Poesie, Sogni, Visioni

E rimane solo la notte…

Non c’è niente da decidere
tanto con quella ragazza
non è legato affettivamente
forse da parte mia
forse mi sono affezionato
Leida
quando mi mandava fuori di testa
e Marina
lasci libera la porta
verso quelle
è comune
e poi deciderà se con quella ragazza
continuare
oppure lasciarla lì
o restare amici
condividere momenti
non c’è niente da decidere
e sentirsi libero
libero come le nuvole della notte
che si fondono con il dorato
del chiaro di luna
immergersi in quelle sensazioni notturne
in quella voluttà
non fatemi sentire voci umane
di quei tre amici
che si insediavano
nel deserto d’asfalto
nella via chiusa
che apriva le porte della percezione
Olimpia era dimenticata
di lei rimaneva solo
la sua nazionalità
quella Romania
dove ogni volta
finisce il mondo
nell’estasi di piacere
e antichi simboli e schemi
saltavano
nella pura voluttà della notte
e anche di Marina
non mi interessava più niente
là dove non c’è desiderio erotico
è inutile continuare
diventa una tortura
una forzatura
una messa in scena
che forse anche lei ha capito troppo bene
queste ragazze dell’Est
che si vogliono sposare
o fanno il mestiere
o fanno tutte e due le cose messe assieme
lasciamo Marina
ai suoi pensieri sull’opera
ieri sera
alla sua musica
da teatro
un mondo che non è mio
lei che può comprarsi queste emozioni
senza lavorare
e lasciamo anche perdere Olimpia
e quelle sue foto
tra le sue amiche fotomodelle
un po’ povere
tra Armani e Versace
serate di piacere con le amiche
che non reggerei mai
lasciatemi stare
non voglio sentire le vostre
voci
i vostri discorsi
di gente ancora troppo legata alla vita
alle uscite serali
alle amicizie
ai mondi di contatti virtuali
e di apparenze
di mostrarsi agli altri
interessati
io e la mia macchina sportiva nera
mezza scassata
come una Porsche
di Hank Moody
in Californication
io e la mia voglia di vita
nella voluttà della notte
che mi riempiva
come non succedeva dai tempi di Alina
scacciato una volta per tutte
l’incantesimo malefico
di Leida
e godere così della notte
e non sapere più che farsene
di quelle parole inglesi
russe
tedesche
compiti che mi ponevo
nella mia ex identità di studente universitario
affascinato dalle lingue
solo come sentire della musica
parlata da voci altrui
nella notte l’unica voce
era la sua
di quella ragazzina
che donava piacere
e ogni cosa si dissolveva
si disperdeva nell’oscuro della notte
teorie di amici sulle tipe
discorsi falsamente sofisticati e alti
che nascondono solo
un sacco di complessi e frustrazioni
meccanismi di difesa
per far fronte al mondo
e alle relazioni
non c’è niente da teorizzare
niente da raccontare
quando la voluttà vince su tutto
e delle regole della vita
non sai più che fartene
libertà della notte
saltavano e saltano tutti gli schemi
la messa in scena di provarci
con Marina
la messa in scena di uscire per parlare
ad un aperitivo
quando non ci sono cose da dire
quando non c’è feeling
non c’è affiatamento
e di lei ne avevo fatto un abbaglio
solo per quella sua lingua
quella sua nazionalità
che pensavo fosse magica
come Katia
come Alina
mentre non nascondeva niente
non c’era niente da cercare in lei
neanche nei libri e nelle notizie
vecchio abbaglio
che mi faceva confondere l’estasi dei sensi
con quella delle parole
la bellezza delle ragazze
con la loro lingua
che con Marina
non c’è niente da sognare
da sublimare
da perdersi
lei e i suoi discordi da ragazza comune
i discorsi preconfezionati
senza un minimo di riflessione
e di filosofia dietro
non un velo di artisticità
solo tanto senso comune e niente di più
che non si può desiderare
come si desidera la libertà
e il fuori dagli schemi
di una notte erotica
lasciatemi libero
e forse ancora cercherò lavoro
alla ricerca del piacere e della voluttà
ma non fatemi pensare
alla vita e ai suoi affanni
nel fine settimana
in questi due giorni
che vogliono solo piacere voluttà
e sogni onirici
di una profondità e di una leggerezza
senza limiti
la mente si espande e l’anima
le porte delle percezioni
si aprono
e si apre anche la mente
nella sola voluttà della notte
che ogni riflessione e ragionamento
non regge più
si va avanti con l’anima
dove ti porta l’anima
dove ti portano i sogni
là dove Marina non c’è mai
ed era tutta una forzatura
come quei messaggi
quella musica
quei libri e quell’arte
non ne ho bisogno finché
la notte mi avvolge
ancora nel giorno
con il suo ricordo di voluttà
e di sogni e piacere
là dove Marina non c’è mai
e rimane solo la notte

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