Descrizioni, Pensieri liberi, Riflessioni

Le tracce prima delle parole…

Ah, e finalmente sono più rilassato, dopo che ieri non aprivo un libro, non aprivo internet, me ne stavo tutto il giorno ad ascoltare musica, senza aver paura di chissà quali influssi negativi del canto e delle note, e anche incrociare Annalisa e Monica non mi dava fastidio più di tanto, dicevano come al solito di fare un salto al CD, per giocare a tennis, ci salutavamo a distanza io e Maria Teresa e la cosa importante era che mi dicevano di andare al CD non per parlare, ma per svagarmi un po’, rompere la routine e giocare a tennis, e magari incontrare un po’ di gente nuova… all’inizio me la prendevo, perché ero molto chiuso in me, con quei soliti pensieri delle ragazze, ma poi me ne fregavo, lasciavo perdere il CD e pensavo solo alla musica, ripristinando l’idol di Era Istrefi nella stanza, la presenza di una ragazza virtuale, di una tipa, che può essere tutte e nessuna, e la giornata andava avanti così, senza libri sul comunismo, sulla Russia, e mi immergevo nella musica di ogni genere, di ogni nazionalità, pop e R&B, e la sera, dalla rilassatezza, cantavo anche un po’, così, per liberarmi… e mi veniva in mente il discorso di Rousseau sulle lingue emozionali, piene di accenti, e quelle prive di accenti e intonazione, e ricordavo vagamente la filosofia della traccia di Derrida, là dove le parole e i discorsi non bastano più, il parlare a se stessi, che leggevo anche nel commento di rabbì C. sulla Torah e che Mosè “si parlava” davanti al roveto ardente, mentre nella filosofia di Derrida tutta questa parte logorroica e della parola piena di sé non c’è, e c’è solo la traccia psichica che mette assieme le parole, le tracce che precedono le parole, e la smettevo di raccontarmi storie, e individuavo solo le ultime tracce psichiche, e non mi mettevo lì più a scrivere, a pensare, a parlare con me stesso, a diventare logorroico… e stamattina mi svegliavo più rilassato, con qualche voglia erotica lontana, un po’ spenta, e anche ieri notte mi dicevo di riposare un po’, di lasciar perdere quelle ragazze, e mi addormentavo tranquillamente, senza sensi di colpa di aver fatto poco durante la giornata, se non essere andato a lavorare per un paio d’ore la sera, e già mi rallegravo ieri perché sapevo che oggi non avrei lavorato, e non c’è niente di meglio di questo riposo per riprendermi da quella specie di esaurimento dell’ultimo periodo… anche stamattina passare al Carrefour era una passeggiata, canticchiavo tra me e me quelle canzoni di ieri, e non avevo problemi a passare due volte da Anna, la cassiera, a farmi domandare di mia madre, e tutto il resto, e non c’è miglior risveglio di quello di oggi, senza le solite paranoie e i soliti pensieri ossessivi… e quasi quasi mi verrebbe da leggere Derrida stamattina, là dove l’avevo lasciato non so quanto tempo fa, “Scrittura e differenza”, perché di leggere ancora sulla Russia, o leggere in tedesco, o non so in quale lingua non mi va, ma non so neanche se ho voglia di leggere Derrida, ora che mi torna in mente la sua filosofia della traccia oltre le parole, che ultimamente erano ebbre ed ubriache e stanche e logorroiche, e mi voglio liberare dagli ultimi pensieri, ricominciare non daccapo, ma da un altro punto, e recuperare pensieri e ricordi e fantasie che non so come si erano disperse nel corso dell’ultimo periodo… e la giornata comincia così e andrà avanti così, potendo riposare ancora per qualche giorno, senza dovermi preparare chissà quali discorsi per la visita di martedì, senza strapensare troppo alle ragazze, a me stesso che diventa un medico pazzo, uno scienziato pazzo, e prendo la giornata più alla leggera, ora che so che con Maria Teresa non c’è più discorso, per fortuna, ora che ho superato i demoni delle educatrici, che parlano tanto per parlare, e mi sento più di buon umore, come ieri sul lavoro, rilassato, a parlare del più e del meno, e dei discorsi altrui mi viene in mente solo una frase del Dalai Lama: “Non lasciare che il comportamento degli altri disturbi la tua pace interiore”, e delle filosofie e dei modi di pensare altrui me ne devo fregare, vado avanti per la mia strada, rilassato e contento, e non mi va più di diventare logorroico con me stesso, quando le tracce psichiche precedono i discorsi e le parole, e adesso posso anche leggere Derrida senza troppi problemi…

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