza che mi dava quella tranquillità e quella pace e quel giusto sentire, anche se a volte forse troppo fatto di divieti, che mi portava avanti, e se solo quei mesi d’estate fossero stati adesso mi sarei fatto un’idea più giusta di quei divieti, di quei consigli, e avrei accettato di più la pace dell’anima senza cercare eccessi, come allora cercavo con Leida, dopo Alina, e mi sarei messo in pace, e mi sarei arreso alla naturalezza dei sensi, senza cercare adrenalina ed estasi ed eccitazioni dell’anima, che una volta finita l’ubriacatura dei sensi, non ti lasciano più niente… ma quell’estate è passata, lei è ora in Malesia, andare dagli avventisti ora non ha senso, rischierei dei lavaggi del cervello e uno squilibrio che è già abbastanza forte così com’è, e senza lei, senza Eugenia, non avrebbe senso, mi bastava vederla sorridente e libera in Malesia, insieme ad altri giovani, a fare gli infermieri, le suore e i monaci laici, se questi termini si possono applicare a degli avventisti, e la lascio libera, la lascio libera e cerco di non dimenticarla da me, cerco solo di vivere così come sono, con più naturalezza, senza ideologie e forzature dell’anima, “Sia più naturale…” mi dicevano, ed è giunta l’ora davvero di dire basta ad ingiunzioni e ideali irraggiungibili, modi di vivere da pubblicità o da film thriller e d’azione, basta con le storture intellettualistiche e gli ideali superomistici, voglio solo stare più rilassato, essere più naturale, e non essere fregato ogni volta da quelli che mi dicono di fare di più, di essere così o cosà, di non essere ciò che sono, ora come ora voglio essere solo ciò che sono, con più naturalezza, e voglio lasciar perdere chi di me non capisce niente, e il ricordo va solo a lei, va solo a Eugenia, che si perdeva nell’attrice di quel film, e la lascio libera, ci lasciamo liberi, e con tutta la naturalezza del mondo, che va avanti da sé…

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s